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Spotify & Brand Identity: le possibilità offerte ai brand e non solo

Lanciato nell’ottobre del 2008 (disponibile in Italia da aprile 2013), oggi Spotify è indiscutibilmente il servizio di streaming musicale principale del mercato. Negli ultimi mesi (da novembre 2014) ha visto incrementare il proprio numero di utenti attivi di 10 milioni di unità raggiungendo i 60 milioni, mentre di 2,5 milioni gli abbonati a pagamento che oggi sono 15 milioni.

Che cosa sia Spotify e come funziona forse lo sabbiamo un po’ tutti (qui la pagina dedicata su Wikipedia) ma che questa piattaforma possa essere una buona opportunità per sviluppare attività di marketing digitale e per costruire l’identità di un marchio o azienda probabilmente non è molto noto, soprattutto nelle sue modalità.

Per capire quindi il valore dello strumento, partiamo da qualche dato/affermazione utile che lo stesso Spotify pubblica sul suo sito:

  • Il 53% delle persone online ascolta l’audio digitale;
  • Il pubblico audio digitale cresce rapidamente, soprattutto grazie agli utenti di smartphone e tablet;
  • Le persone portano la musica con sé ovunque: al lavoro, in palestra, sui mezzi di trasporto o quando camminano. Creano la colonna sonora delle loro giornate.
  • Le persone ascoltano la musica in più luoghi ma anche più a lungo: il 67% degli ascoltatori audio digitali dichiara di ascoltare più musica rispetto allo scorso anno

Sulle diverse possibilità pensate per i brand sembra proprio che Spotify stia puntando moltissimo: è notizia di qualche giorno fa del lancio all’interno di Spotify for Brands del servizio di Playlist Targeting, una soluzione dedicata alle aziende per aiutarle a raggiungere meglio il target di proprio interesse. A partire dal 1 maggio, le aziende potranno selezionare segmenti di audience specifici basati sugli streaming di oltre un milione e mezzo di playlist Spotify, cercando quindi di andare a colpire gli utenti in base a chi sono (età e sesso, provenienza, lingua), cosa ascoltano (playlist, genere) e quando lo fanno (momento della giornata e piattaforma/dispositivo).

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Quindi, come possono i brand e le aziende sfruttare Spotify per implementare la propria Brand Identity?

Le possibilità sono diverse, partiamo da quelle legate al mondo dell’advertising (ad oggi si contano 8 formati pubblicitari):

  1. Sponsored Session (novità): attualmente disponibile solo su smartphone e in alcuni mercati, costituisce un modo per offrire al pubblico del brand la possibilità di ascoltare musica senza pubblicità per 30 minuti, in cambio di una visualizzazione di uno spot video.
  2. Video Take Over (nuovo formato): attualmente disponibile solo su desktop e in certi mercati, sponsorizza il break pubblicitario con video e display ad impatto.
  3. Pubblicità Audio: consiste in un messaggio commerciale (massimo 30 secondi) che viene trasmesso tra un brano e l’altro insieme a un banner pubblicitario cliccabile.
  4. Pubblicità Display: è la modalità di inserzione visuale più diffusa. Il banner pubblicitario (Leaderboard, posizionato nella parte inferiore del player) viene visualizzato per 30 secondi massimo ed è cliccabile con la possibilità di puntare verso un sito esterno.
  5. Billboard: in questo modo è possibile proporre delle immagini “screen saver” grandi che garantiscono il 100% di visibilità del brand.
  6. Homepage Takeover: pensata per presidiare l’Homepage di Spotify con l’immagine del brand per un’intera giornata.
  7. Branded Playlist: playlist personalizzate, promosse poi dalla piattaforma, con logo del brand, testo e link opzionale alla campagna. Tutte le playlist personalizzate devono essere generate dagli utenti e contenere un minimo di 40 brani, con solo un brano per artista.
  8. Branded Page: è un mini sito perfettamente integrato in Spotify, raggiungibile dall’utente tramite clic sulle inserzioni del brand stesso. Può contenere video, immagini, blog, news, link e commenti, può contenere praticamente tutti i contenuti di una pagina Web. Mentre l’utente visita la pagina, tutte le pubblicità display di altri brand sono bloccate (eccetto le inserzioni audio).

