Instagram per il Business | Social Margarita

Alcuni consigli per utilizzare al meglio Instagram per il Business: Case History, Regram, Call to Action, Hashtag e altro ancora

 

“Instagram is Trending”, non c’è nulla da eccepire, i dati lo dimostrano. Dopo l’acquisizione da parte di Facebook e la recente novità introdotta relativa alla possibilità di registrare e condividere video utilizzando filtri fotografici, oltre che fotografie, oggi si apre un nuovo scenario per Instagram che ha visto una crescita davvero esponenziale: da 50 milioni di utenti a 130 milioni.

Con 130 milioni di utenti attivi al mese nel mondo, 45 milioni di foto pubblicate al giorno, circa 8.500 like e 1.000 commenti al secondo, Instagram si conferma quindi un’applicazione e una piattaforma di photo sharing irrinunciabile per gli utenti.

Se Instagram è dotato di un potenziale così importante, allora come possiamo sfruttarlo al meglio per le nostre aziende? Di seguito trovate alcuni consigli, tattiche e casi studio utili per sfruttare nel migliore dei modi tutte le potenzialità di questa applicazione.

1 – Una buona strategia di “Push and Pull” è sicuramente premiata. Questo significa che è necessario alternare un uso di pubblicazione pro-attiva da parte del brand (push) a contenuti generati dagli utenti (pull), cercando di ottenere un loro coinvolgimento diretto, chiamandoli all’azione ed invitandoli a partecipare a contest utilizzando hashtag precisi (vedi punto 5). Un bell’esempio di strategia di “pushing”, che sottolinea anche quanto sia importante far avvicinare l’utente al brand coinvolgendolo nel vivo della vita all’azienda, è quello messo in atto durante l’ultima Fashion Week dalla stilista Kenneth Cole che ha fatto sfilare, durante la presentazione finale, i suoi modelli con i loro smartphone mentre erano impegnati a condividere foto su Instagram e a “twittare” quanto stava accadendo sulla passerella.

2 – Una nuova tendenza su Instagram è il “Regram” ovvero la condivisione di post di altri. Molti brand e singoli utenti con un grande numero di follower lo stanno già facendo. I brand incoraggiano i “regram” anche solo per semplice riconoscenza. Si possono “regrammare” le foto che ci piacciono di più “taggandole” con l’hastag #regram e citando la persone che le hanno postate, aggiungendo un nostro commento personale o il motivo della condivisione.

3 – Citazioni (quote), aforismi, pensieri e parole. Se non sapete cosa pubblicare, ditelo con le parole! Come accade su Pinterest, questo genere di contenuto funziona bene. Potete mixare citazioni prese da libri, riviste, qualsiasi cosa includa testi, pensieri e parole. Le persone adorano le citazioni che trasmettono motivazione, felicità e che fanno riflettere. Esistono anche delle applicazioni molto utilizzate che permettono di creare molto facilmente delle belle grafiche per le vostre “quote”, noi stiamo provando InstaQuote e Whims.

4 – Quando si usa Instagram per il business è importante provare a prendersi il rischio di essere innovativi e postare contenuti originali. Cercate di diventare “amici” dei vostri follower, stabilendo una relazione con loro, rendendovi facilmente riconoscibili. Permettete loro di dare un’occhiata all’interno del vostro mondo e non postate contenuti che gli utenti possono ritrovare anche in altri luoghi. Gli utenti di Instagram sono alla ricerca di qualcosa di nuovo. Le aziende che sono state originali, hanno visto aumentare in maniera esponenziale la fedeltà e il coinvolgimento dei propri follower. Un bell’esempio di un’iniziativa innovativa e coraggiosa è 24 Hour Project (#24HR13 – #24HourProject) creata da Sam Smotherman e Renzo Grande. Il 23 marzo del 2013, più di 65 Fotografi “di Strada” in più di 35 città sparse in 5 continenti, oltre a più di altri 245 partecipanti ospiti, hanno condiviso gli aspetti umani della storia della propria città con una foto ogni ora, per 24 ore. Nel 2013, il filo conduttore dell’iniziativa è stato “Ethni(city)”.

