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SocialMargaritas alla Festa della rete 2015

La Festa della Rete di Rimini è da sempre uno dei nostri appuntamenti preferiti tra i molti eventi  (tra l’altro in continua crescita) che parlano di web, digital e social media. Per noi è un momento importante per molte ragioni.

Da una parte lo viviamo come un’occasione perfetta per ritrovarsi tutte e tre di persona, rivedersi e raccontarsi dopo il periodo estivo, e soprattutto fare il punto su nuove idee, progetti ed impegni che ci attendono alla ripresa autunnale.

Dall’altra, l’ex BlogFest è l’evento ideale per incontrare e salutare colleghi di web, approfondire con loro spunti ed idee, fare nuove interessanti conoscenze, tastare il polso al popolo del web, una grande e variegata tribù, sempre in costante evoluzione.

Festa della Rete_cabinePassando con interesse da un panel ad un altro, stringendo mani ed ascoltando storie, sorseggiando spritz ed assaggiando ottime piadine, i tre giorni dell’edizione 2015 #FDR15 sono trascorsi in un lampo; e come ogni anno si torna a casa con un bagaglio di impressioni, suggestioni, e spunti su cui riflettere.

L’evoluzione ed il cambio generazionali sono fisiologici, facciamocene una ragione

Uno dei fenomeni più evidenti di questa edizione 2015 è stato quello che molti hanno definito il “cambio generazionale”.  Protagonista assoluto il mondo degli Youtuber, con le loro giovanissime superstar, come Sofia Viscardi, nata nel 1999 che può vantare quasi 400.000 iscritti al suo canale Youtube ed oltre 35 milioni di visualizzazioni dei suoi video. Nuovi media, ma soprattutto nuovi linguaggi e nuovi influencer, si stanno facendo strada, parallelamente all’affacciarsi sulla scena del mondo di una nuova generazione di 13-17enni che saranno i futuri abitatori della rete. L’evoluzione è la legge inesorabile che regola ogni forma di vita e di espressione ed il mondo del web non è certamente immune. Facciamocene una ragione.

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Saperi e mestieri di un tempo in chiave 2.0

Nell’ edizione 2015 alcuni panel ( ad esempio La rivoluzione del Filo, I Blog di fai da Te) sono stati dedicati alla versione 2.0 di lavori tradizionalmente femminili e manuali come il knitting, ovvero il lavoro a maglia, ma anche il cucito/riciclo creativo, ovvero l’arte di dare vita a nuovi oggetti tessili  partendo da altri che non usiamo più, come ad esempio creare tappeti da vecchie magliette. La prima considerazione che viene in mente è che la rete offre spunti per infinite evoluzioni anche per attività che i più considerano quanto di più tradizionale esista, permettendo un’ampia diffusione di antichi gesti e saperi che altrimenti sarebbero rimasti sconosciuti alle nuove generazioni (sempre loro!) ; d’altra parte l’utilizzo di blog, e-commerce ed ogni altro media on line offre la possibilità di trasformare un hobby in una vera e propria professione.

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La rete vince sull’individuo

In eventi come questi,  ci si convince sempre di più che la parola “Rete” sia densa di significato concreto. Da molti panel e dalle testimonianze di tantissimi dei presenti, è assolutamente evidente che il successo nel mondo digitale nasce dell’abilità di sfruttare al massimo la più grande opportunità che la rete offre: collegarsi, creare ponti, scambiare saperi, essere solidali. Sempre meno star “solitarie, sempre più reti di individui che creano progetti , condividono esperienze, fanno “network”. Un esempio su tutti quello di IFood raccontato dalla super-empatica Vatinee Suvimol, co-founder del progetto editoriale, nato da un gruppo di food-blogger che si sono conosciuti all’interno di un gruppo Facebook ed hanno “fatto rete” con successo.

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La Festa della Rete compie 10 anni. Momento di bilanci?

Quest’anno si trattava di un’edizione speciale: la Festa della Rete  ha compiuto 10 anni e come accade  in tutti i compleanni “tondi” ci si guarda indietro e si cerca di fare un bilancio, ma nello stesso tempo ci si guarda anche avanti chiedendosi come si affronteranno gli anni a venire. In tutti questi anni gli eventi che fanno focus sul mondo del web si sono moltiplicati e in passato questo evento costituiva quasi un “unicum” ora la sfida futura della Festa della Rete  sarà quella di mantenere nel tempo una sua identità ed unicità. Arrivederci ad #FDR2016! 🙂 

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About Paola Valeri

Ho un'esperienza a 360° nel Marketing e nella Comunicazione aziendale, in tutte le sue forme… soprattutto quelle social 🙂 Per diffondere e condividere questa passione parlo di Marketing e Social Network anche nei corsi che tengo per aziende, enti ed associazioni. Scrivere mi appassiona e diverte e per questo sono diventata giornalista pubblicista. Da qualche tempo mi interesso di sostenibilità aziendale e di “green marketing”.

Reunion Unibo Università di Bologna

ReUnion Unibo (social e live) raduna la community degli ex studenti universitari di Bologna da tutto il mondo.

“Partiti insieme per un lungo viaggio torniamo a casa per diverse vie”.

