Archivio per marzo 2015 | Pagina di archivio mensile

Matrimoni_Digitali

Matrimoni social e digitali? Sì, grazie!

Ormai è evidente che il rapporto tra matrimoni e digitale, social network in particolare, sta diventando sempre più stretto, anche nel nostro paese. Ovviamente non troveremo ancora tutti gli spunti e le incredibili possibilità che potremmo invece trovare negli States, precursori di tendenze in tanti settori, ma sicuramente una certa apertura c’è stata negli anni anche qui in Italia.

Di recente sono stata al matrimonio di una mia cara amica che mi ha invitata a scaricare un’applicazione (WedShoots) per condividere le mie fotografie in un album dedicato creato dagli sposi. Questo mi ha fatto riflettere e mi ha fatto venir voglia di indagare l’argomento da un punto di vista “professionale”. Ho fatto quindi delle ricerche sul web e ho trovato moltissimo materiale. Dietro al settore del wedding si nasconde ovviamente un mondo e questo non è un segreto, ma siamo tutti a conoscenza che anche il digital wedding sia un ambito altrettanto vasto e ricco di possibilità?

Devo fare una premessa doverosa: non ho mai organizzato un matrimonio e quindi non ho mai avuto la possibilità di sviscerare l’argomento da un punto di vista analitico come solo io saprei fare 😉 Quanto leggerete in questo post è frutto di una ricerca di qualche ora che riporta quello che mi ha colpito e che mi ha fatto riflettere.

Partiamo dalla mia esperienza personale, ovvero dal matrimonio a cui sono appena stata. Gli sposi, oltre a invitarci a condividere le nostre foto tramite WedShots, hanno creato il sito del proprio matrimonio. Pensate forse che abbiano usato un WordPress? Certo che no, ancora più facile: basta andare su matrimonio.com nella sezione “wedding site” e con un clic ti sei tolto il pensiero! Fantastico! Puoi raccontare la tua storia, dare informazioni utili sulla cerimonia, sulla lista di nozze ecc.

matrimonio.com_website

Navigando poi su matrimonio.com ci si rende subito conto di quanti altri servizi questo sito web può offrire: dal weddingorganizer, alle testimonianze di sposi, alle community in cui entrare a far parte, fino ad arrivare  addirittura a un concorso a cui partecipare per vincere un budget per il “tuo matrimonio”.

Praticamente matrimonio.com è il parente italiano dell’americano The Knot insieme a cui Mashable ha condotto una ricerca sulle abitudini digitali degli sposi durante il processo di preparazione del proprio matrimonio. L’articolo di Mashable dedicato appunto a questa ricerca (datato luglio 2014) descrive i risultati emersi e mostra come “le spose stanno digitalizzando in maniera sempre più consistente il grande giorno. Ecco l’infografica scaturita dalla ricerca.

The-Knot-Mashable-SocialWeddingSurvey-Infographic-FINAL
I dati che mi colpiscono di più sono:

  1. Il 55% delle spose sceglie e utilizza un hashtag per il proprio matrimonio;
  2. Sebbene ci siano delle percentuali rilevanti di sposi che non vogliono condividere foto del proprio matrimonio sui social media e nemmeno vogliono farlo fare ai propri ospiti (31-35%), il 68% vuole vedere foto condivise sui social media in tempo reale e il 60% prende in considerazione di utilizzare App di condivisione per i propri ospiti; 
  3. L’89% delle spose, poi, utilizza App per pianificare il proprio matrimonio (Oo)

Sembra proprio che, da un lato, nella cultura americana il matrimonio sia fondamentalmente digital, dall’altro, che il fatto che non lo sia dipenda da una scelta voluta e consapevole degli sposi e non da una mancanza di conoscenza della possibilità.

E ancora la ricerca condotta ci dice che prima di dire il sì tanto atteso le spose americane “traggono ispirazione su Pinterest, Facebook e altri tool dedicati al matrimonio” […] oppure scelgono la canzone per il loro primo ballo su Spotify.

Vogliamo parlare poi dei video che sono diventati virali e che milioni di persone hanno visto? Vorrei citarne solo 2, quello intitolato JK Wedding Entrance Dance” con più di 88 milioni di visualizzazioni, che mostra un’allegra danza al momento dell’ingresso in chiesa, e quello dal titolo “Best Marriage Proposal of 2015 (Warning: Will Make You Cry!) – 365 Day Proposal” con più di 20 milioni di visualizzazioni, forse la proposta di matrimonio più lunga e pianificata della storia dell’umanità 😉

 