A parte le modalità legate all’advertising, è assolutamente possibile aprire un profilo con il nome di un brand, proprio come faremmo per un account personale. Ho approfondito l’argomento parlando direttamente con i referenti di Spotify che sono stati molto disponibili a chiarirmi le idee. Aprire un account personale è consentito e non viola quanto contenuto nelle linee guida dell’utente.
La differenza che c’è tra aprire un account per un brand in autonomia o con la collaborazione di Spotify è che, nel secondo caso, l’account sarà verificato e quindi avrà un flag di spunta azzurro visibile a fianco al marchio (vedi di seguito Coca-Cola).
Le playlist che un account può creare non possono essere commerciali o contenere il nome del marchio, ma possono essere legate solo alla creazione di un mondo emozionale che ruota attorno al brand. Le playlist commerciali (legate al marchio e riconducibili ad esso) sono invece le “Branded Playlist” di cui ho scritto sopra, offerte direttamente dalla piattaforma a fronte di un determinato investimento.  È importante dire che, da quanto mi pare di aver compreso, di solito i brand che hanno aperto un account su Spotify hanno poi previsto investimenti sullo stesso, realizzando progetti di comunicazione ad hoc.

Con un profilo è possibile raccontare attraverso la musica i valori del brand, la sua brand identity, e far vivere un’esperienza di branding sensoriale unica e personale. Chi lo ha fatto (ad esempio Coca-Cola, Nike Women e Reebok) ha creato playlist con canzoni con un elevato significato per il brand e, ancora, ne ha realizzate altre per radunare un insieme di brani ideali, ispirati ai propri valori, da far ascoltare agli utenti in momenti particolari della giornata (es. il risveglio, l’aperitivo, l’attività fisica ecc.).

CocaCola_Spotify_Account

Ecco, quindi, 5 consigli per utilizzare al meglio un account Spotify (consigli, che mi sento di dare anche ai singoli utenti che vogliono costruire una propria identità in rete e lavorare sul proprio personal branding per farsi conoscere anche da un punto di vista musicale):

1) Costruite la vostra presenza su Spotify: create un profilo Spotify in modo da poter stabilire la vostra identità musicale con playlist multiple e rendendo ai vostri follower più facile l’interazione con i vostri contenuti.

2) Lavorate sulla vostra identità musicale, raccontatevi attraverso la musica. Comunicate! Le Playlist devono essere coinvolgenti. Incoraggiate i vostri follower a condividere i vostri contenuti musicali su Facebook o Twitter, amplificandone così la divulgazione.

3) Aggiornate i contenuti musicali in modo costante e frequente: aggiungete nuove playlist, nuove canzoni e rendete i vostri contenuti ancora più interessanti. Chiedete agli utenti dei suggerimenti musicali attraverso i vostri canali social per create playlist tematiche e collaborative.

4) Fatevi trovare con facilità: rendete il vostro account Spotify raggiungibile pubblicando il link sul vostro sito web o sugli altri canali social.

5) Divertitevi! Lasciandovi trasportare dalla musica 😉

Spotify è sicuramente uno strumento di digital marketing dall’alto potenziale ma in parte è ancora tutto da testare in questo senso. Sono molto curiosa e interessata ad assistere agli ulteriori servizi/modalità di utilizzo che Spotify penserà per le aziende e le strade che gli stessi brand intraprenderanno in tale direzione.
E voi, cosa pensate delle potenzialità di Spotify per le aziende? E per il Personal Branding? Mi piacerebbe ricevere i vostri commenti o segnalazioni in merito 🙂

About Stefania Fregni

Appassionata di Comunicazione e Marketing nella vita e per lavoro, sono consulente da oltre 10 anni, specializzata nel settore Food & Beverage. Negli ultimi anni mi sono avvicinata al mondo del Social Media Marketing e del Marketing Digitale, specializzandomi e collaborando a diversi progetti. Creativa, curiosa e organizzata, sono sempre in cerca di nuove avventure!

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