Con questi versi famosi di Catullo l’Università di Bologna ha chiamato a raduno tutti i suoi ex studenti: il 19-20-21 giugno si è tenuta ReUnion Unibo, una 3 giorni di incontri, dibattiti, mostre, lezioni magistrali e spettacoli nei punti più suggestivi di Bologna. Protagonisti dell’arte e della scienza, manager, studiosi, innovatori, ex studenti famosi  che hanno portato la cultura nelle piazze, raccontando i diversi saperi e la loro esperienza di vita e professionale in seguito alla laurea conseguita all’Università di Bologna.

ReUnion Unibo

Il nostro team ha fatto parte in primissima persona di questo super evento (il primo in Italia di questo tipo) in quanto abbiamo seguito la comunicazione digital e social del progetto: è stata una sfida davvero entusiasmante dove abbiamo imparato molto e nella quale abbiamo vissuto la potenza vera di quello che si definisce “senso di appartenenza” e “community”. La nostra strategia infatti era incentrata sul coinvolgimento degli utenti e la “ri-accensione” del senso di community attraverso i canali social che abbiamo scelto (Facebook, Twitter, Google+, Instagram, Youtube, Periscope), stimolando così la condivisione di racconti e storie del passato, ma anche per arrivare in questo percorso alla voglia di essere parte e raccontare il presente, fino al “live” durante lo stesso evento.

La forza evocativa di immagini e dello storytelling legato ad esse è uscita in modo davvero impressionante in questo progetto: per esempio alcuni post su Facebook sui luoghi dell’università hanno raggiunto addirittura il 10-15% di percentuale di engagment (click/commenti/condivisioni)! Far rivivere con un occhio “semplice” e “alla mano” i luoghi di Bologna legati alle esperienze e i ricordi universitari è stato sicuramente la chiave di questo successo 🙂Università Bologna ReUnion

Abbiamo inoltre stimolato le community online alla partecipazione ed all’incontro anche offline: un’ottima risposta l’ abbiamo avuta attraverso un challenge nazionale su Instagram chiamato “UniAmarcord”, realizzato in collaborazione con l’associazione degli Instagramers Italia e la community locale degli IgersBologna. Le persone hanno così condiviso con tantissime foto il loro passato, presente e futuro e ciò che rievocava loro il periodo universitario: le 20 migliori foto hanno fatto parte della mostra a tema che si è tenuta a Palazzo Re Enzo durante Reunion e sono state un magnifico racconto, coinvolgente e personale, realizzato davvero dai protagonisti in prima persona.

Ne ha parlato con entusiasmo anche l’Huffington Post in questo articolo:): http://bit.ly/HuffingtonPostReunionUnibo. Eccovi un collage molte delle foto che hanno partecipato al challenge:

Challenge Instagram ReUnion

 

E’ stato inoltre un onore poter organizzare il panel più “social” di ReUnion, con speaker alcuni ex studenti Unibo che oggi sono nostri colleghi e che hanno avuto un percorso di studi, di vita e professionale simile al nostro. Al panel “Tra un tweet e un post, il futuro passa dai social” hanno preso parte infatti:

Panel social ReUnion UniboQuesto incontro è stato molto interessante ed ha offerto vari spunti su quello che oggi significa lavorare nel mondo del digitale e dei social, dove sempre più sono necessarie figure professionali preparate e in grado di capire e saper portare avanti strategicamente le logiche del community management e del marketing integrato digitale. Sul palco c’erano persone che si sono “inventate” un lavoro che non esisteva in effetti quando si sono laureate, ma che hanno capito e cercato di sfruttare con preparazione, entusiasmo e tenacia tutte le nuove potenzialità professionali che il web 2.0 stava presentando. Interessante è anche stato il racconto della case history del gruppo nato su Facebook “Hai studiato a Bologna se…”, dove vi sono 23.000 iscritti e una fortissima community sia online che offline.

L’evento è stato un vero successo con 20.000 presenze: per quanto riguarda i social su Twitter ReUniOn è stato un trending topic il 20 giugno – con i due hashtag più seguiti e twittati #reunionunibo#reunionsocial) – con 2.400.603 di impression. Oggi sono 15.700 i fans che seguono la pagina ufficiale su Facebook, con più di 103.500 engaged  per oltre 3.7 milioni di FB impression su ReUniOn. Davvero un successo che ci ha colmato di gioia e dove c’è stata anche una grande forza che ha permesso questi risultati grazie a un super team di lavoro composto anche da Mec&Partners (che ha seguito l’organizzazione, comunicazione offline e ufficio stampa) Best Union (parte organizzativa) e ovviamente l’ufficio comunicazione dell’Università di Bologna.

Preparativi Reunion Unibo

Il nostro viaggio nel ripercorrere questi mesi di ReUnion finisce qui, un viaggio dove abbiamo davvero potuto testare la forza della community online e offline e ci è stato confermato che oggi un buon piano di comunicazione funziona solo se la strategia digitale è integrata con quella tradizionale.

Eccoci quindi tutti insieme alla fine di questa meravigliosa esperienza professionale di ReUnion Unibo 🙂

Staff comunicazione ReUnion Unibo

About Valeria Moschet

Dopo una consolidata esperienza retail e commerciale nei settori abbigliamento e accessori, ho intrapreso una nuova sfida professionale e mi sono specializzata in Social Media Marketing. Da allora con grande passione ed entusiasmo lavoro come consulente per aziende di varie dimensioni e mercati, ma sono specializzata nei settori del Beauty, Moda e Lifestyle. Sono formatrice su temi dei social media e del Web 2.0.

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Nice To Link You: Ford Italia lancia la sfida e noi l’accettiamo!