24HourProject

5 – Consapevolezza, partecipazione alla Community e “Call to Action”. Instagram è la piattaforma ideale per lanciare iniziative, coinvolgere le persone a favore di cause, per comunicare eventi digitali e invitare alla “Call to Action”. Un esempio di invito all’azione per il lancio di un nuovo prodotto è quanto fatto da Kate Spade con la campagna pubblicitaria per la sua nuova fragranza #LiveColorfully. Agli instagrammer che partecipavano, postando foto legate a questo concetto e con questo hashtag, veniva data loro la possibilità di vedere la propria foto pubblicata nelle campagne pubblicitarie realizzate dal brand. Un’idea semplice ma di grande impatto per integrare i contenuti generati dagli utenti con in messaggi pubblicitari che il brand vuole comunicare. Create campagne che incoraggino gli utenti a partecipare e ricordatevi anche di ricompensare chi si assume il ruolo di “Brand Evangelist”.

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 6 – Hashtag. Ogni volta che postate su Instagram, non dimenticate mai di aggiungere gli Hashtag, sia all’interno del post che a commento. Grazie a TagsForLikes, disponibile sia come applicazione che sul web, è possibile scoprire quali sono i gli hashtag più popolari del momento oppure scegliere la categoria più giusta e inerente al contenuto del nostro post. Siate bi-lingue. Per allargare la propria base di follower è molto importante utilizzare diverse lingue quando inseriamo gli hashtag, ad esempio sia in italiano che in inglese.

Questi alcuni consigli che condividiamo e che siamo sicuri possano aiutare i brand a farsi riconoscere oltre che ad aumentare il proprio seguito. Siamo assolutamente convinti che Instagram abbia un potenziale molto alto sia per il business che per il personal branding e… che il bello debba ancora venire, soprattutto in Italia. Invitandovi a seguire il nostro profilo su Instagram, vi chiediamo cosa pensate di questa meravigliosa applicazione fotografica: voi che utilizzo ne fate? Pensate possa essere utile alle aziende? Seguite già brand su Instagram? E se sì, perchè? Quali sono i contenuti che vi piacciono di più?

Fonte | BumeBox on SlideShare

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Vine e i brand della moda

Vine, la piattaforma di video sharing acquisita da Twitter, per le sue potenzialità è stata immediatamente sfruttata dai brand del fashion, ma subito le case di moda si sono accorte che non è così facile sfruttarlo al meglio: mentre una foto su Instagram grazie ai suoi filtri assume subito un’aria glam un video richiede maggiori sforzi e pianificazione per essere realmente efficace.

Uno studio di Mashable indica però che la probabilità che un video di Vine venga condiviso sono quattro volte maggiori rispetto a quelle delle altre piattaforme come YouTube o Vimeo, proprio per la loro maggiore incisività, caratteristica condivisa anche dal neonati video di Instagram: ecco perchè, se usate nel modo giusto, queste piattaforme costituiscono una grandissima opportunità.

Ecco una carrellata di alcuni dei migliori esempi:

Urban Outfitter e le sua personalità

Il marchio Urban Outfitter ha saputo sfruttare Vine pubblicando una serie di video in stop motion creati appositamente per rappresentare la personalità allo stesso tempo giocosa e chic del brand, come questo in cui una borsa di cosmetici “indispensabili” si prepara da sola.

Mostrare i propri prodotti nel dettaglio: Marc Jacobs…

Mark Jacobs ha pensato di creare una serie di video nei quali le sue borsette ruotano come se fossero su un nastro trasportatore, un modo molto più originale di presentare i propri prodotti rispetto alla classica vista a 360° presente su molti siti. Un altro esempio di successo è Gap, che ha presentato i propri abiti con il video di una modella che piroetta su se stessa: decisamente più accattivante rispetto al banale filmato di una sfilata.

…e i “Dietro le quinte”.

Un altro modo in cui Mark Jacobs sfrutta Vine è mostrare i dietro le quinte del suo brand, come in questo video in cui mostra i diversi stili indossati dai propri dipendenti.

French Connection e i piccoli capolavori in stop motion

L’arte della stop motion pare essere uno degli espedienti più efficaci: in questo caso French Connection si è avvalso della collaborazione della fotografa Meagan Cignoli per produrre una serie di video in cui gli abiti della collezione estiva sono protagonisti, come questo in cui si preparano da soli per essere portati in vacanza.

