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Chiacchiere e Margaritas: un margarita con IlarysGrill

Ritornano le nostre interviste per “Chiacchiere e Margaritas”, una rubrica d’interviste “utili & futili” con i nostri amici della rete!
Un momento di confronto con colleghi e amici del web su tematiche in cui gli intervistati sono specializzati, per conoscere le loro esperienze “sul campo” direttamente dalla loro voce.

Ilaria Barbotti è Digital PR, Social Media Strategist, Fondatrice e Presidente di IgersItalia ed di Exploring Marche e Autrice di “Instagram Marketing” di Hoepli.

Perché questa volta abbiamo scelto proprio Ilary?
Appassionate di fotografia e Instagram quali siamo non potevamo certo lasciarci sfuggire una chiacchierata con lei soprattutto dopo il lancio del suo libro dedicato al Marketing su Instagram. Eccoci qui, quindi, attentissime per conoscere tutti i segreti del successo su Instagram! 😉 Pronti a leggere la sua intervista?

Quando e come nasce la tua avventura su Instagram? In che modo diventi fondatrice di @IgersItalia e in cosa consiste avere questo ruolo?
Instagram lo scopro nel marzo 2011. In Italia lo usavamo in pochi… scopro poco dopo essermi innamorata di questo mezzo che esistono delle community locali, ma in Italia nulla. Contatto il fonder @igers Philippe, che subito mi risponde entusiasta, partiamo con @igersitalia. All’inizio molto divertimento per capire che ben presto che sarebbe diventato moto altro…

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Sui tuoi profili condividi sempre fotografie di luoghi meravigliosi, sei sempre in viaggio, è il tuo lavoro che lo richiede? Qual è una tua giornata tipo?
Sono spesso in viaggio per lavoro, sì. Tra lezioni, workshop e tour di promozione turistica o progetti che seguo mi sposto spessissimo,anche perché vivo nelle Marche che sono bellissime ma non proprio il centro del business per eccellenza. Sono spesso a Milano per incontri e progetti di lavoro, ma anche a Roma o in qualsiasi luogo d’Italia e d’Europa in cui si organizza un Instagram tour a promozione del territorio.

Come nasce invece il progetto di Exploring Marche? Che cosa è?
Exploring Marche
nasce nel dicembre 2013 da un’idea e dall’esperienza accumulata in svariati progetti social di promozione turistica. Nelle Marche se ne sente il bisogno e insieme a Nadia Stacchiotti, creiamo questo gruppo di persone che aiutano aziende, marchigiani e luoghi a farsi conoscere e a promuoversi nel mondo, attraverso il web, i social media e gli influencers di questi mondi.

Sappiamo che hai da poco scritto e lanciato il tuo libro sull’Instagram Marketing di Hoepli: ci riassumi brevemente di cosa parla e come hai vissuto la stesura del libro?
Il libro parla dei miei ultimi anni di vita ed esperienze lavorative. C’è molto di me nel libro, e di quello che ho creato con Instagram dal 2011 ad oggi. Ci sono idee, progetti, consigli, testimonianze felici, la mia idea di PR, su questo mondo ancora sconosciuto a tantissimi… vi consiglio di prenderne una copia 😉
La stesura è stata più veloce del previsto perché sapevo bene cosa e come scrivere, quindi grazie al supporto di una laureanda in economia e marketing, in 4 mesi abbiamo consegnato il libro finito con tante belle fotografie colorate a corredo. Le ultime pagine sono ispirazioni, con 30 foto di alcuni dei migliori Iger mondiali per me.

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Instagram è diventato un Social Network davvero diffuso e tante sono le community che nascono ogni giorno: cosa pensi delle diverse Community su Instagram?

Instagramers Italia da sempre li riunisce tutti con eventi sempre aperti a tutti e con attività online per tutti. Non amiamo creare divisioni o gruppi chiusi, è proprio il nostro focus. Col tempo i numeri parlano chiaro, siamo l’unica community che rimane nel tempo, che organizza eventi online e offline e che ha un indiscusso seguito.

Qual è l’app che preferisci per la gestione o editing delle foto su Instagram?Assolutamente Snapseed. L’ho sempre usata e continuo ad usarla con soddisfazione. È completa, facile, veloce e si allontana dalle mode del momento. Utile anche Retouch per cancellare cavi o fili indesiderati :-)-
Altri strumenti utili per un community manager sono Picframe, Squaready, Photorepost.