Gli scorsi 10-11 giugno abbiamo avuto il piacere di partecipare alla Social Media Week di Roma, dove abbiamo accettato la divertente sfida lanciata da Ford Italia“Nice to Link you”.

Ci è stato chiesto di riuscire a connettere quanti più utenti possibili a un nuovo social network, in sostanza di diventare per un’ora dei veri e propri “social-evangelizzatori“. Partecipare è stato molto divertente, lo ammettiamo! Competere con un obiettivo di questo tipo ci ha rese agguerrite e pronte a tutto 🙂

In realtà, andare in giro per le strade di Roma ad intervistare persone sul tema “social media” ci ha messe davanti a diverse reazioni interessanti. Di fatto, questa esperienza può essere inserita tra i nostri casi studio (forse non proprio tra i più scientifici, ma sicuramente tra i più divertenti!) sulla diffusione della conoscenza dei social media in Italia.

Abbiamo fermato diverse categorie di persone, italiani e stranieri, e da quanto abbiamo potuto constatare (ma del resto ce lo immaginavamo) gli stranieri hanno dimostrato di avere più confidenza e conoscenza dei canali social, anche se ancora con diverse lacune (un intervistato di nazionalità inglese ci ha confessato di non avere ancora un profilo Linkedin!). Però è stato un italiano che ci ha dichiarato in modo perentorio e convinto che “mai e poi mai avrebbe aperto nessun profilo social“, nulla è servito perseverare nell’opera di convincimento, in questo caso l’evangelizzazione si è rivelata davvero impossibile 🙂 Grandi soddisfazioni invece sono arrivate dalla Marina Militare Italiana, che proprio in quei giorni si trovava in Piazza del Popolo per un evento: abbiamo fermato due simpaticissimi esponenti del corpo militare che si sono dimostrati preparatissimi e che ci hanno illustrato su quali canali social era già presente la nostra forza armata, e sono davvero tanti (guardate qui)! A loro, abbiamo tentato di strappare la promessa dell’apertura di un canale Periscope perfetto per trasmettere live 🙂

Chissà che cosa hanno potuto riscontrare gli altri influencer coinvolti nell’avventura! 🙂

Ecco il video racconto della sfida #NiceToLinkYou!

About Stefania Fregni

Appassionata di Comunicazione e Marketing nella vita e per lavoro, sono consulente da oltre 10 anni, specializzata nel settore Food & Beverage. Negli ultimi anni mi sono avvicinata al mondo del Social Media Marketing e del Marketing Digitale, specializzandomi e collaborando a diversi progetti. Sono amante del buon cibo e del buon bere, mi piace la fotografia e adoro viaggiare. Sono creativa, curiosa, organizzata e appassionata sempre in cerca di nuove avventure!

Digital Social Dinner Social Margarita

Una cena tra formazione digitale e tanto social networking ;)

Una serata per imparare di più su social media visual, conoscere nuove persone e gustare insieme una buona cena? Abbiamo mixato questi ingredienti e abbiamo creato la prima “Digital Social Dinner” organizzata in collaborazione con Loft 350, un bellissimo spazio per eventi e co-working che si trova a Modena.

Social Dinner Digital_Modena

Dopo avere partecipato ad altre piacevolissime cene promosse da Gnammo,  il social network italiano dove è possibile organizzare a casa propria delle cene e parteciparne ad altre, abbiamo pensato che sarebbe stato interessante unire il “social eating” con un corso sui social media, ossia usare il cibo e la convivialità a tavola per incontrare nuove persone interessanti ma anche come occasione per imparare cose nuove. La prima cena si è svolta lo scorso 8 Aprile ed il tema erano i social media “visual” (Pinterest/ Instagram e Tumblr); l’idea è che questa sia stato il primo di vari appuntamenti fissi mensili, in un “social” percorso in divenire che approfondirà mano mano varie tematiche e i vari social media.

Digital Social Dinner Modena

La serata è stata davvero piacevole, in un clima informale ma con dei partecipanti davvero attenti e partecipativi. Le tematiche che abbiamo toccato sono state sia sui principi di visual 2.0 e visual marketing, ma anche nello specifico del funzionamento dei principali social visual come Instagram, Pinterest e Tumblr. Il tempo ahimè è stato tiranno perchè tra argomenti interessanti da approfondire e domande, le 2 ore dedicate al corso sono scappate via velocissime… Ma sapevamo anche che ci aspettava poi il momento di confronto e chiacchiere davanti a dell’ottimo cibo, pronto ovviamente anche per essere fotografato e postato sui social 😉

La seconda parte della serata è stata quindi dedicata al social networking vero, quello davvero “live”, dove abbiamo ancora continuato i nostri digital discorsi ma in un clima ancora più rilassato e divertente :). Abbiamo avuto anche il piacere di avere ospiti le rappresentanti di due interessanti community digital come IgersModena e le Girls Geek Dinners Modena, con le quali i partecipanti hanno avuto modo di confrontarsi e magari entrare in contatto per future attività insieme. L’atmosfera rilassata dello spazio meravigliosamente arredato con dettagli vintage chic del loft e lo squisito cibo vegano dello chef di Tempo di Vivere, hanno messo proprio la ciliegina sulla torta sulla serata!