Nordstrom e i video “How To”

Un altro modo semplice ma efficace di proporsi su Vine sono i video esplicativi o “how to”, in questo caso Nordstrom mostra come fare il nodo alla cravatta.

Le potenzialità sono quindi moltissime, anche se Vine deve ora vedersela col già citato Instagram Video che parte già con una base di utenti molto più ampia: questi consigli sono però ugualmente validi e anzi noi Margaritas siamo certe che specializzarsi nel micro-video editing diventerà sempre più importante.

Fonte: Mashable.com

 

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Instagram, pesce azzurro e Margaritas

Chi ci segue più da vicino l’avrà già capito. Noi di Social Margarita siamo delle vere e proprie appassionate di Instagram, il social network per la condivisione di foto che vanta attualmente 130 milioni di utenti attivi e 16 miliardi di foto condivise (fonte: Systrom).

Proprio per questo motivo ci incuriosiscono tutte le iniziative che, unendo on line ed offline, permettono di evidenziare e sfruttare le potenzialità di marketing /comunicazione/condivisione che questo social network offre, proprio come è successo ad Anghiò, il Festival del Pesce Azzurro, che si è appena concluso a San Benedetto del Tronto (AP).

“Anghiò”, lo spieghiamo per i non marchigiani, in dialetto vuol dire “alice”.  E proprio le alici, le sarde, gli sgombri, le ricciole ed i tonni (ed i mille modi per cucinarli e gustarli) sono stati i protagonisti di questa kermesse culinaria durata nove giorni, dal 15 al 23 Giugno. Chef provenienti da tutta Italia, ma anche dall’estero, hanno dato prova di tutta la loro bravura presentando ricette tradizionali ed inedite da far assaporare ai partecipanti alla manifestazione.

L’obiettivo?  Valorizzare e promuovere la lunga tradizione ittica della regione Marche e dell’area di San Benedetto, nonché creare un appuntamento di richiamo per i molti turisti che hanno scelto queste zone come luogo delle proprie vacanze.

PhotoGrid_1372102429366Instagram ed in particolare l’affiatato gruppo degli Igers Piceni, capitanati da @alefortuna, @flaviaflappi @enricocorinti ed @agatacruciani hanno avuto un ruolo di rilievo nella comunicazione dell’evento. L’idea è stata quella di raccontare, condividere e diffondere l’evento “Anghiò” in diretta grazie alle immagini colte con il cellulare e nello stesso tempo far conoscere attraverso l’utilizzo del tag #passionepesce  i contenuti del blog dedicato alla cucina di pesce Passione Pesce, uno degli sponsor della manifestazione.

Inoltre è stata coinvolta tutta la community degli Instagramers Piceni. A 25 Igers (tra questi la nostra Margarita @paolavale)  è stata data la possibilità di partecipare gratuitamente ad “Anghiò” raccontando per immagini le atmosfere, i piatti, i colori…peccato solo che dalle foto non si riuscissero a sentire i sapori :).

Come è ben noto il “food” è sempre più social e l’utilizzo di Instagram come veicolo di comunicazione di un festival  dove il focus è la cucina di pesce ha permesso  di creare un’ampia eco  nel web attraverso un vero e proprio storytelling visivo.

Di seguito vi diamo un assaggio (solo fotografico però…. 🙂 )  delle circa trecento immagini che sono andate a comporre l’album dell’evento raccolte sotto il tag #passionepesce. Non sentite l’acquolina in bocca?

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Social Media Marketing Day

Save the date: 27-6-2013 c’è il Social Media Marketing Day Italia

Il più grande evento sul Social Media Marketing in Italia del 2013 è al via e noi non possiamo non darvene tutti i dettagli! 😉 Il Social Media Marketing Day 2013 è un evento pensato  per tutte quelle aziende, operatori e professionisti che vogliono scoprire come essere Social ed Online in modo pratico e con profitto. Perché ogni giorno è un “Social Media Marketing Day“! Oggi, infatti, per fare business è necessario essere Social ed attivi sul Web. Questa la filosofia dell’evento, questo ciò in cui crediamo anche noi, ecco perché ve lo segnaliamo e ve lo consigliamo.