Cosa ne pensi delle foto scattate con macchine fotografiche reflex e poi caricate su Instagram? Credi che si allontanino dall’essenza e dallo spirito con cui è nato questo social?

Capisco però che col tempo, molti Instagramer con un seguito e un’immagine, già bravissimi, cerchino ora strumenti più sofisticati di uno smartphone soprattutto per zoom e dettagli. L’importante è che venga sempre dichiarato lo strumento con cui si scatta. Io stessa scatto quasi sempre con Iphone, ma uso a volte la camera Sony QX10, il Sony Xperia Z3 Compact,

Ci daresti la tua ricetta segreta per il perfetto “Instagram Cocktail”?
Ovvero gli ingredienti più giusti per fare Marketing su Instagram.

  • Belle foto
  • Stile personale
  • Lasciare un po’ di sé stessi
  • Interagire tantissimo
  • Selezionare i vostri iger preferiti e seguirli costantemente
  • Condividere attimi della propria vita

Tu sei una marchigiana Doc, cosa ti piace di più della tua terra? Se non vivessi nelle Marche, dove ti piacerebbe vivere?
Io adoro le Marche, adoro le sue colline, il mare del Conero che dista 10 minuti da casa mia, mi piace la serenità e la semplicità con cui le persone vivono e con cui questi luoghi si presentano. Qui si mangia bene e si vive bene. Se non vivessi qui, vorrei vivere in un luogo tranquillo ma che mi permetta di lavorare e incontrare persone, ma le Marche rimangono al 1 posto.

Qual è il posto più bello che hai visitato?
In assoluto? Al primo posto c’è la costiera amalfitana, soprattutto il tratto Amalfi-Positano. Ma devo vedere ancora tantissimo per poter essere sicura… seguite il #girodilaria.

E come la tradizione di “Chiacchiere & Margaritas” vuole, finiamo l’intervista con un bel video messaggio sulle “grandi verità di Instagram” ☺

About Stefania Fregni

Appassionata di Comunicazione e Marketing nella vita e per lavoro, sono consulente da oltre 10 anni, specializzata nel settore Food & Beverage. Negli ultimi anni mi sono avvicinata al mondo del Social Media Marketing e del Marketing Digitale, specializzandomi e collaborando a diversi progetti. Sono amante del buon cibo e del buon bere, mi piace la fotografia e adoro viaggiare. Sono creativa, curiosa, organizzata e appassionata sempre in cerca di nuove avventure!

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Chiacchiere e Margaritas: un margarita con Maricler

Inauguriamo con questa bella intervista la nuova sezione del blog chiamata Chiacchiere e Margaritas, una rubrica d’interviste “utili & futili” con i nostri amici della rete!

Quando abbiamo pensato a questo spazio, ci siamo immaginate di essere sedute ad un bancone di un locale trendy a sorseggiare un buonissimo Margarita ( 😉 ) in compagnia di amici con cui scambiare punti di vista sui nostri argomenti preferiti!
Un momento informale per facilitare il confronto su diverse tematiche, ma soprattutto per parlare di esperienze personali. In sostanza, un mix irresistibile di spunti sul mondo del digitale e confessioni (da cui nasce la scelta dell’hashtag #InMargaritaVeritas).

Mariachiara Montera è Blogger, Food Writer, Digital Strategist e Digital PR.

Perché abbiamo scelto proprio Mariachiara?
Oltre al fatto di essere una nostra amica e collega, con cui ci piace moltissimo lavorare e fare progetti (una nuova edizione di DigitalRisto è alle porte 😉 ), per noi Mariachiara è un bell’esempio di tenacia, carattere e professionalità da cui prendere spunto. Il mondo delle Digital PR non è affatto semplice, né da capire né da vivere, ma lei riesce a essere protagonista di questa dimensione con una naturalezza e un’umanità assolutamente disarmanti. Pronti a leggere la sua intervista?

