Tendenze digital marketing 2016

Le 5 Tendenze digitali per 2016

Il 2015 sta per ormai per finire e l’anno nuovo è alle porte 😉
Noi di Social Margarita abbiamo così pensato di fare il punto con un nostro video su quanto potrebbe succedere nella comunicazione digitale individuando le 5 tendenze più “hot” per il 2016. Qui vi sintetizziamo i punti ma poi vi mandiamo direttamente al nostro canale Youtube così potrete sentirli attraverso le nostri voci in modalità “live 😉

1) Importanza dei video= i video la faranno da padrona anche nel 2016, dopo la continua crescita avuta negli ultimissimi anni. I video si riconfermano quindi un ottimo strumento per il marketing digitale. Si stima che entro il 2019 l’80% dei contenuti condivisi sul web sarà proprio video, quindi, chi non lo ha ancora fatto, dovrà attrezzarsi in merito.

2) App di live streaming= se non lo conoscete già Periscope è sicuramente il rpimo strumento da approfondire. Grazie a Periscope si possono infatti fare delle dirette live da qualsiasi tipo di evento semplicemente attraverso il nostro telefonino; le riprese scompariranno dopo 24h quindi la forza qui sta proprio nel “qui, ora e connesso!. Altra novità che sta prendendo sempre più piede soprattutto negli USA è Merkaat, un app con qualche feature diversa rispetto a Periscope ma che sempre permette la trasmissione in live streaming.

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3) Condivisione di contenuti attraverso piattaforme social= Linkedin Pulse è stato il primo strumento davvero  rappresentativo di condivisione di contenuti di valore, successivamente è arrivato Facebook con Instant Articles. Le persone possono così condividere articoli con testo e video come fossero in un loro blog, ma senza le problematiche di gestione ad esso connesse. Un consiglio? Post con al massimo 2000-2500 parole: brevi ma di valore, questo è il mix perfetto 😉

4) Snapchat= tra i millennials (18-30 anni) è una delle app più popolari. Integra chat/video/foto, è divertente e facile da usare e anche qui il contenuto scompare dopo che è stato fruito. Molte aziende in questo ultimo periodo, soprattutto nel lusso (vd. Gucci), hanno integrato Snapchat nella loro strategia di digital marketing, proprio perchè ne è stata vista l’estrema potenzialità comunicativa e di coinvolgimento emotivo.

Snapchat

5) Crescita dell’importanza dei canali social dei dipendenti aziendali= è diventato sempre più evidente come sempre più i dipendenti siano ambassador loro stessi del marchio aziendale per cui lavorano, quindi verrà sempre più incentivato l’utilizzo e la condivisione proprio da questa fonte. Sicuramente quindi l’utilizzo dei social in azienda verrà quindi sempre più incentivato invece che “bloccato” 😉

Quello che noi ci auguriamo è che sempre più gli strumenti di social e digital marketing verranno compresi profondamente non solo dalle grandi aziende ma anche dalle piccole medio imprese che possono davvero trarre enormi vantaggi da questi innovativi strumenti.

Eccovi il video con tutti i consigli in un set in pieno clima natalizio 😉 Buona visione!

Copertina

SocialMargaritas alla Festa della rete 2015

La Festa della Rete di Rimini è da sempre uno dei nostri appuntamenti preferiti tra i molti eventi  (tra l’altro in continua crescita) che parlano di web, digital e social media. Per noi è un momento importante per molte ragioni.

Da una parte lo viviamo come un’occasione perfetta per ritrovarsi tutte e tre di persona, rivedersi e raccontarsi dopo il periodo estivo, e soprattutto fare il punto su nuove idee, progetti ed impegni che ci attendono alla ripresa autunnale.

Dall’altra, l’ex BlogFest è l’evento ideale per incontrare e salutare colleghi di web, approfondire con loro spunti ed idee, fare nuove interessanti conoscenze, tastare il polso al popolo del web, una grande e variegata tribù, sempre in costante evoluzione.

Festa della Rete_cabinePassando con interesse da un panel ad un altro, stringendo mani ed ascoltando storie, sorseggiando spritz ed assaggiando ottime piadine, i tre giorni dell’edizione 2015 #FDR15 sono trascorsi in un lampo; e come ogni anno si torna a casa con un bagaglio di impressioni, suggestioni, e spunti su cui riflettere.

L’evoluzione ed il cambio generazionali sono fisiologici, facciamocene una ragione

Uno dei fenomeni più evidenti di questa edizione 2015 è stato quello che molti hanno definito il “cambio generazionale”.  Protagonista assoluto il mondo degli Youtuber, con le loro giovanissime superstar, come Sofia Viscardi, nata nel 1999 che può vantare quasi 400.000 iscritti al suo canale Youtube ed oltre 35 milioni di visualizzazioni dei suoi video. Nuovi media, ma soprattutto nuovi linguaggi e nuovi influencer, si stanno facendo strada, parallelamente all’affacciarsi sulla scena del mondo di una nuova generazione di 13-17enni che saranno i futuri abitatori della rete. L’evoluzione è la legge inesorabile che regola ogni forma di vita e di espressione ed il mondo del web non è certamente immune. Facciamocene una ragione.

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Saperi e mestieri di un tempo in chiave 2.0

Nell’ edizione 2015 alcuni panel ( ad esempio La rivoluzione del Filo, I Blog di fai da Te) sono stati dedicati alla versione 2.0 di lavori tradizionalmente femminili e manuali come il knitting, ovvero il lavoro a maglia, ma anche il cucito/riciclo creativo, ovvero l’arte di dare vita a nuovi oggetti tessili  partendo da altri che non usiamo più, come ad esempio creare tappeti da vecchie magliette. La prima considerazione che viene in mente è che la rete offre spunti per infinite evoluzioni anche per attività che i più considerano quanto di più tradizionale esista, permettendo un’ampia diffusione di antichi gesti e saperi che altrimenti sarebbero rimasti sconosciuti alle nuove generazioni (sempre loro!) ; d’altra parte l’utilizzo di blog, e-commerce ed ogni altro media on line offre la possibilità di trasformare un hobby in una vera e propria professione.