Il Social Media Marketing Day 2013 si terrà il 27 giugno a Milano, presso l’Auditorium de Il Gruppo Il Sole 24 ORE, in via Monte Rosa. E’ possibile iscriversi, consultare il programma della giornata e conoscere gli interventi e i temi che verranno trattati sul sito dedicato. Organizzato da NetcommSNID e NetPropaganda, con il supporto delle Community di LinkedIn “Social Media Marketing Italia” e “Social Media Marketing Italiano” che insieme raggruppano oltre 11.500 professionisti del settore del Social Media Marketing, e ideato da Andrea Albanese, vero cervello di tutta l’operazione (citato nientepopodimeno che da Forbes la scorsa settimana) questa evento vedrà presenti moltissimi nomi di spicco del panorama del web italiano e non.

La sfida fondamentale per intraprendere consapevoli scelte di progetti online e di Social Media Marketing, è quella di comprendere come e cosa usare per raggiungere i target aziendali, e come misurare i risultati“. Lo scopo di questa giornata sarà appunto quello di far capire ai partecipanti cosa può essere utile per le proprie realtà aziendali o meno.

Il Format:

  • 16 temi Social integrati nelle differenti aree chiave dell’online e del web, spiegati praticamente (Social Media ed e-commerce, Social Media e Corporate Communication, Social Media e Crowdfunding – International view, Social Media e Reputation Management e Personal Branding, Social Media e Mobile Payment, Social Media e Kickstarter – piattaforma di  crowdsurching, Social Media Communication and Public Relation, Social Media Blog e SEO – Search Engine Optimization, Social Media e Lead generation, Social Media ROI & KPI, Social Media e TV – Social TV e Second Screen -, Social Media e Customer Relationship Manager (Social CRM), Social Media e New generation tools -per gestire i Social Media , Social Media e Contact Management Tools per Lead Nurturing, Social Media e Facebook Customer Profiling and Segmentazione).
  • Per ogni tema: 20 minuti di spiegazione pratica di esperienze reali, 10 minuti di discussione con il pubblico.

I Relatori:

  • Andrea Albanese, SMMI + WMM + SNID + SDA Bocconi + altro
  • Roberto Liscia, Presidente Netcomm
  • Nicola Palmarini, Social Media Marketing & Communication Manager IBM
  • David Drake, CEO LDJ Capital, The Soho Loft, Chemical Angel Network
  • Federico Luperi, ADN Kronos (direttore innovazione e new media, responsabile Digital Pr)
  • Alberto Adorini, CEO Payleven
  • Alberto Giusti, RiverHorse e Business Angel
  • Amy Schlein, Marketing CubeYou
  • Rudy Bandiera, Fondatore di NetPropaganda
  • Dario Manuli, Project Manager Bewe
  • Giampaolo Colletti, CEO AltraTV
  • Gianluca Treu, CEO SPK (Social Pain Killer)

Noi Margaritas faremo parte della grande “Armada” di SQcuoladiBlog, uno dei media partner dell’evento, schierata per raccontare tutto quello che accadrà tramite i canali social. L’Hashtag ufficiale da seguire su Twitter sarà #SMMDayIT, i canali ufficiali dell’evento: il profilo Twitter @smmdayit e la pagina Facebook. Sarà interessante seguire anche la TagBoard dedicata all’evento, che racchiude in una sola schermata tutte le notizie salienti provenienti dai canali social.

Infine, c’è la possibilità di essere coinvolti nelle domande che verranno poi rivolte ai relatori nei 10 minuti di dibattito per ciascun argomento semplicemente utilizzando l’Hashtag #askSMMDayIT su Twitter.

Che dire ancora?! Ah, sì … io avrei una domanda per uno dei miei relatori preferiti: @RudyBandiera e gliela vorrei porre così un pò “live”…

Foodie Geek Dinner Modena

Modena Foodie Geek Dinner: una piacevole serata trascorsa tra cucina, web e un po’ di mistero

La cena offline per chi si conosce online” questo è lo slogan ufficiale delle Foodie Geek Dinner e vi possiamo confermare che è proprio così! Una bella opportunità, un momento divertente, ma soprattutto una serata a base di cibo, web e incontri interessanti per dare la possibilità alle persone che condividono le stesse passioni – food e geek – e che provengono dallo stesso territorio di conoscersi anche di persona.

