Archivio per maggio 2013 | Pagina di archivio mensile

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Pinterest e i brand del lusso nella moda: Chanel è il numero uno

Negli USA Pinterest è diventata un’importantissima piattaforma per i brand e i retailers, e sempre di più lo sta diventando per quelli che hanno anche un sito di e-commerce. Molte aziende infatti vedono che le conversioni e le quantità di ordini provenienti dal traffico generato da Pinterest sono sempre più in crescita, se comparati ad altri social networks come Facebook e Twitter. In Italia Pinterest sta acquisendo sempre più importanza per la promozione delle aziende e dei brands, quindi presto avremo molto probabilmente lo stesso tipo di scenario.

Un nuovo studio effettuato da Mashable, dimostra che su Pinterest, il social “visual” per eccellenza, Chanel è il brand del lusso più popolare in termini di pin e repins e visualizzazioni totali. La cosa è abbastanza particolare perchè Chanel non ha un proprio profilo su Pinterest e non ha nemmeno un sito di e-commerce ufficiale!

Chanel su Pinterest

Lo studio condotto da Pivot Conferences e l’azienda di analisi Curalate, ha tenuto conto dell’attività organica (quindi i contenuti creati dai consumatori non quelli generati dai brand stessi) di 10 brand del fashion che generalmente si posizionano bene sui social media. Chanel si è rivelato il numero uno, con una media di 400 pins e più di 3600 repins al giorno da una varietà di fonti come Chanel.com, Tumblr e un famoso canale Youtube Chanelelleandblair.com.

Una particolarità… i 10 brands che lo studio ha analizzato hanno una consistente offerta di accessori (6 di loro vendono addirittura solo accessori); questo a significare che la maggioranza dei pin viene fatta su foto di scarpe e borse, che sono quindi immagini molto virali. Solo nel caso di Chanel però questo non è totalmente vero, poichè le maggiori immagini pinnate sono quelle di loro prodotti di bellezza, orologi e gioelleria.

Ecco l’infografica che spiega il tutto nel dettagli….

I migliori 10 fashion brands su Pinterest

Questo studio deve fare riflettere sull’importanza crescente della comunicazione visual per i brands dove l’immagine è centrale… Chanel inoltre ci dà la “best practise” poichè riesce ad essere così desiderabile da essere irresistibilmente virale sui social networks, pur non essendo per nulla autoreferenziale. I brand del lusso possono trarre grandi vantaggi dal web 2.0 poiché, attraverso l’integrazione tra canali commerciali digitali e tradizionali, si crea un forte riconoscimento per la marca e una sensazione di maggiore familiarità tra brand e consumatore.

 

[Fonte: www.mashable.com]

About Valeria Moschet

Dopo una consolidata esperienza retail e commerciale nei settori abbigliamento e accessori, ho intrapreso una nuova sfida professionale e mi sono specializzata in Social Media Marketing. Da allora con grande passione ed entusiasmo lavoro come consulente per aziende di varie dimensioni e mercati, ma sono specializzata nei settori del Beauty, Moda e Lifestyle. Sono formatrice su temi dei social media e del Web 2.0.

Green & Social Media_Natura

Green e Social Media: una ricerca ci spiega best practice e tendenze

Sempre più le aziende utilizzano i social media per parlare delle loro iniziative green. Ma tutte lo fanno nel modo giusto?  Per rispondere a questa domanda vi presentiamo un report che ogni anno analizza il modo in cui le aziende usano i social per parlare di sostenibilità e riporta anche una classifica delle società che lo fanno nel modo migliore!

Si chiama SMI-Wizness Social Media Sustainability Index e nella sua edizione del 2013 (analisi riferita al 2012), uscita da pochissimo, possiamo trovare molte indicazioni e spunti interessanti.

E’ importante premettere che per realizzare questa analisi sono state esaminate dai ricercatori del SMI (che sta per Social Media Influence) 400 aziende americane ed europee tra le migliori nei loro settori di appartenenza nello sviluppo di strategie ed iniziative green.  E’ seguita per ciascuna di esse la verifica delle modalità di utilizzo dei loro canali social e siti web (circa 2.000 elementi analizzati) e sulla base di questa analisi i ricercatori hanno messo iIMG_6815n evidenza le best practice.

Tra le 100 aziende risultate migliori troviamo principalmente società appartenenti ai settori della grande distribuzione al dettaglio, degli elettrodomestici e del “food & beverage”, i canali maggiormente utilizzati risultano essere Facebook e Twitter.

Secondo la ricerca inoltre, l’utilizzo dei blog da parte delle aziende green è molto più ampio rispetto a quello del canale YouTube. Inoltre, per la prima volta quest’anno il Social Media Sustainability Index  rileva l’utilizzo di Pinterest per la comunicazione di iniziative green. Un ottimo segnale per il social media che parla per immagini, il quale ha molte potenzialità per divenire un efficace mezzo di comunicazione della sostenibilità aziendale. Rimane indietro per ora solo Google+, il canale social del gigante di Mountain View  che risulta, secondo la ricerca, il meno utilizzato per lo scopo.

Tra le tendenze più seguite per il green marketing sui social media, la principale è sicuramente il content management. Ossia la declinazione dei contenuti derivanti dalle attività ed iniziative di sostenibilità aziendali modellati seguendo le modalità di comunicazione più attrattive per lee diverse community aziendali; segue la creazione di app, di infografiche  ed anche di giochi on line che si pongono l’obiettivo di informare il pubblico dandogli nello stesso tempo strumenti utili e divertenti per migliorare in chiave green il proprio stile di vita.

Green e social media hanno tanto in comune ed è un binomio che a noi interessa moltissimo, proprio per questo torneremo presto a parlarne insieme a voi! 🙂

 

About Paola Valeri

Ho un'esperienza a 360° nel Marketing e nella Comunicazione aziendale, in tutte le sue forme… soprattutto quelle social 🙂 Per diffondere e condividere questa passione parlo di Marketing e Social Network anche nei corsi che tengo per aziende, enti ed associazioni. Scrivere mi appassiona e diverte e per questo sono diventata giornalista pubblicista. Da qualche tempo mi interesso di sostenibilità aziendale e di “green marketing”.