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La rete vince sull’individuo

In eventi come questi,  ci si convince sempre di più che la parola “Rete” sia densa di significato concreto. Da molti panel e dalle testimonianze di tantissimi dei presenti, è assolutamente evidente che il successo nel mondo digitale nasce dell’abilità di sfruttare al massimo la più grande opportunità che la rete offre: collegarsi, creare ponti, scambiare saperi, essere solidali. Sempre meno star “solitarie, sempre più reti di individui che creano progetti , condividono esperienze, fanno “network”. Un esempio su tutti quello di IFood raccontato dalla super-empatica Vatinee Suvimol, co-founder del progetto editoriale, nato da un gruppo di food-blogger che si sono conosciuti all’interno di un gruppo Facebook ed hanno “fatto rete” con successo.

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La Festa della Rete compie 10 anni. Momento di bilanci?

Quest’anno si trattava di un’edizione speciale: la Festa della Rete  ha compiuto 10 anni e come accade  in tutti i compleanni “tondi” ci si guarda indietro e si cerca di fare un bilancio, ma nello stesso tempo ci si guarda anche avanti chiedendosi come si affronteranno gli anni a venire. In tutti questi anni gli eventi che fanno focus sul mondo del web si sono moltiplicati e in passato questo evento costituiva quasi un “unicum” ora la sfida futura della Festa della Rete  sarà quella di mantenere nel tempo una sua identità ed unicità. Arrivederci ad #FDR2016! 🙂 

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Social Cocktail di Social Margarita_ Instagram

I Social Cocktail di Social Margarita: Instagram

Con l’estate arriva un rinfrescante nuovo nostro Social Cocktail… questa volta vi parliamo di Instagram, il social fotografico per eccellenza 😉

Instagram è una nostra grandissima passione, chi ci segue lo sa… Forse siamo davvero “addicted” a questo social, ma per noi è davvero divertente e un ottimo modo per raccontare le nostre storie e le nostre avventure, come una sorta di visual diario. Siamo inoltre delle “puriste”di questo social, in quanto per noi Instagram deve essere condivisione solo di scatti ottenuti con la mobile photography visto che nasce con questo principio.

Eccovi quindi i cinque ingredienti con i nostri consigli per preparare un drink a base di Instagram davvero dissetante ;):

Primo ingrediente – Fare delle belle foto

Potrebbe sembrare una banalità, ma è il requisito fondamentale per pubblicare dei contenuti che abbiano valore. Seguire le regole base della composizione e luce è il primo punto dal quale partire (può esservi utilissimo questo video con questa guida del famosissimo fotografo Steve McCurry). Sicuramente è molto utile seguire profili interessanti di fotografi talentuosi che ci possono ispirare e sviluppare poi un proprio stile. Un’idea può anche essere di creare un profilo tematico specifico, che tratti solo un determinato argomento e che possa suscitare particolare interesse per i vostri potenziali followers.

Secondo ingrediente – Post-produrre le foto

La post-produzione è una parte del processo fotografico che dobbiamo pensare come corretta conclusione della produzione di una fotografia. La stessa app di Instagram ci permette di sistemare la fotografia nei parametri base (inclinazione/ prospettiva/saturazione/contrasto ecc.) e di applicare dei filtri. Ci sono poi molte app esterne che sviluppano queste funzionalità; noi vi consigliamo Snapseed per l’editing “tecnico” e VscoCam per quello “creativo” poichè quest’ultima ha dei filtri che daranno particolare personalità al nostro scatto.

Terzo ingrediente – Quanto e come postare

E’ importante scegliere l’orario strategico in cui postare le vostre foto: le fasce orarie migliori, per una questione di fusorario (essendo Instagram diffuso ed utilizzato in tutto il mondo) sono la mattina presto dalle 7 alle 8.30 ca e verso metà pomeriggio. Mi raccomando inoltre, se siete ad un evento o in un’occasione particolare dove avete molte foto da condividere, di non farlo in blocco per non intasare con i vostri contenuti lo stream di chi vi segue.

Quarto ingrediente – l’Hashtag

Gli hashtag sono sulla piattaforma di Instagram davvero fondamentali: grazie alle parole chiave infatti possiamo trovare le foto con i soggetti e i temi che stiamo cercando e magari anche scoprire delle community che hanno come tema un nostro particolare interesse. Per scegliere gli hashtag più corretti e crearne dei set predefiniti per eventi o situazioni particolari vi consigliamo di utilizzare l’app Tags for likes pro che permette di fare tutto ciò in modo davvero semplice ed immediato. Buona regola è inoltre inserire gli hashtag non nella descrizione della foto ma nel suo primo commento; in questo modo, se condivideremo direttamente su altri social, non rischiamo di portarci tutto il blocco di “parole con il cancelletto” su piattaforme dove queste non hanno senso e potrebbero anche addirittura dare “fastidio” 😉

Quinto ingrediente – L’Interazione

Instagram è un social e quindi dobbiamo socializzare :)! Ci sono molte community di interesse con cui interagire e come anche community locali come IgersItalia con le sue declinazioni con gruppi presenti in molte nostre città. Potrebbe essere una bella esperienza anche incontrarsi magari successivamente dal vivo grazie ai numerosi Instameet che vengono spesso organizzati.

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Allora non vi resta che guardare il video per gustare insieme a noi il Social Cocktail più estivo e rinfrescante che c’è sul nostro amato Instagram 🙂

Reunion Unibo Università di Bologna

ReUnion Unibo (social e live) raduna la community degli ex studenti universitari di Bologna da tutto il mondo.