Abbiamo avuto la possibilità di partecipare all’ultimo momento, per questo un grazie va alle due simpaticissime e gentilissime organizzatrici: Maria Chiara Montera (@maricler) e Francesca Gonzales (@la_gonzi), e come tutti gli invitati alla cena abbiamo creato e inviato il nostro menù tematico che ha partecipato alla votazione collettiva sulla pagina Facebook della FGD. Il menù delle FGDinner nasce ogni volta, infatti, dalla rete, dalle idee che i foodie propongono via social network sempre però rispettando un tema che cambia ogni appuntamento. Il menù della serata di Modena (#FGDmo) era ispirato ai “Gialli“, della letteratura e della cinematografia. Il risultato è stato… “da brivido”: piatti dai nomi misteriosi e ricette davvero originali realizzate per l’occasione dagli chef della Papilla Brilla.

Foodie Geek Dinner Menù Stefifre | Social MargaritaHo avuto il piacere di rappresentare Social Margarita alla FGD di Modena, inviando la mia proposta di menù:
* Profondo Rosso | Zuppetta di moscardini e patate in salsa di pomodoro
* Gli insoliti strozzetti | Strozzapreti vongole e ceci
* Gli involtini del mistero | Involtini a fantasia

Un menù che grazie ai vostri voti ricevuti tramite Facebook si è classificato tra i 5 finalisti che hanno avuto l’opportunità e la fortuna di veder realizzato uno dei propri piatti durante la cena. Gli “Involtini del Mistero” sono stati i prescelti di questo menù dagli Chef! 😉 Tutte le preparazioni proposte sono state assolutamente… uniche! Un’interpretazione perfetta, a volte insolita, che è riuscita a trasformare “ciò che era geek, in food.

Una location sopra le righe, il 10+design, una simpatica caccia al tesoro digitale, tramite Evernote Food (per rimanere in tema!), tante chiacchiere, nuove e “ritrovate” conoscenze (@Muffinedintorni, Muffins, cookies e altri pasticci@heyplasti) e una buona dose di entusiasmo hanno reso la serata una di quelle che ricorderò con piacere e che mi sento di consigliare a tutti.

A una cena così non potevano mancare ovviamente le foto, condivise da tutti i foodie soprattutto tramite Instagram – Igersitalia e Igersmodena sono stati i media partner dell’evento. E così ho incontrato e conosciuto @IlarysGrill (fondatrice di @igersitalia) e @drunkenbones (manager di @igersmodena). Ecco il nostro collage degli scatti più belli su Instagram (presi dai profili @Socialmargarita e @Stefifre) 😉

Foodie Geek Dinner foto

Un saluto dalla Foodie Geek Dinner 😉

Stefania Fregni alla FGDinner Modena

Allora, a quando la prossima? 😉

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Pinterest e i brand del lusso nella moda: Chanel è il numero uno

Negli USA Pinterest è diventata un’importantissima piattaforma per i brand e i retailers, e sempre di più lo sta diventando per quelli che hanno anche un sito di e-commerce. Molte aziende infatti vedono che le conversioni e le quantità di ordini provenienti dal traffico generato da Pinterest sono sempre più in crescita, se comparati ad altri social networks come Facebook e Twitter. In Italia Pinterest sta acquisendo sempre più importanza per la promozione delle aziende e dei brands, quindi presto avremo molto probabilmente lo stesso tipo di scenario.

Un nuovo studio effettuato da Mashable, dimostra che su Pinterest, il social “visual” per eccellenza, Chanel è il brand del lusso più popolare in termini di pin e repins e visualizzazioni totali. La cosa è abbastanza particolare perchè Chanel non ha un proprio profilo su Pinterest e non ha nemmeno un sito di e-commerce ufficiale!

Chanel su Pinterest

Lo studio condotto da Pivot Conferences e l’azienda di analisi Curalate, ha tenuto conto dell’attività organica (quindi i contenuti creati dai consumatori non quelli generati dai brand stessi) di 10 brand del fashion che generalmente si posizionano bene sui social media. Chanel si è rivelato il numero uno, con una media di 400 pins e più di 3600 repins al giorno da una varietà di fonti come Chanel.com, Tumblr e un famoso canale Youtube Chanelelleandblair.com.