Lascio parlare questo collage di foto che riassume i punti salienti della serata 😉

Digital Social Dinner Social Margarita ModenaDopo l’ottimo riscontro e il buon risultato ora siamo quindi pronte ad organizzare, sempre in collaborazione con Loft 350, nuove social serate. Cibo e digital vanno a braccetto e credo che queste serate siano sempre un modo per incontrare persone davvero interessanti, per confrontarsi sia professionalmente che personalmente 🙂

 

About Valeria Moschet

Dopo una consolidata esperienza retail e commerciale nei settori abbigliamento e accessori, ho intrapreso una nuova sfida professionale e mi sono specializzata in Social Media Marketing. Da allora con grande passione ed entusiasmo lavoro come consulente per aziende di varie dimensioni e mercati, ma sono specializzata nei settori del Beauty, Moda e Lifestyle. Sono formatrice su temi dei social media e del Web 2.0.

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App.etite: una piccola bibliografia con l’aggiunta delle nostre considerazioni

Lo scorso weekend (20 e 21 settembre) si è svolto a Bologna App.etite, una due-giorni dedicata all’enogastronomia e alla crossmedialità, iniziativa molto interessante a cui (alla fine e con un po’ di fortuna – visto che si trattava di un convegno a numero chiuso) abbiamo avuto il piacere di poter partecipare anche noi di Social Margarita.

Leggendo la presentazione e il programma, le premesse erano delle migliori e noi c’eravamo create molte aspettative (lo confessiamo):

Uno scatto fotografico sulla comunicazione enogastronomica, uno sguardo diffuso sul comunicare il cibo e il bere, un’analisi del presente, il racconto del passato, una proiezione di quello che sarà il futuro della comunicazione food & wine.

Parlare di come fare bene comunicazione enogastronomica partendo da quello che è stato fatto e quello che si può fare in futuro è sicuramente una bella sfida e non una delle più facili (come alla fine si è dimostrato essere).

La nascita dell’iniziativa è altresì da tenere in particolare considerazione: questo speciale momento d’incontro è stato fortemente voluto da Stefano Bonilli (aka @paperogiallo), fondatore del Gambero Rosso e di Gazzetta Gastronomica, purtroppo recentemente scomparso. L’incontro nasceva come: “una riunione nella quale discutere con chi è impegnato in iniziative nuove in Italia e all’estero e dove ascoltare chi ha già dato vita a progetti innovativi non solo nel mondo del food” .

E così è stato. Ma forse è stato anche qualcosa di più.
Le tante opinioni diverse e discordanti ritrovate in rete durante e dopo l’evento probabilmente hanno fatto capire a tutti i presenti quanto sia lunga la strada da percorrere verso una direzione comune. Le nostre aspettative da un lato sono state mantenute (i temi trattati sono stati comunque di notevole interesse), ma dall’altro ci siamo rese conto che anche il settore della comunicazione enogastronomica risente di una certa rigidità soprattutto nei rapporti tra i diversi “attori”.

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Per amor di cronaca e per fare chiarezza su quanto è emerso riassumiamo di seguito i diversi punti di vista ritrovati in rete in questi giorni. Un esercizio che crediamo serva per farsi un po’ un’idea sulla complessità dell’argomento.

La prima testimonianza che abbiamo trovato in rete, già la sera della domenica, è il live tweeting gentilmente organizzato e messo a disposizione su Seejay da @cieffe27 (“il mio modo per riordinare gli appunti, va fatto a caldo per non ridursi a un semplice tweet wall” dice lui – “molto utile, aggiungiamo noi”).

Poi c’è stato l’articolo di @Maricler dal titolo “Tre punti per App.etite“.
Uno scritto lucido, intelligente e molto sincero che fornisce 3 spunti su cui riflettere davvero:

  1. “le competenze sono sopravvalutate (o sottovalutate) – chi l’ha detto che deve essere la persona che più sa di cibo la più brava a comunicarlo?”;
  2. “il mondo food deve imparare a farsi permeare da settori diversi e riconoscere la competenze in quei settori per costruire insieme un percorso di eccellenza”;
  3. “fate le slides, presentatevi e predisponetevi a comunicare”: un invito aperto rivolto a tutti i relatori in generale (ma in particolare alla maggior parte di quelli intervenuti) – “chi è sul palco è lì per trasmettere qualcosa” ed esistono davvero tanti mezzi, strumenti e modi per farlo (qualcuno ci è riuscito bene, e probabilmente non a caso era straniero).

Abbiamo ritrovato poi altri due articoli dai toni e modi completamente diversi: quello di Federico Decesare Viola su Food24 e quello di Sandra Salerno (aka @toccodizenzerosul suo blog dal titolo “App.etite: cosa ci aspettiamo dopo?” di cui condividiamo pienamente, tra le altre cose, l’idea di base del titolo e la sua conclusione:

Basta lagnarsi e rimbocchiamoci tutti le maniche che forse è giunto il momento.

E ancora, immancabili il post di Identità Golose e una piccola riflessione di Intravino.

Finiamo (e non a caso) con il report ufficiale su la Gazzetta Gastronomica, da cui abbiamo estrapolato alcune parti:

Parlare di editoria gastronomica insieme per tentare di capire verso dove andare, come stiamo, chi siamo, quali sono le nostre fragilità ma soprattutto le nostre forze. Questo voleva essere il senso di questo incontro. Non un numero zero ma un tentativo di dialogo, scambio e confronto. […] Non erano gli stati generali dell’editoria gastronomica, come qualcuno ha erroneamente titolato, ma l’inizio di un ragionamento […].
Le polemiche, gli assenti, le critiche sono andati di pari passo con la voglia di trovare delle tessere di un mosaico troppo vario da comporre in un solo incontro […].
Intanto diteci chi e cosa avreste voluto ad App.etite. Streaming a parte. Perché, come ha detto Massimo Bottura in chiusura, bisogna smettere di dire e comunicare e bisogna iniziare a fare.