“Partiti insieme per un lungo viaggio torniamo a casa per diverse vie”.

Con questi versi famosi di Catullo l’Università di Bologna ha chiamato a raduno tutti i suoi ex studenti: il 19-20-21 giugno si è tenuta ReUnion Unibo, una 3 giorni di incontri, dibattiti, mostre, lezioni magistrali e spettacoli nei punti più suggestivi di Bologna. Protagonisti dell’arte e della scienza, manager, studiosi, innovatori, ex studenti famosi  che hanno portato la cultura nelle piazze, raccontando i diversi saperi e la loro esperienza di vita e professionale in seguito alla laurea conseguita all’Università di Bologna.

ReUnion Unibo

Il nostro team ha fatto parte in primissima persona di questo super evento (il primo in Italia di questo tipo) in quanto abbiamo seguito la comunicazione digital e social del progetto: è stata una sfida davvero entusiasmante dove abbiamo imparato molto e nella quale abbiamo vissuto la potenza vera di quello che si definisce “senso di appartenenza” e “community”. La nostra strategia infatti era incentrata sul coinvolgimento degli utenti e la “ri-accensione” del senso di community attraverso i canali social che abbiamo scelto (Facebook, Twitter, Google+, Instagram, Youtube, Periscope), stimolando così la condivisione di racconti e storie del passato, ma anche per arrivare in questo percorso alla voglia di essere parte e raccontare il presente, fino al “live” durante lo stesso evento.

La forza evocativa di immagini e dello storytelling legato ad esse è uscita in modo davvero impressionante in questo progetto: per esempio alcuni post su Facebook sui luoghi dell’università hanno raggiunto addirittura il 10-15% di percentuale di engagment (click/commenti/condivisioni)! Far rivivere con un occhio “semplice” e “alla mano” i luoghi di Bologna legati alle esperienze e i ricordi universitari è stato sicuramente la chiave di questo successo 🙂Università Bologna ReUnion

Abbiamo inoltre stimolato le community online alla partecipazione ed all’incontro anche offline: un’ottima risposta l’ abbiamo avuta attraverso un challenge nazionale su Instagram chiamato “UniAmarcord”, realizzato in collaborazione con l’associazione degli Instagramers Italia e la community locale degli IgersBologna. Le persone hanno così condiviso con tantissime foto il loro passato, presente e futuro e ciò che rievocava loro il periodo universitario: le 20 migliori foto hanno fatto parte della mostra a tema che si è tenuta a Palazzo Re Enzo durante Reunion e sono state un magnifico racconto, coinvolgente e personale, realizzato davvero dai protagonisti in prima persona.

Ne ha parlato con entusiasmo anche l’Huffington Post in questo articolo:): http://bit.ly/HuffingtonPostReunionUnibo. Eccovi un collage molte delle foto che hanno partecipato al challenge:

Challenge Instagram ReUnion

 

E’ stato inoltre un onore poter organizzare il panel più “social” di ReUnion, con speaker alcuni ex studenti Unibo che oggi sono nostri colleghi e che hanno avuto un percorso di studi, di vita e professionale simile al nostro. Al panel “Tra un tweet e un post, il futuro passa dai social” hanno preso parte infatti:

Panel social ReUnion UniboQuesto incontro è stato molto interessante ed ha offerto vari spunti su quello che oggi significa lavorare nel mondo del digitale e dei social, dove sempre più sono necessarie figure professionali preparate e in grado di capire e saper portare avanti strategicamente le logiche del community management e del marketing integrato digitale. Sul palco c’erano persone che si sono “inventate” un lavoro che non esisteva in effetti quando si sono laureate, ma che hanno capito e cercato di sfruttare con preparazione, entusiasmo e tenacia tutte le nuove potenzialità professionali che il web 2.0 stava presentando. Interessante è anche stato il racconto della case history del gruppo nato su Facebook “Hai studiato a Bologna se…”, dove vi sono 23.000 iscritti e una fortissima community sia online che offline.

L’evento è stato un vero successo con 20.000 presenze: per quanto riguarda i social su Twitter ReUniOn è stato un trending topic il 20 giugno – con i due hashtag più seguiti e twittati #reunionunibo#reunionsocial) – con 2.400.603 di impression. Oggi sono 15.700 i fans che seguono la pagina ufficiale su Facebook, con più di 103.500 engaged  per oltre 3.7 milioni di FB impression su ReUniOn. Davvero un successo che ci ha colmato di gioia e dove c’è stata anche una grande forza che ha permesso questi risultati grazie a un super team di lavoro composto anche da Mec&Partners (che ha seguito l’organizzazione, comunicazione offline e ufficio stampa) Best Union (parte organizzativa) e ovviamente l’ufficio comunicazione dell’Università di Bologna.

Preparativi Reunion Unibo

Il nostro viaggio nel ripercorrere questi mesi di ReUnion finisce qui, un viaggio dove abbiamo davvero potuto testare la forza della community online e offline e ci è stato confermato che oggi un buon piano di comunicazione funziona solo se la strategia digitale è integrata con quella tradizionale.

Eccoci quindi tutti insieme alla fine di questa meravigliosa esperienza professionale di ReUnion Unibo 🙂

Staff comunicazione ReUnion Unibo

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Nice To Link You: Ford Italia lancia la sfida e noi l’accettiamo!

Gli scorsi 10-11 giugno abbiamo avuto il piacere di partecipare alla Social Media Week di Roma, dove abbiamo accettato la divertente sfida lanciata da Ford Italia“Nice to Link you”.