Una particolarità… i 10 brands che lo studio ha analizzato hanno una consistente offerta di accessori (6 di loro vendono addirittura solo accessori); questo a significare che la maggioranza dei pin viene fatta su foto di scarpe e borse, che sono quindi immagini molto virali. Solo nel caso di Chanel però questo non è totalmente vero, poichè le maggiori immagini pinnate sono quelle di loro prodotti di bellezza, orologi e gioelleria.

Ecco l’infografica che spiega il tutto nel dettagli….

I migliori 10 fashion brands su Pinterest

Questo studio deve fare riflettere sull’importanza crescente della comunicazione visual per i brands dove l’immagine è centrale… Chanel inoltre ci dà la “best practise” poichè riesce ad essere così desiderabile da essere irresistibilmente virale sui social networks, pur non essendo per nulla autoreferenziale. I brand del lusso possono trarre grandi vantaggi dal web 2.0 poiché, attraverso l’integrazione tra canali commerciali digitali e tradizionali, si crea un forte riconoscimento per la marca e una sensazione di maggiore familiarità tra brand e consumatore.

 

[Fonte: www.mashable.com]
Green & Social Media_Natura

Green e Social Media: una ricerca ci spiega best practice e tendenze

Sempre più le aziende utilizzano i social media per parlare delle loro iniziative green. Ma tutte lo fanno nel modo giusto?  Per rispondere a questa domanda vi presentiamo un report che ogni anno analizza il modo in cui le aziende usano i social per parlare di sostenibilità e riporta anche una classifica delle società che lo fanno nel modo migliore!

Si chiama SMI-Wizness Social Media Sustainability Index e nella sua edizione del 2013 (analisi riferita al 2012), uscita da pochissimo, possiamo trovare molte indicazioni e spunti interessanti.

E’ importante premettere che per realizzare questa analisi sono state esaminate dai ricercatori del SMI (che sta per Social Media Influence) 400 aziende americane ed europee tra le migliori nei loro settori di appartenenza nello sviluppo di strategie ed iniziative green.  E’ seguita per ciascuna di esse la verifica delle modalità di utilizzo dei loro canali social e siti web (circa 2.000 elementi analizzati) e sulla base di questa analisi i ricercatori hanno messo iIMG_6815n evidenza le best practice.

Tra le 100 aziende risultate migliori troviamo principalmente società appartenenti ai settori della grande distribuzione al dettaglio, degli elettrodomestici e del “food & beverage”, i canali maggiormente utilizzati risultano essere Facebook e Twitter.

Secondo la ricerca inoltre, l’utilizzo dei blog da parte delle aziende green è molto più ampio rispetto a quello del canale YouTube. Inoltre, per la prima volta quest’anno il Social Media Sustainability Index  rileva l’utilizzo di Pinterest per la comunicazione di iniziative green. Un ottimo segnale per il social media che parla per immagini, il quale ha molte potenzialità per divenire un efficace mezzo di comunicazione della sostenibilità aziendale. Rimane indietro per ora solo Google+, il canale social del gigante di Mountain View  che risulta, secondo la ricerca, il meno utilizzato per lo scopo.

Tra le tendenze più seguite per il green marketing sui social media, la principale è sicuramente il content management. Ossia la declinazione dei contenuti derivanti dalle attività ed iniziative di sostenibilità aziendali modellati seguendo le modalità di comunicazione più attrattive per lee diverse community aziendali; segue la creazione di app, di infografiche  ed anche di giochi on line che si pongono l’obiettivo di informare il pubblico dandogli nello stesso tempo strumenti utili e divertenti per migliorare in chiave green il proprio stile di vita.

Green e social media hanno tanto in comune ed è un binomio che a noi interessa moltissimo, proprio per questo torneremo presto a parlarne insieme a voi! 🙂

 

Social Media e Vino: Vinografia | la Netnografia ci aiuta a capire la situazione del vino in Italia in rete oggi

Social Media e Vino: la Netnografia ci aiuta a capire cosa sta accadendo in Italia

Inizia con questo articolo una serie di approfondimenti legati al tema “Social Media e Vino“, argomento a noi molto caro, che merita sicuramente un interesse particolare. Come vi abbiamo raccontato, siamo state alla 47° edizione di  Vinitaly, la manifestazione italiana più importante del settore vino, ad indagare come vedono questo “binomio” non solo le aziende produttrici, ma soprattutto la rete. Interessante è stato partecipare al convegno organizzato dall’Associazione Nazionale Le Donne del Vino in cui è stata presentata la prima analisi netnografica sul vino in Italia commissionata a Viralbeat.com e realizzata dal Centro Studi Etnografia Digitale di cui abbiamo conosciuto Alex Giordano (su Twitter @mantralex), persona molto gentile e disponibile.