Una richiesta aperta che presume una risposta.
Bene, ecco le nostre considerazioni (streaming a parte – che comunque riteniamo importante).

1 – App.etite dovrebbe diventare un appuntamento periodico dove ritrovarsi e poter andare avanti. Ok, non voleva essere un “numero zero”, ma non può rimanere nemmeno un’occasione fine a se stessa se si vuole andare avanti costruttivamente insieme alle tante voci che abbiamo constatato essere presenti nel settore. Altrimenti che senso ha?

2 – Facce “nuove” al tavolo degli speaker. E per nuove pensiamo all’altra metà del digitale, che non siano i grandi o piccoli editori solamente ma foodblogger, digital Pr operanti nel food e comunicatori anche con piccole/medie esperienze alle spalle in grado di portare un punto di vista diverso, che esiste e non può essere ignorato.

3- Iniziare a portare avanti insieme la cultura della “semplificazione strategica” (ci piace chiamarla così). Iniziare a “parlare semplice” e non per questo “parlare male o valere/sapere meno”. Diffonderla. Svecchiare i sistemi di comunicazione. Cercare di spiegare alle aziende, per fare un esempio concreto alle cantine, che forse la comunicazione va oltre un punteggio, sicuramente comprensibile ma riduttivo.
La semplicità non è poi così facile come si crede. Vuol dire svestirsi di tante strutture mentali complicate e aprirsi ad un pubblico nuovo cogliendo nuove opportunità.
Un primo passo in questa direzione si è fatto con il bellissimo intervento dall’americana Cathy Huyghe,  Wine columnist  di @Forbes e @Food52 (aka @cathyhuyghe), che ha riportato il livello della comunicazione a qualcosa di “terreno” comprensibile da tutti, per questo esaltante.
L’idea di comunicare il vino abbandonando in parte i tecnicismi per avvicinare nuovi consumatori (stranieri e giovani target) dovrebbe essere facilmente comprensibile e assolutamente condivisa ma per un paese, quale l’Italia, in cui “è passato il messaggio che si può avere paura di sbagliare nella scelta del vino alla carta di un ristorante” (cit. Andrea Gori aka @burde) sicuramente è un gran passo avanti.

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Vi consigliamo di leggere questo bellissimo post di Cathy su Forbes, dedicato sempre al post-App.etite visto però dal punto di vista di questa speaker americana che si sofferma a riflettere sulle differenze comunicative rispetto al prodotto vino in Italia e in USA.
“Who has time to read about wine?” se il tempo è limitato, se il messaggio deve passare velocemente allora la comunicazione deve colpire per una sua qualche caratteristica di forma che può essere l’immediatezza, lo stupore, il coinvolgimento e tutto quanto possa emozionare (i punteggi per far questo non servono). Noi di questo ne siamo fermamente convinte e, nel nostro piccolo, attraverso il lavoro sul nostro nuovo blog “Pane, vino e web”, stiamo cercando di diffondere il concetto agli operatori di settore che la semplicità nel modo di comunicare è necessaria per aprirsi nuove strade.

Forse un articolo un po’ lungo questo ma la complessità dell’argomento lo richiedeva. Forse la bibliografia che abbiamo trovato in questi giorni non è completa, se avete da segnalarci altri articoli ci farebbe piacere e potete farlo nei commenti al post.
La nostra intenzione era di tenere traccia di tutto quanto è emerso da questo confronto.
Noi siamo positive e vogliamo assolutamente essere costruttive nei confronti del futuro della comunicazione enogastronomica. Ci sarà da fare un percorso lungo e tanti cambiamenti, ma questo non deve spaventare.

 

About Stefania Fregni

Appassionata di Comunicazione e Marketing nella vita e per lavoro, sono consulente da oltre 10 anni, specializzata nel settore Food & Beverage. Negli ultimi anni mi sono avvicinata al mondo del Social Media Marketing e del Marketing Digitale, specializzandomi e collaborando a diversi progetti. Sono amante del buon cibo e del buon bere, mi piace la fotografia e adoro viaggiare. Sono creativa, curiosa, organizzata e appassionata sempre in cerca di nuove avventure!

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Il racconto della “nostra” Festa della Rete 2014

Anche quest’anno a Rimini si è tenuto uno degli appuntamenti del “post” vacanze estive davvero irrinunciabile per chi gravita nel mondo del web per lavoro o passione: la Festa della Rete, o (ex) Blogfest.

Il 12-13-14 di settembre si è infatti svolta l’edizione 2014 dell’evento, alla quale quest’anno eravamo anche invitate come speaker del panel “Il vino può essere pop?” dedicato al mondo del vino e del digitale, e proprio io sono stata l’onorata portavoce di Social Margarita.