Ci è stato chiesto di riuscire a connettere quanti più utenti possibili a un nuovo social network, in sostanza di diventare per un’ora dei veri e propri “social-evangelizzatori“. Partecipare è stato molto divertente, lo ammettiamo! Competere con un obiettivo di questo tipo ci ha rese agguerrite e pronte a tutto 🙂

In realtà, andare in giro per le strade di Roma ad intervistare persone sul tema “social media” ci ha messe davanti a diverse reazioni interessanti. Di fatto, questa esperienza può essere inserita tra i nostri casi studio (forse non proprio tra i più scientifici, ma sicuramente tra i più divertenti!) sulla diffusione della conoscenza dei social media in Italia.

Abbiamo fermato diverse categorie di persone, italiani e stranieri, e da quanto abbiamo potuto constatare (ma del resto ce lo immaginavamo) gli stranieri hanno dimostrato di avere più confidenza e conoscenza dei canali social, anche se ancora con diverse lacune (un intervistato di nazionalità inglese ci ha confessato di non avere ancora un profilo Linkedin!). Però è stato un italiano che ci ha dichiarato in modo perentorio e convinto che “mai e poi mai avrebbe aperto nessun profilo social“, nulla è servito perseverare nell’opera di convincimento, in questo caso l’evangelizzazione si è rivelata davvero impossibile 🙂 Grandi soddisfazioni invece sono arrivate dalla Marina Militare Italiana, che proprio in quei giorni si trovava in Piazza del Popolo per un evento: abbiamo fermato due simpaticissimi esponenti del corpo militare che si sono dimostrati preparatissimi e che ci hanno illustrato su quali canali social era già presente la nostra forza armata, e sono davvero tanti (guardate qui)! A loro, abbiamo tentato di strappare la promessa dell’apertura di un canale Periscope perfetto per trasmettere live 🙂

Chissà che cosa hanno potuto riscontrare gli altri influencer coinvolti nell’avventura! 🙂

Ecco il video racconto della sfida #NiceToLinkYou!

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Chiacchiere e Margaritas: un margarita con IlarysGrill

Ritornano le nostre interviste per “Chiacchiere e Margaritas”, una rubrica d’interviste “utili & futili” con i nostri amici della rete!
Un momento di confronto con colleghi e amici del web su tematiche in cui gli intervistati sono specializzati, per conoscere le loro esperienze “sul campo” direttamente dalla loro voce.

Ilaria Barbotti è Digital PR, Social Media Strategist, Fondatrice e Presidente di IgersItalia ed di Exploring Marche e Autrice di “Instagram Marketing” di Hoepli.

Perché questa volta abbiamo scelto proprio Ilary?
Appassionate di fotografia e Instagram quali siamo non potevamo certo lasciarci sfuggire una chiacchierata con lei soprattutto dopo il lancio del suo libro dedicato al Marketing su Instagram. Eccoci qui, quindi, attentissime per conoscere tutti i segreti del successo su Instagram! 😉 Pronti a leggere la sua intervista?

Quando e come nasce la tua avventura su Instagram? In che modo diventi fondatrice di @IgersItalia e in cosa consiste avere questo ruolo?
Instagram lo scopro nel marzo 2011. In Italia lo usavamo in pochi… scopro poco dopo essermi innamorata di questo mezzo che esistono delle community locali, ma in Italia nulla. Contatto il fonder @igers Philippe, che subito mi risponde entusiasta, partiamo con @igersitalia. All’inizio molto divertimento per capire che ben presto che sarebbe diventato moto altro…

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Sui tuoi profili condividi sempre fotografie di luoghi meravigliosi, sei sempre in viaggio, è il tuo lavoro che lo richiede? Qual è una tua giornata tipo?
Sono spesso in viaggio per lavoro, sì. Tra lezioni, workshop e tour di promozione turistica o progetti che seguo mi sposto spessissimo,anche perché vivo nelle Marche che sono bellissime ma non proprio il centro del business per eccellenza. Sono spesso a Milano per incontri e progetti di lavoro, ma anche a Roma o in qualsiasi luogo d’Italia e d’Europa in cui si organizza un Instagram tour a promozione del territorio.

Come nasce invece il progetto di Exploring Marche? Che cosa è?
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nasce nel dicembre 2013 da un’idea e dall’esperienza accumulata in svariati progetti social di promozione turistica. Nelle Marche se ne sente il bisogno e insieme a Nadia Stacchiotti, creiamo questo gruppo di persone che aiutano aziende, marchigiani e luoghi a farsi conoscere e a promuoversi nel mondo, attraverso il web, i social media e gli influencers di questi mondi.

Sappiamo che hai da poco scritto e lanciato il tuo libro sull’Instagram Marketing di Hoepli: ci riassumi brevemente di cosa parla e come hai vissuto la stesura del libro?
Il libro parla dei miei ultimi anni di vita ed esperienze lavorative. C’è molto di me nel libro, e di quello che ho creato con Instagram dal 2011 ad oggi. Ci sono idee, progetti, consigli, testimonianze felici, la mia idea di PR, su questo mondo ancora sconosciuto a tantissimi… vi consiglio di prenderne una copia 😉
La stesura è stata più veloce del previsto perché sapevo bene cosa e come scrivere, quindi grazie al supporto di una laureanda in economia e marketing, in 4 mesi abbiamo consegnato il libro finito con tante belle fotografie colorate a corredo. Le ultime pagine sono ispirazioni, con 30 foto di alcuni dei migliori Iger mondiali per me.

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Instagram è diventato un Social Network davvero diffuso e tante sono le community che nascono ogni giorno: cosa pensi delle diverse Community su Instagram?

Instagramers Italia da sempre li riunisce tutti con eventi sempre aperti a tutti e con attività online per tutti. Non amiamo creare divisioni o gruppi chiusi, è proprio il nostro focus. Col tempo i numeri parlano chiaro, siamo l’unica community che rimane nel tempo, che organizza eventi online e offline e che ha un indiscusso seguito.