Due parole su cosa s’intende per Netnografia: è un metodo di ricerca qualitativa di matrice etnografica, che si pone alla base dello studio della cultura di consumo sul web, sia per fini sociologici che di marketing, e che consente di studiare le esperienze di consumo degli utenti con lo scopo di pianificare e ottimizzare le strategie di business. In questo caso, la ricerca che ha avuto per tema l’analisi netnografica del vino e dei winelovers, ha indagato “l’universo culturale degli amanti del vino, evidenziando i cluster tematici principali del discorso sul vino, le pratiche e i valori che ne caratterizzano il consumo, la brand reputation delle aziende vitivinicole online e il percepito delle loro azioni di comunicazione sul web“.

Detto ciò vediamo cosa è emerso da questa ricerca. La base dati dell’analisi è composta da 7.098 post, raccolti tra il 26/02/2013 e il 18/03/2013, le fonti sono: Facebook, Twitter, Instagram, Blog e Forum. Vi riportiamo di seguito il video riassuntivo, per poi sottolinearne le parti che ci hanno più colpito.

Le 5 considerazioni che emergono sul mondo dei social media e del vino

La prima considerazione fondamentale che emerge è: “per gli utenti della rete, il vino è un oggetto culturale di consumo quotidiano prima di essere Brand o Azienda“. I discorsi che gli utenti tengono sul vino sono di 2 tipi: generici, privilegiando gli aspetti di quotidianità e convivialità, ed esperti, attenti ai Brand ed ai tecnicismi.

Secondo dato da tener presente,  soprattutto dalle aziende vinicole che sono in rete o che vogliano entrarci:esiste un nucleo centrale di “winelovers”, costituito da influencer e dalla community vera e propria, che si ritrova principalmente su Twitter, Instagram e Blog (Facebook non è “terreno fertile” per i membri di questa community). I winelover costituiscono una web tribe e sono identificati come: “amanti del vino esperti o meno esperti che animano il discorso in rete” e ancora, “un aggregato sociale eterogeneo e disperso ma dotato di un proprio immaginario condiviso e di specifiche identità di riferimento“. Lo “zoccolo duro” di questa community è rappresentato da Blogger e aziende vitivinicole. Per i winelover il vino è: conviviale (legato ai momenti di socialità), da abbinare (legato al momento del consumo), territoriale (prodotto di una terra, una storia e una tradizione assolutamente italiana), e rilassante (il calice di vino è visto come un momento di piacere da conquistare e ricordare). I winelover possono essere suddivisi in 4 diverse identità:

  • Enjoyer, che vedono il vino come un mezzo per raggiungere la felicità e ritrovare se stessi;
  • Prophet, per i i quali il vino costituisce un fine, un vero e proprio oggetto di culto (di vino, vitigni ed etichette se ne intendono e amano parlarne ma sempre con rispetto);
  • Wine Victim, che pensano che il vino sia una sorta di “cura” per alleviare le proprie sofferenze;
  • Wannabe, quelli che vorrebbero essere esperti o quantomeno godersi il momento di consumo, ma per diversi motivi non ci riescono.

Terzo punto. Intorno ai concetti di “vino” e di “winelovers” orbitano, poi, alcuni ambiti tematici per ciascun social media. Su Twitter sono 3: quello del territorio, dei prodotti & aziende e del food. Su Instagram il vino è, invece, trattato in maniera più ampia dando vita a 5 ambiti d’interesse o “anime” legate ad esso: quella divertente, quella sofisticata, la golosa, la “bella e dannata” e la “green“. Sui Wine Blog, i luoghi d’incontro degli addetti ai lavori ed esperti, infine, le categorie tematiche coinvolte sono di più: l’enogastronomia è al primo posto (51%), seguita dal business (17%) e dalle news (15%), chiudono il turismo (3%), l’agricoltura (2%) e la sostenibilità (2%).