Festa della Rete 2014

Prima di parlarvi dell’interessante dibattito che si è creato durante il panel a cui ho partecipato in prima persona volevo riassumere in punti quelli che sono stati i concetti che più mi hanno colpito e che ho portato via dagli incontri che ho seguito:

1) Non basta dire la parola “storytelling” (tanto di moda ora  😉 )! Le storie diventano forti se sono autentiche e chi lavora nel digitale deve trovare la chiave perfetta per raccontarle al target di riferimento con la giusta voce. I consumatori, anche nel digital, sono poco interessati a storie poco emozionali e coinvolgenti, solo una narrazione “che sa di vero” può essere lo strumento adatto, i consumatori vogliono entrare in un “mondo” narrativo. (Dal Panel: “Storytelling digitale: come il racconto di moda si evolve in rete”)

2) Una chiave vincente per le aziende che cercano collaborazioni attraverso influencer/opinion leader o blogger  è quella di ingaggiare coloro che già condividono i valori e lo stile del brand. In questo modo le azioni saranno credibili ed esponenzialmente efficaci, a prescindere dal numero dei follower degli stessi. (Dal panel:“Rudy contro tutti: quanto gli influencer contano davvero” )

3) La moda in passato costruiva stereotipi. Oggi è costretta invece a costruire degli archetipi narrativi (Paolo Iabichino dal panel:“Storytelling digitale: come il racconto di moda si evolve in rete”)

4) I brand del lusso che hanno una chiara storia di marchio da raccontare (già consolidata attraverso altre attività di marketing) possono completare l’esperienza di marca attraverso i media digitali. (Dal panel: “Consumatori 2.0: digital e lusso esperenziale”).

5) L’Italia è un Paese che sta cercando di digitalizzarsi, anche in Parlamento. Ma i blocchi burocratici e culturali sono davvero enormi, anche per chi sta cercando di rivoluzionare determinati ambienti ( Dal panel: “La Carta dei diritti di Internet” e “Colazione con… Stefano Quintarelli e Domitilla Ferrari)

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Il panel a cui ho parlato mi ha davvero stupito per gli spunti che sono stati offerti dagli interlocutori! Ammetto che non pensavo di trovarmi in perfetta sintonia con colleghi giornalisti (Dan Lerner), sommelier (Adua Villa), wine-blogger (Jacopo Cossater), esperti di comunicazione visual (Ilaria Barbotti) e anche con un rappresentante di una grande azienda vinicola (Francesco Zonin): spesso ho infatti vissuto l’ambiente del vino (in ambito soprattutto della comunicazione) come poco “social” e soprattutto poco lungimirante sul tipo di percorso comunicativo che doveva intraprendere questo settore, soprattutto in un’ottica di internazionalizzazione.

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Quello che è emerso da questa stimolante discussione è stato invece una volontà condivisa di cambiare linguaggio, di farsi più semplici per arrivare davvero a tutti, non solo ai veri esperti del vino (target che rappresenta tra l’altro solo il 10% del mercato del vino). I media digitali ci danno molti strumenti e personalmente, come ho detto nel mio intervento, credo fondamentale unire allo storytelling anche l’edutaintment, ossia il fornire contenuti di valore aggiunto che insegnino e contemporaneamente divertano. Ho citato in merito anche due casi dall’estero davvero interessanti di “best practice” su due target diversi di mercato: Mirabeu Wines e Barefoot Wines. Vi invito a visitarli e coglierne gli interessanti spunti ;).

E’ stato davvero motivante vedere quanto imprenditori e comunicatori italiani siano allineati sul futuro che dovrebbe prendere la comunicazione del mondo del vino, anche dovendo confrontarsi con molte resistenze e blocchi che purtroppo sono presenti ad oggi. Il vino, soprattutto legato alla nostra splendida Italia, è così magico che non resta che raccontarla a tutto il mondo quella storia e sono sicura che ne rimarranno tutti molto affascinati. E la risposta è: Sì! Il vino può essere pop 🙂

Vi lasciamo con una selfie di rito di tutto il team al completo e con un arcobaleno che ha baciato alla sua partenza la Festa della Rete 🙂

Team Social Margarita

Arcobaleno

About Valeria Moschet

Dopo una consolidata esperienza retail e commerciale nei settori abbigliamento e accessori, ho intrapreso una nuova sfida professionale e mi sono specializzata in Social Media Marketing. Da allora con grande passione ed entusiasmo lavoro come consulente per aziende di varie dimensioni e mercati, ma sono specializzata nei settori del Beauty, Moda e Lifestyle. Sono formatrice su temi dei social media e del Web 2.0.

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Digital Risto: un corso per rendere appetitosa online un’attività nel mondo della ristorazione

Il cibo nell’universo dei social media è sicuramente uno dei temi più popolari: nel mondo del web 2.0 possiamo trovare condivise infinite “esperienze” culinarie su social come Facebook, Instagram, blog e tanto altro.

Alzi la mano chi non ha condiviso almeno una volta la foto di qualche sfizioso piatto che stava per mangiare 😉

Food

I social media sono quindi prepotentemente diventati uno strumento fondamentale per mettere in pratica un’efficace strategia di food marketing online, un canale imprescindibile tutte le aziende che operano nel settore della ristorazione. Questi potenti strumenti possono essere davvero utili per:

  • Fare branding, ossia far conoscere la propria attività.
  • Fidelizzare i clienti.
  • Sfruttare il passaparola.
  • Fare listening di mercato: comprendere e magari anticipare le tendenze anche nel mondo enogastronomico. Capire le esigenze dei clienti.
  • Sfruttare questi strumenti per il costumer service: gestione critiche e feedback in modo veloce ed efficace.
  • Conoscere e monitorare meglio la concorrenza.