Qual è l’app che preferisci per la gestione o editing delle foto su Instagram?Assolutamente Snapseed. L’ho sempre usata e continuo ad usarla con soddisfazione. È completa, facile, veloce e si allontana dalle mode del momento. Utile anche Retouch per cancellare cavi o fili indesiderati :-)-
Altri strumenti utili per un community manager sono Picframe, Squaready, Photorepost.

Cosa ne pensi delle foto scattate con macchine fotografiche reflex e poi caricate su Instagram? Credi che si allontanino dall’essenza e dallo spirito con cui è nato questo social?

Capisco però che col tempo, molti Instagramer con un seguito e un’immagine, già bravissimi, cerchino ora strumenti più sofisticati di uno smartphone soprattutto per zoom e dettagli. L’importante è che venga sempre dichiarato lo strumento con cui si scatta. Io stessa scatto quasi sempre con Iphone, ma uso a volte la camera Sony QX10, il Sony Xperia Z3 Compact,

Ci daresti la tua ricetta segreta per il perfetto “Instagram Cocktail”?
Ovvero gli ingredienti più giusti per fare Marketing su Instagram.

  • Belle foto
  • Stile personale
  • Lasciare un po’ di sé stessi
  • Interagire tantissimo
  • Selezionare i vostri iger preferiti e seguirli costantemente
  • Condividere attimi della propria vita

Tu sei una marchigiana Doc, cosa ti piace di più della tua terra? Se non vivessi nelle Marche, dove ti piacerebbe vivere?
Io adoro le Marche, adoro le sue colline, il mare del Conero che dista 10 minuti da casa mia, mi piace la serenità e la semplicità con cui le persone vivono e con cui questi luoghi si presentano. Qui si mangia bene e si vive bene. Se non vivessi qui, vorrei vivere in un luogo tranquillo ma che mi permetta di lavorare e incontrare persone, ma le Marche rimangono al 1 posto.

Qual è il posto più bello che hai visitato?
In assoluto? Al primo posto c’è la costiera amalfitana, soprattutto il tratto Amalfi-Positano. Ma devo vedere ancora tantissimo per poter essere sicura… seguite il #girodilaria.

E come la tradizione di “Chiacchiere & Margaritas” vuole, finiamo l’intervista con un bel video messaggio sulle “grandi verità di Instagram” ☺

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Quanto è social l’interior design! Come web, social e app cambiano l’home decor

Progettare  una nuova casa o rinnovare quella in cui abitiamo, sono attività con cui la maggior parte di noi ha avuto a che fare. Non possiamo negare che si tratti di un’attività creativa, piacevole, divertente, ma davvero complessa, nella quale entrano in gioco moltissimi fattori: scelta del progetto, dei professionisti che ci seguiranno, degli arredi, dei colori e dei complementi…ma da qualche anno e con l’avvento del web 2.0 anche in questo settore molto è cambiato: si sono moltiplicati portali, community, social network ed app tutti a tema “interior design” ed hanno trasformato completamente il modo in cui privati, aziende e professionisti interagiscono ed il processo di progettazione e di acquisto. Scopriamo insieme come.

I social media per l’interior design

I social network offrono infinite opportunità sia per i privati interessati a trovare ispirazioni e spunti per la loro casa, sia per le aziende del settore interior design. Il re dei social network in questo ambito è Pinterest, seguito da Houzz a cui si aggiunge anche Homify.

Pinterest ha giocato sicuramente un ruolo importante nel modificare azioni e relazioni tra clienti, aziende e professionisti del settore e per chi opera in questo ambito è impossibile non esserci. Basti pensare che tra i 5 settori più seguiti su Pinterest, l’ Home Decor è al primo posto e tra gli argomenti più “pinnati” l’arredo e la casa si contendono il primato con il “food” e le ricette. Architetti e progettisti 2.0 lo usano anche come strumento di lavoro creando delle bacheche specifiche per ogni cliente, dove insieme con lui “pinnano” ispirazioni, suggestioni e spunti da utilizzare come base per la creazione del progetto.

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Houzz, di cui abbiamo già parlato in un articolo di questo blog è diventato rapidamente il più grande database sull’interior design del mondo, creando relazioni tra i proprietari di abitazione, i costruttori, gli architetti e gli interior designer, ma anche tra questi soggetti e le imprese che operano nel settore.

Homify, è uno dei più recenti social legati all’interior design; molto simile ad Houzz, sta crescendo anch’esso rapidamente. Sono presenti al suo interno con diversi profili  i proprietari di casa, i professionisti e le aziende. E’ leggermente più “business oriented” rispetto ad Houzz in quanto si focalizza prevalentemente su prodotti e progetti, piuttosto che su trend e suggestioni. Offre la possibilità di porre domande e di ottenere la risposta di un esperto: ottimo strumento per professionisti ed aziende per mettersi in mostra.

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E-commerce per la casa: l’acquisto è sempre più a portata di click

Se i social hanno cambiato il modo in cui tutti gli attori della filiera dell’interior design si relazionano, l’avvento degli e-commerce specializzati (per fare solo alcuni nomi: lovethesign, made.com, dalani, madeindesign )  ha modificato il modo in cui avvengono glia acquisti di prodotti della casa. Secondo i dati del Politecnico di Milano l’e-commerce B2C nel 2013, in Italia, per prodotti di arredo ha registrato +220% in un anno. I numeri in valore assoluto non sono grandissimi, ma ci dicono che,  anche in un paese come il nostro in cui la propensione ad acquistare on line non è alta come in altri paesi, la tendenza è in forte aumento. In questo settore l’e-commerce non è soltanto un canale di vendita: diventa una fonte di ispirazione per il privato che ha a disposizione innumerevoli alternative di ogni stile e prezzo e può fare acquisti in modo rapido e spesso conveniente,  e per le aziende ed i distributori è un importante strumento per conoscere gusti, preferenze, possibilità di spesa e abitudini di acquisto dei consumatori online.