Quando e come nasce la tua avventura nel mondo del Food? E in quello delle Digital PR?
Come data possiamo mettere il 2006, anno in cui ho aperto il food blog. L’ho aperto per condividere ricette e qualche recensione di prodotti e ristoranti ed è da qui che è nata la mia passione per il Food, che poi si è trasformata in lavoro. Una delle cose che ha differenziato subito il blog è stata quella di essere un po’ opinionista in quello che scrivevo: esprimevo un punto di vista molto personale, articolato, critico e argomentato sul mondo del Food (cosa molto rara per i tempi). Da food blogger, una volta raggiunta una certa notorietà, venivo invitata dalle aziende (le prime che iniziavano a muoversi nelle digital PR) agli eventi. Parallelamente continuavo a lavorare. Mi occupavo di comunicazione per la FNAC e poi di community management per un’agenzia. Il lavoro vero è stato quello che mi ha permesso di acquisire competenze e punti di vista solidi per poter tentare di passare dall’altra parte, a lavorare a tempo pieno nell’ambito della comunicazione del mondo Food, e contemporaneamente grazie al blog sono riuscita a costruire la rete di contatti che mi ha permesso poi di rendere più facile il passaggio da dipendente a freelance.

Facile dire “Foodie” ma cosa è per te realmente una Foodie?
Domanda interessante. Foodie è un termine molto denigrato da gran parte del giornalismo gastronomico rifacendosi, secondo me, alla famosa differenza che si vuole sottolineare tra il giornalista e il blogger, tra chi ne sa e chi no, tra chi è esperto e chi no. La parola Foodie viene usata solitamente per indicare una persona curiosa, interessata al settore, ma non particolarmente capace di approfondire, che ne sa un po’ ma non troppo. In realtà, secondo me, è soltanto un approccio diverso e non necessariamente meno profondo. Più che tra categorie, la differenza deve essere fatta tra persone. Io questo termine lo uso con un connotazione positiva perché esprime una curiosità genuina che non è imprigionata in stereotipi e in percorsi obbligati. Il Foodie può essere veramente chiunque, dal designer che s’interessa alle mostre di arte e Food, a chi segue Masterchef e sogna di fare lo stesso percorso.

A proposito di Foodie, com’è nato il bellissimo progetto della Foodie Geek Dinner?
L’approccio è sempre quello più easy possibile… di fronte a una birra! 🙂
È nato con una doppia intenzione:
1 – far conoscere persone del settore, per creare relazioni umane e professionali;
2 – creare un evento in cui il Food non fosse il centro ma fosse il tramite di un modo informale e scanzonato di raccontare il cibo.
Quello che spinge oggi me e Francesca a lavorare con entusiasmo a questo progetto, al di là delle motivazioni di business, è la spinta creativa che si sprigiona ogni volta che elaboriamo un tema e studiamo un nuovo allestimento. Il poter realizzare dei concept in cui il cibo diventa conversazione, divertimento, convivialità e condivisione è il lato che ci piace di più.

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Nota dell’intervistatrice: abbiamo partecipato anche noi diverse volte alle FGD e ce ne siamo follemente innamorate (la foto lo dimostra). Se non ci fossero bisognerebbe inventarle 😉

Quasi 2 anni da freelance, hai scritto tanto a riguardo, tra cui un ebook, che consigli daresti a chi sta pensando di diventarlo?
È una scelta che non consiglio a chiunque. Molto dipende dall’indole caratteriale che si ha e dalla perseveranza che si mette nelle cose. Essere freelance è un’attitudine a perseguire gli obiettivi anche nei giorni in cui vorresti soltanto rimanere sotto il piumone. Ogni giorno devi fare qualcosa per te stesso, perché non c’è nessun altro che lo farà per te. Devi imparare ad affrontare momenti di sconforto, malattia, pigrizia e ansia portando a casa ogni giorno una piccola cosa. Anche se non è un progetto con del fatturato o un nuovo cliente, devi mettere sempre qualcosa “in pista” e questo è faticosissimo, difficile e non è per chiunque. Io sono freelance dall’11 marzo 2013, non è sempre stato facile ma il valore aggiunto di esserlo sta nel voler realizzare progetti tuoi che altrimenti non potresti nemmeno pensare di progettare.

Sappiamo che stai lavorando a molti nuovi progetti, tra cui corsi di formazione, dicci tutto…
Ho di recente messo online il mio sito, che si è andato ad affiancare al blog “The chef is on the table”Ho aperto un mio canale You Tube che ho chiamato “La ragazza della GDO”, dedicato a delle micro-recensioni di prodotti bizzarri che si trovano nei supermercati, con l’intenzione di restituire un racconto surreale degli scaffali. La lampadina mi si è accesa andando a fare la spesa, mi piaceva l’idea di parlare di queste cose facendo divertire le persone, sfruttando un nuovo (almeno per me) canale di comunicazione, e di fare qualcosa di divertente e rilassante.