Tutte queste ragioni per cui utilizzare i social media per la promozione della propria attività nel mondo della ristorazione valgono sicuramente per le aziende di ogni dimensione, ma crediamo siano ancora più utili per le piccole attività (bar/ristoranti ecc.) che possono trarne in proporzione degli enormi vantaggi potendo, con una spesa tutto sommato contenuta, promuovere la propria attività con strumenti che potenzialmente possono raggiungere un pubblico vastissimo.

Abbiamo quindi progettato, in collaborazione con la preparatissima PR del mondo del food Mariachiara Montera di The Chef is on The Table  (alias @maricler) un corso pensato specificamente per comunicare questo settore nel web 2.0 nel migliore dei modi : è nato così “Digital Risto: come rendersi appetitosi online”.

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Il corso servirà a spiegare oggi quale sia il rapporto tra social media e mondo del food, con l’obiettivo di capire come le aziende e le attività del settore possano sviluppare al meglio la relazione con i clienti e raccontarsi ai propri clienti, o potenziali tali, in maniera coinvolgente ed efficace.

La prima edizione del corso (8h full immersion) si terrà a Bologna il 29 Settembre presso lo spazio di co-working Granata Hub (tutte le info e i costi qui). Contiamo di portare in giro per l’Italia questo format e di perfezionarlo sempre più grazie anche alle preziose esperienze di condivisione che saranno alla base delle nostre giornate di formazione. Nel corso, oltre a passare in rassegna strumenti e piattaforme utili a comunicare il food, verrà anche dedicata una parte all’approfondimento di casi di successo da oltreoceano dai quali cogliere preziosi suggerimenti da “esportare” :).

Storie di Successo digital ristorazione

La location del pranzo (che sarà molto particolare e divertente ed è compresa nella quota di partecipazione) sarà una sorpresa e ovviamente sarà tutta da fotografare e da condividere sui social! Le nozioni del corso le facciamo applicare “live subito”… non potrebbe essere stato altrimenti 😉

Vi aspettiamo 🙂

About Valeria Moschet

Dopo una consolidata esperienza retail e commerciale nei settori abbigliamento e accessori, ho intrapreso una nuova sfida professionale e mi sono specializzata in Social Media Marketing. Da allora con grande passione ed entusiasmo lavoro come consulente per aziende di varie dimensioni e mercati, ma sono specializzata nei settori del Beauty, Moda e Lifestyle. Sono formatrice su temi dei social media e del Web 2.0.

cocktail DFD14

I Digital Food Days: quando il Social Eating è a tema digitale

Digital Food Days 2014Dal 31 maggio all’8 giugno 2014 si sono tenuti i Digital Food Days, ossia le cene “social” a tema digitale. Questo simpatico evento, che si tiene ogni anno, è organizzato da Gnammo in collaborazione con il Digital Festival.

Gnammo, il social network italiano dove è possibile organizzare a casa propria delle cene e parteciparne ad altre (magari con perfetti sconosciuti) è stato il fulcro organizzativo di questo digital evento. Per chi non la conoscesse, questa community è nata per praticare il “social eating”, ossia usare il cibo e la convivialità a tavola per incontrare nuove persone interessanti; è rivolta tanto ai professionisti quanto ai semplici appassionati di cucina.

Tramite questa piattaforma è stato possibile infatti prenotarsi alle cene (circa 30 location 15 diverse città in Italia) e sedersi a tavola, davanti a dei piatti sfiziosi, per conversare con un guru digitale specializzato in un tema specifico tra turismo, media 2.0 e fashion.

Digital Food Days 2014Io ho avuto il piacere di poter prendere parte a due cene in Veneto: la prima organizzata da Marion e Fabio di JolieNight con ospiti i simpaticissimi esperti di personal branding Damiano Bordignon ed Enrico Bisetto di Sestyle, la seconda nel meraviglioso scenario del campus di H-Farm con gli esperti di Turismo 2.0 Mirko Lalli e Robert Piattelli di BTO International.

Sono state due serate molto diverse, la prima più intima la seconda un pò più formale ma in entrambe ho avuto il piacere di conoscere molte persone davvero interessanti e con le quali sono già nate delle digital-collaborazioni. Certo tra digital addicted nessuno si è meravigliato se ad ogni piatto si scattavano 1000 foto (come faccio anche io sempre e chi lo sa mi conosce :P) a pietanze, cocktail, bicchieri di vino o altri particolari… Diciamo che l’uso del telefono a tavola era autorizzato e noi ne abbiamo dato libero sfogo :P. Certo devo dire che ad un certo punto delle cene però le chiacchiere hanno preso il sopravvento sui social e il mio telefono è andato a riposare in borsetta 😉

Eccovi due cartoline che riassumono le due bellissime serate:

Digital Food days Gnammo_ Social Margarita

Digital Food Days H-Farm

A mio parere lo scopo di queste serate è stato raggiunto al 100%, perchè in fondo fare networking davanti a dell’ottimo cibo in atmosfere informali è il modo migliore per far nascere un sacco di super idee. Ed è stato un momento importante anche di avvicinamento al mondo digital per qualche gnammer che non lo conosceva ancora bene, magari nelle nuove professioni che da esso sono nate (come la nostra).

Il prossimo anno il nostro team Social Margarita si proporrà sicuramente a Gnammo come uno degli organizzatori di una Digital Social Dinner 😉

About Valeria Moschet

Dopo una consolidata esperienza retail e commerciale nei settori abbigliamento e accessori, ho intrapreso una nuova sfida professionale e mi sono specializzata in Social Media Marketing. Da allora con grande passione ed entusiasmo lavoro come consulente per aziende di varie dimensioni e mercati, ma sono specializzata nei settori del Beauty, Moda e Lifestyle. Sono formatrice su temi dei social media e del Web 2.0.