Il web: una vetrina globale per l’architetto

Grazie al web 2.0 ed ai social network cambia rapidamente anche il modo in cui designer, architetti e progettisti si approcciano al mercato ed ai loro clienti. Moltissime sono le piattaforme on line dedicate ai professionisti dell’interior design che permettono lo scambio di informazioni con i colleghi, la possibilità di promuovere i propri progetti, tessere relazioni e far crescere la propria attività anche al di fuori dei confini locali o nazionali.  Tra queste citiamo Archilovers, Architizer ed il social network Designer Pages.

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Quest’ultimo, ad esempio, è un immenso database di prodotti e progetti che consente di fare ricerche mirate, creare un profilo professionale, avviare workshop virtuali e consultare la sezione delle pubblicazioni di settore.

Come ti progetto una casa app per app

Ed infine per chiudere vi offriamo una carrellata con alcune delle immancabili app che hanno visto una proliferazione anche nel settore dell’interior design. Utili, futili, pensate per privati e professionisti permettono di ispirarsi, misurare, confrontare e memorizzare, e soprattutto condividere tutto sempre a portata di mobile 🙂

Home Styler: un’app a metà tra un programma di arredamento e un social network come Instagram. Scattando una foto all’ambiente da arredare sarà possibile provare e scegliere le tinte dei muri, gli accessori, e gli elementi di arredo. Una volta completata l’opera è possibile condividerla con gli altri utenti.

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Colour Capture: l’ispirazione può coglierci in ogni momento per questo motivo è nata questa app che permette di fare una foto e confrontare i colori dell’immagine catturata con le scale di colore standard usate anche in edilizia.

Photo Measure: l’app perfetta per prendere, salvare e condividere le misure di un ambiente, semplicemente fotografandolo.

E voi ne conoscete altre? Aggiungete le vostre! 🙂

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Spotify & Brand Identity: le possibilità offerte ai brand e non solo

Lanciato nell’ottobre del 2008 (disponibile in Italia da aprile 2013), oggi Spotify è indiscutibilmente il servizio di streaming musicale principale del mercato. Negli ultimi mesi (da novembre 2014) ha visto incrementare il proprio numero di utenti attivi di 10 milioni di unità raggiungendo i 60 milioni, mentre di 2,5 milioni gli abbonati a pagamento che oggi sono 15 milioni.

Che cosa sia Spotify e come funziona forse lo sabbiamo un po’ tutti (qui la pagina dedicata su Wikipedia) ma che questa piattaforma possa essere una buona opportunità per sviluppare attività di marketing digitale e per costruire l’identità di un marchio o azienda probabilmente non è molto noto, soprattutto nelle sue modalità.

Per capire quindi il valore dello strumento, partiamo da qualche dato/affermazione utile che lo stesso Spotify pubblica sul suo sito:

  • Il 53% delle persone online ascolta l’audio digitale;
  • Il pubblico audio digitale cresce rapidamente, soprattutto grazie agli utenti di smartphone e tablet;
  • Le persone portano la musica con sé ovunque: al lavoro, in palestra, sui mezzi di trasporto o quando camminano. Creano la colonna sonora delle loro giornate.
  • Le persone ascoltano la musica in più luoghi ma anche più a lungo: il 67% degli ascoltatori audio digitali dichiara di ascoltare più musica rispetto allo scorso anno

Sulle diverse possibilità pensate per i brand sembra proprio che Spotify stia puntando moltissimo: è notizia di qualche giorno fa del lancio all’interno di Spotify for Brands del servizio di Playlist Targeting, una soluzione dedicata alle aziende per aiutarle a raggiungere meglio il target di proprio interesse. A partire dal 1 maggio, le aziende potranno selezionare segmenti di audience specifici basati sugli streaming di oltre un milione e mezzo di playlist Spotify, cercando quindi di andare a colpire gli utenti in base a chi sono (età e sesso, provenienza, lingua), cosa ascoltano (playlist, genere) e quando lo fanno (momento della giornata e piattaforma/dispositivo).

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Quindi, come possono i brand e le aziende sfruttare Spotify per implementare la propria Brand Identity?

Le possibilità sono diverse, partiamo da quelle legate al mondo dell’advertising (ad oggi si contano 8 formati pubblicitari):

  1. Sponsored Session (novità): attualmente disponibile solo su smartphone e in alcuni mercati, costituisce un modo per offrire al pubblico del brand la possibilità di ascoltare musica senza pubblicità per 30 minuti, in cambio di una visualizzazione di uno spot video.
  2. Video Take Over (nuovo formato): attualmente disponibile solo su desktop e in certi mercati, sponsorizza il break pubblicitario con video e display ad impatto.
  3. Pubblicità Audio: consiste in un messaggio commerciale (massimo 30 secondi) che viene trasmesso tra un brano e l’altro insieme a un banner pubblicitario cliccabile.
  4. Pubblicità Display: è la modalità di inserzione visuale più diffusa. Il banner pubblicitario (Leaderboard, posizionato nella parte inferiore del player) viene visualizzato per 30 secondi massimo ed è cliccabile con la possibilità di puntare verso un sito esterno.
  5. Billboard: in questo modo è possibile proporre delle immagini “screen saver” grandi che garantiscono il 100% di visibilità del brand.
  6. Homepage Takeover: pensata per presidiare l’Homepage di Spotify con l’immagine del brand per un’intera giornata.
  7. Branded Playlist: playlist personalizzate, promosse poi dalla piattaforma, con logo del brand, testo e link opzionale alla campagna. Tutte le playlist personalizzate devono essere generate dagli utenti e contenere un minimo di 40 brani, con solo un brano per artista.
  8. Branded Page: è un mini sito perfettamente integrato in Spotify, raggiungibile dall’utente tramite clic sulle inserzioni del brand stesso. Può contenere video, immagini, blog, news, link e commenti, può contenere praticamente tutti i contenuti di una pagina Web. Mentre l’utente visita la pagina, tutte le pubblicità display di altri brand sono bloccate (eccetto le inserzioni audio).