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Poi, sì, ci sono i corsi di formazione: uno di Digital PR e uno (che voi conoscete molto bene 😉 ) dedicato alle strategie digitali per i Ristoranti, DigitalRistoHo lasciato tutto il mondo della critica gastronomica e mi sto proponendo come Digital PR per ristoranti e aziende. Infine, sto scrivendo un libro sugli eventi e sto iniziando la mia avventura nel mondo beauty…

Si parla ovunque di cibo, in TV e online, si fotografa il cibo, perché secondo te il cibo fa sempre più notizia e… non staremo andando in overdose?
No, anzi secondo me non se ne parla mai abbastanza 🙂
Da una parte perché il tema della convivialità, in questo momento, è la risposta al bisogno delle persone di stare insieme condividendo momenti, e in questo il cibo è un collante perfetto, e dall’altra parte perché, in un momento di crisi del lavoro, il settore Food offre molte opportunità (basta pensare ai concorrenti di Masterchef che partecipano alla trasmissione con il sogno di poter cambiare vita).

Com’è cambiato il modo ed il mondo delle PR dall’avvento del Digitale?
È cambiato l’obiettivo che non è più solamente vendere ma è “instaurare una relazione”. Quello che fa vendere è diventato il legame affettivo che la marca riesce a creare con il consumatore e non più un mero messaggio pubblicitario per lo più slegato dai bisogni delle persone.

Ci daresti la tua ricetta segreta per il perfetto “Digital PR Cocktail”?
Buon senso, creatività, cura per le persone e capacità di individuare i valori che rendono quella marca unica.

Una donna del sud che ha scelto di trasferirsi a Milano e poi a Torino. Cosa ti piace di più di queste città?
Di Milano mi piace il fatto che vive in continuazione un processo di cambiamento continuo ed evidente, mi piace la modernità e la trasformazione incessante. Di Torino, dall’altra parte, mi piace il suo aspetto più statico, più tranquillo, la qualità della vita, il suo essere una città a misura d’uomo e il cibo. Cosa rimpiangi della tua terra (la Campania)? Mozzarelle e pomodori a parte, la luce. Non ho mai ritrovato in nessun altro posto la luce della costiera, a Salerno. Ogni volta che ci vado, mi si apre il cuore.

Sei stata da poco in Thailandia, come ti ha cambiato (se ti ha cambiato) questo viaggio?
Mi ha riequilibrato. Prima avevo l’attitudine a fare molte proiezioni: mi svegliavo la mattina e pensavo a come sarebbe andata la giornata in base a timori, alle ansie o anche agli entusiasmi. In Thailandia ho imparato che la giornata è fatta di attimi ad eventi su cui paure o entusiasmi non hanno la minima influenza. Ho capito che le situazioni più brutte o anche le più belle comunque non sono la realtà, ma solo momenti di essa. Adesso vivo con meno ansia anche le situazioni più complicate.

Qual è il tuo piatto preferito e perché?
Pane, burro e alici. Delle alici sono maniaca.

Dacci una dritta utile: 3 nomi di ristoranti da non perdere a Torino? 
Banco vini e alimenti, Enoteca Bordò e Ristorante San Giors.

E finiamo questa ricca chiacchierata con un bel video messaggio, visto che ormai sei avvezza allo strumento 😉 Dicci una grande verità del web e un consiglio per affrontarla al meglio, a te la parola!

Ringraziamo Mariachiara per aver bevuto questo Margarita con noi, vi diamo appuntamento al prossimo Margarita e ricordate… Socializzate Sempre Responsabilmente 😉

About Stefania Fregni

Appassionata di Comunicazione e Marketing nella vita e per lavoro, sono consulente da oltre 10 anni, specializzata nel settore Food & Beverage. Negli ultimi anni mi sono avvicinata al mondo del Social Media Marketing e del Marketing Digitale, specializzandomi e collaborando a diversi progetti. Sono amante del buon cibo e del buon bere, mi piace la fotografia e adoro viaggiare. Sono creativa, curiosa, organizzata e appassionata sempre in cerca di nuove avventure!