Alla luce di tutto questo, come non pesare che pianificare e organizzare matrimoni “social” e digitali possa non diventare oltre che una capacità da possedere per i singoli sposi anche una professione o un servizio da sviluppare? Sulla base di quanto esiste già, ad esempio il Social Media Wedding Concierge oppure il Wedding Reporter, e di quanto accade in altri paesi, forse varrebbe proprio la pena provare a specializzarsi in questo settore anche in Italia. Quasi quasi ci faccio un pensierino 😉

About Stefania Fregni

Appassionata di Comunicazione e Marketing nella vita e per lavoro, sono consulente da oltre 10 anni, specializzata nel settore Food & Beverage. Negli ultimi anni mi sono avvicinata al mondo del Social Media Marketing e del Marketing Digitale, specializzandomi e collaborando a diversi progetti. Sono amante del buon cibo e del buon bere, mi piace la fotografia e adoro viaggiare. Sono creativa, curiosa, organizzata e appassionata sempre in cerca di nuove avventure!

social media geek life

10 consigli per iniziare ad utilizzare Google Plus per il marketing

Google Plus, il social network di Google, è spesso considerato il “cenerentolo” dei social media. Ma evidentemente è un grosso errore dettato spesso dalla non conoscenza di questo social e delle potenzialità che può offrire.

Google+ non è Facebook ne Twitter. Non bisognerebbe pensare di aprire un profilo su questo social per sostituirlo ad un’altra piattaforma. Google Plus è un’esperienza totalmente diversa, un modo diverso per relazionarsi sia al proprio network professionale che a quello personale. Attraverso Google Plus è possibile trovare nuove persone con passioni ed interessi comuni alle nostre, è un luogo di condivisione di contenuti di valore, sia che stiamo cercando delle connessioni per motivi personali che di lavoro.

Google Plus Valeria Moschet

Parlando di numeri, Google+ in Italia ha 12 milioni di utenti iscritti dei quali 3,8 milioni attivi, quindi circa un decimo rispetto a Facebook. Anche se sembrano numeri bassi rispetto al “re” Facebook, sono però in linea con quelli degli altri social più popolari (Twitter, Instagram e Pinterest). Sicuramente questo numero è destinato a crescere visto che quando ci si iscrive ad un qualunque servizio di Google, automaticamente  ci si ritrova iscritto a Google+. E’ inoltre interessante ricordare che gli utenti più attivi sono gli uomini e gli utilizzatori in media sono nella fascia di età 25-34, dati che devono davvero farci riflettere.

Per le aziende che fanno marketing sul digitale Google Plus sta diventando sempre più uno strumento essenziale da integrare alla strategia social: eccovi 10 semplici ma efficaci consigli da seguire subito per iniziare a lavorare in modo fruttuoso sulla propria pagina aziendale su Google Plus 😉

#1 Personalizzare il proprio URL: su Google plus è possibile personalizzare il proprio indirizzo (plus.google.com/+username); questo è un ottimo modo per fare branding e per essere trovati dai clienti.

#2 Investire in immagini professionali: le immagini sono importantissime su questo social anche perché, a differenza delle altre piattaforme, qui vengono indicizzate su Google motore di ricerca. I contenuti visual qui possono essere davvero molto virali e le opportunità di visibilità sono enormi se bene sfruttate. Guardate come una foto (scattata con Iphone ma di ottima qualità di luce, soggetto e composizione) possa essere virale:

Foto virale su Google Plus

#3 Segmentare l’audience in cerchie: a differenza degli altri social qui si possono suddividere in cerchie, anche se si è una pagina aziendale, i propri followers. E’ utile creare le proprie cerchie in base a temi ed interessi e utilizzare keywords per identificarle e gestirle strategicamente.

#4 Interagire con profili e pagine: l’interazione verso l’esterno per una pagina business su Google+ è molto più facilitata rispetto, per esempio, ad una pagina aziendale su Facebook. Quindi è importante interagire con +1, commenti e condivisioni con costanza.

#5 Utilizzare gli Hashtags: sono un ottimo modo per definire il tema del post e per intercettare conversazioni. Meglio utilizzarne al massimo 2-3, quelli più pertinenti, altrimenti si potrebbe risultare “spammer” 😉

#6 Ottimizzare i propri contenuti: oltre a postare contenuti di qualità, sia visual che testuali, su Google Plus è importante curare la forma dei propri contenuti. Per esempio è molto utile formattare il testo: è possibile scrivere in grassetto delimitando una parola da due asterischi (ex: *parola*) oppure in corsivo delimitandola con due trattini bassi (ex: _parola_). Bisogna inoltre usare titoli accattivanti e “call to action” forti. Oltre ad integrare video da Youtube un’altra buona idea è di utilizzare GIF o cinema-graph (immagini che si muovono).