A parte le modalità legate all’advertising, è assolutamente possibile aprire un profilo con il nome di un brand, proprio come faremmo per un account personale. Ho approfondito l’argomento parlando direttamente con i referenti di Spotify che sono stati molto disponibili a chiarirmi le idee. Aprire un account personale è consentito e non viola quanto contenuto nelle linee guida dell’utente.
La differenza che c’è tra aprire un account per un brand in autonomia o con la collaborazione di Spotify è che, nel secondo caso, l’account sarà verificato e quindi avrà un flag di spunta azzurro visibile a fianco al marchio (vedi di seguito Coca-Cola).
Le playlist che un account può creare non possono essere commerciali o contenere il nome del marchio, ma possono essere legate solo alla creazione di un mondo emozionale che ruota attorno al brand. Le playlist commerciali (legate al marchio e riconducibili ad esso) sono invece le “Branded Playlist” di cui ho scritto sopra, offerte direttamente dalla piattaforma a fronte di un determinato investimento.  È importante dire che, da quanto mi pare di aver compreso, di solito i brand che hanno aperto un account su Spotify hanno poi previsto investimenti sullo stesso, realizzando progetti di comunicazione ad hoc.

Con un profilo è possibile raccontare attraverso la musica i valori del brand, la sua brand identity, e far vivere un’esperienza di branding sensoriale unica e personale. Chi lo ha fatto (ad esempio Coca-Cola, Nike Women e Reebok) ha creato playlist con canzoni con un elevato significato per il brand e, ancora, ne ha realizzate altre per radunare un insieme di brani ideali, ispirati ai propri valori, da far ascoltare agli utenti in momenti particolari della giornata (es. il risveglio, l’aperitivo, l’attività fisica ecc.).

CocaCola_Spotify_Account

Ecco, quindi, 5 consigli per utilizzare al meglio un account Spotify (consigli, che mi sento di dare anche ai singoli utenti che vogliono costruire una propria identità in rete e lavorare sul proprio personal branding per farsi conoscere anche da un punto di vista musicale):

1) Costruite la vostra presenza su Spotify: create un profilo Spotify in modo da poter stabilire la vostra identità musicale con playlist multiple e rendendo ai vostri follower più facile l’interazione con i vostri contenuti.

2) Lavorate sulla vostra identità musicale, raccontatevi attraverso la musica. Comunicate! Le Playlist devono essere coinvolgenti. Incoraggiate i vostri follower a condividere i vostri contenuti musicali su Facebook o Twitter, amplificandone così la divulgazione.

3) Aggiornate i contenuti musicali in modo costante e frequente: aggiungete nuove playlist, nuove canzoni e rendete i vostri contenuti ancora più interessanti. Chiedete agli utenti dei suggerimenti musicali attraverso i vostri canali social per create playlist tematiche e collaborative.

4) Fatevi trovare con facilità: rendete il vostro account Spotify raggiungibile pubblicando il link sul vostro sito web o sugli altri canali social.

5) Divertitevi! Lasciandovi trasportare dalla musica 😉

Spotify è sicuramente uno strumento di digital marketing dall’alto potenziale ma in parte è ancora tutto da testare in questo senso. Sono molto curiosa e interessata ad assistere agli ulteriori servizi/modalità di utilizzo che Spotify penserà per le aziende e le strade che gli stessi brand intraprenderanno in tale direzione.
E voi, cosa pensate delle potenzialità di Spotify per le aziende? E per il Personal Branding? Mi piacerebbe ricevere i vostri commenti o segnalazioni in merito 🙂

Digital Social Dinner Social Margarita

Una cena tra formazione digitale e tanto social networking ;)

Una serata per imparare di più su social media visual, conoscere nuove persone e gustare insieme una buona cena? Abbiamo mixato questi ingredienti e abbiamo creato la prima “Digital Social Dinner” organizzata in collaborazione con Loft 350, un bellissimo spazio per eventi e co-working che si trova a Modena.

Social Dinner Digital_Modena

Dopo avere partecipato ad altre piacevolissime cene promosse da Gnammo,  il social network italiano dove è possibile organizzare a casa propria delle cene e parteciparne ad altre, abbiamo pensato che sarebbe stato interessante unire il “social eating” con un corso sui social media, ossia usare il cibo e la convivialità a tavola per incontrare nuove persone interessanti ma anche come occasione per imparare cose nuove. La prima cena si è svolta lo scorso 8 Aprile ed il tema erano i social media “visual” (Pinterest/ Instagram e Tumblr); l’idea è che questa sia stato il primo di vari appuntamenti fissi mensili, in un “social” percorso in divenire che approfondirà mano mano varie tematiche e i vari social media.

Digital Social Dinner Modena

La serata è stata davvero piacevole, in un clima informale ma con dei partecipanti davvero attenti e partecipativi. Le tematiche che abbiamo toccato sono state sia sui principi di visual 2.0 e visual marketing, ma anche nello specifico del funzionamento dei principali social visual come Instagram, Pinterest e Tumblr. Il tempo ahimè è stato tiranno perchè tra argomenti interessanti da approfondire e domande, le 2 ore dedicate al corso sono scappate via velocissime… Ma sapevamo anche che ci aspettava poi il momento di confronto e chiacchiere davanti a dell’ottimo cibo, pronto ovviamente anche per essere fotografato e postato sui social 😉

La seconda parte della serata è stata quindi dedicata al social networking vero, quello davvero “live”, dove abbiamo ancora continuato i nostri digital discorsi ma in un clima ancora più rilassato e divertente :). Abbiamo avuto anche il piacere di avere ospiti le rappresentanti di due interessanti community digital come IgersModena e le Girls Geek Dinners Modena, con le quali i partecipanti hanno avuto modo di confrontarsi e magari entrare in contatto per future attività insieme. L’atmosfera rilassata dello spazio meravigliosamente arredato con dettagli vintage chic del loft e lo squisito cibo vegano dello chef di Tempo di Vivere, hanno messo proprio la ciliegina sulla torta sulla serata!