E ancora, emergono dei trend culturali importanti da conoscere: quello del vino bio e sostenibile, quello relativo all’importanza del packaging che incide sulla scelta del consumatore e quello che riguarda la dieta, di ambito prettamente femminile.

Ultima considerazione davvero interessante: almeno su Twitter e Facebook i Brand vitivinicoli sembrano non godere di reputazione negativa, il sentiment si divide tra positivo e neutro, come se gli utenti non percepiscano alcuna competizione tra produttori. “Tutti i brand di vini italiani di qualità contribuiscono ad alimentare un immaginario comune” del vino italiano stesso.

Social Media e Vino | Vinografia

Una ricerca questa ricca di spunti utili per chi sta già affrontando o vuole iniziare ad affrontare la tematica del vino in rete e sui social media in Italia. Noi siamo rimaste piacevolmente affascinate da quanto emerso e abbiamo lasciato il convegno con la consapevolezza che ci sia ancora tanto da fare in questo campo da parte di tutti, soprattutto di quelle cantine che non si collocano tra i top player ma che possono migliorare la propria presenza e visibilità online contribuendo, allo stesso tempo, a valorizzare l’immagine del vino italiano nel mondo e a diffondere l’hashtag #italianwine, mediante una strategia di comunicazione e social media marketing mirata e pianificata.

Abbiamo creato una lista sul nostro profilo Twitter contenente tutti i profili legati al mondo del vino in Italia emersi dall’analisi, che contiamo di continuare ad implementare durante il nostro viaggio attraverso il tema “Social Media e Vino” nei prossimi articoli.

Ci farebbe piacere conoscere la vostra opinione a tal proposito: come pensate sia interessante continuare ad approfondire questo argomento?

Vinitaly, Social Media, Vino

Vinitaly 2013… tra social e vino

Si è aperta oggi a Verona la 47esima edizione di Vinitaly, la più grande fiera di vini al mondo. Una manifestazione della durata di 4 giorni per cui si prevede un boom di presenze: oltre 4mila espositori di cui 128 esteri, 140mila visitatori di cui quasi 50mila provenienti da più di cento paesi nel mondo.

Sarà una fiera all’insegna della qualità, della sostenibilità, ma soprattutto del web e dei social media che stanno diventando una delle principali forme di comunicazione e promozione del settore.

Sapevate che sul mondo del vino sono presenti in rete 10 milioni di video, 2.500 blog, 1.200 community nazionali e internazionali? Ed i numeri aumentano di giorno in giorno perché sta crescendo la quantità delle persone che vogliono condividere in rete e  soprattutto  sui social network, il piacere di parlare e confrontarsi sul vino e sul suo mondo.

Sarà sempre più importante per i produttori di vino essere in rete per creare relazioni ed engagement  con i “wine lover” aggiornati e competenti che confrontano prezzi, offerte e qualità del vino in tempo reale  grazie agli smartphone e ai tablet. Il passaparola e i consigli in rete di chi ha provato già il prodotto rappresentano ormai una delle principali fonti di informazione per l’acquisto del vino; chi si dichiara fan di un “wine brand” su un social network è disponibile a parlare bene di quel vino ed a raccomandarne pubblicamente l’acquisto.

Uno dei nostri clienti, Prosecco Toffoli, una cantina produttrice di vini nella provincia di Treviso, sta raccogliendo grandi risultati in termini di branding, opportunità di business e visibilità, grazie al suo approdo nel mondo dei social media (anche se molto recente).

In particolare vi consigliamo di visitare le conferenze relative ai social media e all’e-commerce nel mondo del vino ed anche ai mercati in forte crescita come quello cinese; trovate il calendario completo e tutte le indicazioni sulla pagina dedicata ai convegni nel sito ufficiale: www.vinitaly.com/areaVisitatori/convegni.

Noi di Social Margarita saremo al Vinitaly pronte a raccogliere la sfida!

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Lo vorresti un social cocktail?

Avete mai pensato che i social media hanno tantissimi punti in comune con un cocktail party?

Si, è proprio così!  🙂  Vi presentereste mai ad una festa con nuovi amici iniziando a parlare solo e sempre di voi stessi e non smettendola più? Presentando il vostro punto di vista e non tenendo conto di quello degli altri? Quale sarebbe secondo voi il risultato? Dopo un po’ rimarreste da soli con il vostro cocktail in mano. 🙂

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