#7 Creare una community: se non si trovano community relative alla propria area di interesse, creiamone una! Grazie a un eccellente sistema di gestione dello spam Google+ modera i post “critici” e li sottopone agli amministratori prima che vengano pubblicati. Noi con Social Margarita abbiamo per esempio creato la community “Web social media e vino”, in quanto non esisteva nulla di simile in Italia 😉

Community Web social media e vino su Google Plus

 

#8 Integrare il proprio profilo con Youtube: se si possiede un canale Youtube è importante integrarlo su Google Plus per poter raggiungere un audience più esteso. Tutti i commenti sul video da G+ verrà mostrato come commento anche su Youtube.

#9 Utilizzare Hangouts on air: un’ottima idea è di usare questo servizio di live streaming (gratuito) per webinar, corsi o altro che potrebbe dare visibilità e referenziare la nostra “voce” nel nostro settore. Anche il presidente Obama ha utilizzato Hangouts on Air come canale per parlare con i propri elettori 🙂

Obama Hangout on Air

#10 Creare video con foto: i video sono di solito i contenuti più coninvolgenti. Grazie alla “composizione automatica” di Google Plus è possibile convertire le foto che carichiamo in un video.

 

Ovviamente sarà poi importante connettersi con gli influencer del nostro settore: ricordiamoci che prima di chiedere qualsiasi cosa dobbiamo noi per primi dare del valore a queste persone. E’ importante interagire, commentare ed essere di aiuto: una volta che la relazione sarà di reciproco beneficio a quel punto si potrà sviluppare il rapporto che probabilmente diverrà davvero interessante anche per un’azienda.

Spero che questi consigli vi siano stati utili per capire i primi passi fondamentali da fare aprendo una pagina Google Plus. Fatemi sapere se diventerete fan di questo social come me 😉

Se volete approfondire oltre eccovi il link all’intervista e qui un’estratto  video della serata in cui sono stata ospite a Bologna, insieme al collega Claudio Gagliardini, del salotto “TolkTolk” su Google Plus condotto da Dora Carapellese 🙂

About Valeria Moschet

Dopo una consolidata esperienza retail e commerciale nei settori abbigliamento e accessori, ho intrapreso una nuova sfida professionale e mi sono specializzata in Social Media Marketing. Da allora con grande passione ed entusiasmo lavoro come consulente per aziende di varie dimensioni e mercati, ma sono specializzata nei settori del Beauty, Moda e Lifestyle. Sono formatrice su temi dei social media e del Web 2.0.

MobilePhotography_SocialMargarita

Mobile Photography: 5 App per rendere i tuoi scatti speciali

La Mobile Photography è entrata a far parte delle nostre vite in modo massiccio negli ultimi anni (ovviamente dall’avvento degli smartphone in poi). Quando dico “nostre”, intendo un po’ quelle di tutti, perché credo che sia davvero difficile non diventare appassionati di fotografia quando provare a cimentarsi in questa pratica diventa oltremodo “quotidiano” e “alla portata di un clic”.

Le origini della mobile photography sono strettamente legate all’invenzione dell’Iphone e delle app sviluppate appositamente  (Instagram, con la sua community, è sicuramente la più conosciuta). Questa tendenza, col tempo, si è poi estesa a macchia d’olio, non rimanendo legata al modello di smartphone o al sistema operativo. L’offerta di device si è allargata e le possibilità di scelta per i fotografi sono diventate moltissime.

Lo scorso 6 febbraio, comunque, l’Iphoneography ha fatto un passo importante, conquistando ufficialmente un proprio spazio all’interno della storia dell’arte. Al Columbus Museum of Art, nell’Ohio, è stata inaugurata, infatti, la più ampia mostra di mobile photography mai organizzata prima da un museo: la Mobile Photo Now (tra i selezionati anche 6 fotografi italiani).

MobilePhotoNow

 

Vogliamo parlare, poi delle svariate competizioni internazionali dedicate alla mobile photography?
Di seguito ve ne cito alcune.

L’Iphone Photo Awards è forse la più datata (2007) ed è dedicata alle foto scattate con device IOS. Recentissima (2014) è, invece, l’Android Photography Awards dedicata ai sistemi Android. E ancora: la Mobile Photography Awards è un’altra competizione, oggi alla sua 4°edizione, che vuole riconoscere e celebrare il talento dei “mobile photographer” e delle comunità artistiche in generale. L’MPA rappresenta una vetrina per i fotografi e gli artisti che hanno deciso di abbracciare questo modo di scattare indipendentemente dal device. Sul sito si legge che nel corso degli ultimi 4 anni, l’MPA è diventata il più grande evento annuale a livello mondiale sul tema della mobile photography.