Lascio parlare questo collage di foto che riassume i punti salienti della serata 😉

Digital Social Dinner Social Margarita ModenaDopo l’ottimo riscontro e il buon risultato ora siamo quindi pronte ad organizzare, sempre in collaborazione con Loft 350, nuove social serate. Cibo e digital vanno a braccetto e credo che queste serate siano sempre un modo per incontrare persone davvero interessanti, per confrontarsi sia professionalmente che personalmente 🙂

 

Matrimoni_Digitali

Matrimoni social e digitali? Sì, grazie!

Ormai è evidente che il rapporto tra matrimoni e digitale, social network in particolare, sta diventando sempre più stretto, anche nel nostro paese. Ovviamente non troveremo ancora tutti gli spunti e le incredibili possibilità che potremmo invece trovare negli States, precursori di tendenze in tanti settori, ma sicuramente una certa apertura c’è stata negli anni anche qui in Italia.

Di recente sono stata al matrimonio di una mia cara amica che mi ha invitata a scaricare un’applicazione (WedShoots) per condividere le mie fotografie in un album dedicato creato dagli sposi. Questo mi ha fatto riflettere e mi ha fatto venir voglia di indagare l’argomento da un punto di vista “professionale”. Ho fatto quindi delle ricerche sul web e ho trovato moltissimo materiale. Dietro al settore del wedding si nasconde ovviamente un mondo e questo non è un segreto, ma siamo tutti a conoscenza che anche il digital wedding sia un ambito altrettanto vasto e ricco di possibilità?

Devo fare una premessa doverosa: non ho mai organizzato un matrimonio e quindi non ho mai avuto la possibilità di sviscerare l’argomento da un punto di vista analitico come solo io saprei fare 😉 Quanto leggerete in questo post è frutto di una ricerca di qualche ora che riporta quello che mi ha colpito e che mi ha fatto riflettere.

Partiamo dalla mia esperienza personale, ovvero dal matrimonio a cui sono appena stata. Gli sposi, oltre a invitarci a condividere le nostre foto tramite WedShots, hanno creato il sito del proprio matrimonio. Pensate forse che abbiano usato un WordPress? Certo che no, ancora più facile: basta andare su matrimonio.com nella sezione “wedding site” e con un clic ti sei tolto il pensiero! Fantastico! Puoi raccontare la tua storia, dare informazioni utili sulla cerimonia, sulla lista di nozze ecc.

matrimonio.com_website

Navigando poi su matrimonio.com ci si rende subito conto di quanti altri servizi questo sito web può offrire: dal weddingorganizer, alle testimonianze di sposi, alle community in cui entrare a far parte, fino ad arrivare  addirittura a un concorso a cui partecipare per vincere un budget per il “tuo matrimonio”.

Praticamente matrimonio.com è il parente italiano dell’americano The Knot insieme a cui Mashable ha condotto una ricerca sulle abitudini digitali degli sposi durante il processo di preparazione del proprio matrimonio. L’articolo di Mashable dedicato appunto a questa ricerca (datato luglio 2014) descrive i risultati emersi e mostra come “le spose stanno digitalizzando in maniera sempre più consistente il grande giorno. Ecco l’infografica scaturita dalla ricerca.

The-Knot-Mashable-SocialWeddingSurvey-Infographic-FINAL
I dati che mi colpiscono di più sono:

  1. Il 55% delle spose sceglie e utilizza un hashtag per il proprio matrimonio;
  2. Sebbene ci siano delle percentuali rilevanti di sposi che non vogliono condividere foto del proprio matrimonio sui social media e nemmeno vogliono farlo fare ai propri ospiti (31-35%), il 68% vuole vedere foto condivise sui social media in tempo reale e il 60% prende in considerazione di utilizzare App di condivisione per i propri ospiti; 
  3. L’89% delle spose, poi, utilizza App per pianificare il proprio matrimonio (Oo)

Sembra proprio che, da un lato, nella cultura americana il matrimonio sia fondamentalmente digital, dall’altro, che il fatto che non lo sia dipenda da una scelta voluta e consapevole degli sposi e non da una mancanza di conoscenza della possibilità.

E ancora la ricerca condotta ci dice che prima di dire il sì tanto atteso le spose americane “traggono ispirazione su Pinterest, Facebook e altri tool dedicati al matrimonio” […] oppure scelgono la canzone per il loro primo ballo su Spotify.

Vogliamo parlare poi dei video che sono diventati virali e che milioni di persone hanno visto? Vorrei citarne solo 2, quello intitolato JK Wedding Entrance Dance” con più di 88 milioni di visualizzazioni, che mostra un’allegra danza al momento dell’ingresso in chiesa, e quello dal titolo “Best Marriage Proposal of 2015 (Warning: Will Make You Cry!) – 365 Day Proposal” con più di 20 milioni di visualizzazioni, forse la proposta di matrimonio più lunga e pianificata della storia dell’umanità 😉

 

Alla luce di tutto questo, come non pesare che pianificare e organizzare matrimoni “social” e digitali possa non diventare oltre che una capacità da possedere per i singoli sposi anche una professione o un servizio da sviluppare? Sulla base di quanto esiste già, ad esempio il Social Media Wedding Concierge oppure il Wedding Reporter, e di quanto accade in altri paesi, forse varrebbe proprio la pena provare a specializzarsi in questo settore anche in Italia. Quasi quasi ci faccio un pensierino 😉