“Con l’MPA le foto scattate con gli smartphone raggiungono la giusta dimensione artistica”, San Francisco Guardian

Se avete qualche dubbio in merito alla natura delle foto che possono partecipare al concorso, basta leggere sulle FAQ della MPA dove c’è scritto chiaramente che “solo le foto scattate ed editate su smartphone o tablet possono partecipare al concorso” e ancora “che si possono usare solamente app per editare le foto e nessun programma di computer”.

Ecco allora che per diventare dei perfetti “mobile photographer” è fondamentale la scelta della app più giusta! Come immaginerete, dire che ce ne sono “una marea” è dire poco e ovviamente ciascuno di noi ha la sua preferita.

Di seguito vi elenco quelle che ho scelto di usare io e perché (con la dovuta premessa che il mio smartphone è da sempre un iphone 😉 ):

Camera +
Definita in passato da Apple stessa “la migliore App per le tue foto”, Camera+ è uno dei migliori software in grado di migliorare le caratteristiche e le funzionalità della fotocamera dell’iPhone. È un’app dotata di diverse funzioni utili che non sono comprese nell’applicazione della fotocamera standard.
A me piace perché ha un’interfaccia gradevole e immediata e accompagna il fotografo dallo scatto, all’archiviazione, alla post-produzione nel modo più agevole.

Snapseed
A differenza di Camera +, Snapseed è disponibile per tutti i dispositivi (anche da Desktop!). È, infatti, un applicativo fotografico per Desktop, iPhone, iPad e Android e consente lo scatto, la post-produzione e la condivisione delle immagini anche in questo caso in modo molto semplice. L’utilizzo è molto intuitivo e ben studiato.
Snapseed è stata la prima app che ho scaricato per la post-produzione, mi sono trovata bene per diverso tempo, ma oggi preferisco usare Camera + perché la trovo più immediata. Di Snapseed mi piace però la funzione “Selective Adjust” che permette di andare a migliorare punti precisi di ogni singola immagine aggiustandone la luminosità, il contrasto e la saturazione.

VSCOcam
Quest’app è diventata una sorta di must non solo per me, ma per molti mobile photographer. Gli effetti desaturati o ipercontrastati, ormai tanto amati e diffusi su altre app (vedi i nuovi filtri di Instagram ad esempio) provengono da qui. Definire VSCOcam una semplice app (disponibile sia per IOS che per Android) è però riduttivo: attorno ad essa ruota un mondo che giorno dopo giorno viene implementato con nuove possibilità. Per capire di cosa sto parlando basta dare un’occhiata al sito.

VscoCam

 

Queste 3 app sono in assoluto quelle che utilizzo sempre. Però, come credo capiti a tutti, ciclicamente mi viene voglia di provarne delle nuove. Le ultime che sto testando sono:

SKRWT
Disponibile solo per IOS, quest’app si preannuncia utile per correggere le prospettive e le distorsioni dovute ad un’inquadratura spesso non ottimale. Con molta semplicità, SKRWT mette a disposizione diversi tipi di correzioni delle distorsioni (come l’angolatura e la prospettiva). Le ottiche degli smartphone spesso distorcono le linee degli oggetti che fotografiamo compromettendone la prospettiva. Grazie a questa app, che promette di “raddrizzare palazzi”, è possibile correggere queste linee.

SKRWT

TouchRetouch
È un’app studiata per gestire i contenuti indesiderati nelle foto. Basta solo qualche tocco e tutte le imperfezioni o gli oggetti non voluti nell’inquadratura possono essere cancellati. È semplice da utilizzare (si usano le dita) ed è ricca di funzioni utili.
Onestamente vi devo dire che ho provato ad usarla un paio di volte, o meglio, ho provato ad usare la sua funzione di “timbro-clone” e ammetto di non essere riuscita benissimo, ma le funzionalità che quest’app ha sulla carta sono notevoli, quindi conto di imparare ad usarla al meglio.

Per rimanere sempre aggiornata sulle novità legate al mondo della mobile photography, frequento spesso il blog degli Instagramers Italia che per me è fonte d’ispirazione, oltre che di scoperta e consigli utili.
Scambiarsi trucchi, esperienze e opinioni è importante nell’ambito della mobile photography: voi quali applicazioni usate per scattare e post-produrre le vostre foto? 🙂

 

About Stefania Fregni

Appassionata di Comunicazione e Marketing nella vita e per lavoro, sono consulente da oltre 10 anni, specializzata nel settore Food & Beverage. Negli ultimi anni mi sono avvicinata al mondo del Social Media Marketing e del Marketing Digitale, specializzandomi e collaborando a diversi progetti. Sono amante del buon cibo e del buon bere, mi piace la fotografia e adoro viaggiare. Sono creativa, curiosa, organizzata e appassionata sempre in cerca di nuove avventure!