Vinitaly 2014 la nostra fotografia digitale

#Vinitaly2014: tra vino, hashtag e social media

Siamo di ritorno da 2 giorni di Vinitaly, appuntamento chiave per il settore del vino, e con grande piacere abbiamo potuto constatare che pian piano sempre più cantine si stanno avvicinando al mondo del social media marketing e marketing digitale. Se alcuni dei più grandi produttori di vino italiani, famosi in tutto il mondo, sono stati pionieri in questo ambito, la maggior parte delle cantine, soprattutto le più piccole, ha sempre faticato ad avvicinarsi ad un approccio “social” per la promozione del proprio vino. Ma probabilmente qualcosa sta cambiando.

È bastato guardarsi intorno tra gli stand per capire che qualcuno si sta muovendo. Chi meglio, chi peggio, chi con grande eco, chi con meno, molti sono stati gli espositori ad affiancare alla propria strategia tradizionale offline l’approccio online. Girando tra i padiglioni e navigando tra i diversi social network, abbiamo avuto l’impressione che le singole iniziative digitali siano state davvero tante e questo, come detto, ci rende felici.

Abbiamo raccolto alcuni scatti fotografici di quanto abbiamo notato e alcuni spunti ci sembrano davvero interessanti. Molto bella l’idea della cantina Siciliana Planeta Winery di dedicare un’intera parete ai bei traguardi raggiunti sui propri canali social.

 

Planeta Winery Vinitaly 2014

 

Divertente il mega-cartellone di #baccofelice di Albea Vini, che invitava gli utenti a farsi ritrarre nei panni di Bacco e a condividere le foto sui propri profili. Sempre molto attiva e seguitissima, poi, la cantina siciliana Donnafugata che ha lanciato già da un po’ l’hashtag #DonnafugataTime per valorizzare il “tempo” trascorso degustando i vini dell’azienda.

 

baccofelice_donnafugatatime

 Interessante anche la campagna di comunicazione coordinata di Monterossa Franciacorta dal titolo e hashtag corrispondente #ilfranciacortachespacca

Tanti sono effettivamente stati gli hashtag proposti dalle cantine, più o meno lanciati in concomitanza con la manifestazione, tra questi ne abbiamo intercettati alcuni e vogliamo riportarli: #winetogether di Masi Agricola, #chianticool del Consorzio del Chianti, #enjoytrentodoc di Trento Doc e #tastingfranciacorta del Consorzio Franciacorta. 

Sempre nello stesso ambito ricordiamo anche #vinopop, challenge che riguarda il vino, promosso su Instagram con il supporto degli Instagrammer Italia, che al momento ha lanciato il primo “tema” #bollicinequotidiane in collaborazione con Adua Villa e il Consorzio Tutela Prosecco Doc.

Infine, vogliamo parlarvi di un’altra iniziativa che ha coinvolto da vicino anche noi: quella del Consorzio della Strada dei Vini dei Sapori e dei Colli di Rimini che con il suo hashtag #riminiwinestyle vuole promuovere e raccontare un territorio e tutte le sue tipicità. Siamo state invitate come blogger ad una degustazione di vini di due giovani cantine loro consorziate: la Collina dei Poeti e la Tenuta Carbognano. Abbiamo ascoltato racconti emozionanti che ci hanno proprio fatto riflettere su cosa c’è dietro la promozione di una regione: persone appassionate che amano la loro terra e che vogliono raccontarla agli altri. Questa foto di gruppo postata dall’Assessore del Turismo della Provincia di Rimini, Fabio Galli, sul proprio profilo di Facebook, lo testimonia.

Pubblicazione di Fabio Galli.

È stata una bella opportunità che ci ha trasmesso la voglia di visitare queste terre e di farci promotrici di questa esperienza.

Siamo consapevoli che di iniziative digitali degne di nota come queste ce ne saranno state tante altre ancora, vi invitiamo quindi a segnalarcele! Ci farebbe piacere raccogliere nei commenti di questo post altri hashtag riguardanti il mondo del vino.

About Stefania Fregni

Appassionata di Comunicazione e Marketing nella vita e per lavoro, sono consulente da oltre 10 anni, specializzata nel settore Food & Beverage. Negli ultimi anni mi sono avvicinata al mondo del Social Media Marketing e del Marketing Digitale, specializzandomi e collaborando a diversi progetti. Sono amante del buon cibo e del buon bere, mi piace la fotografia e adoro viaggiare. Sono creativa, curiosa, organizzata e appassionata sempre in cerca di nuove avventure!

Bellezza Sostenibile Davines

Partner “social” di Davines per la Giornata della Bellezza Sostenibile

In occasione della Terza Giornata della Bellezza Sostenibile, l’evento organizzato da Davines Italia, per sensibilizzare i saloni affiliati ed i loro clienti a temi legati all’ecosostenibilità, fondamentali per questa azienda,  io e Paola siamo state coinvolte con nostro grande piacere come partner social e blogger ufficiali dell’evento.

Terza giornata della bellezza sostenibile Davines

 

 

 

 
L’evento si è tenuto il 3 Marzo 2014 in tutta Italia presso i saloni che hanno aderito all’iniziativa: i clienti che si sono recati in questi esercizi, ricevendo un trattamento di taglio o piega, hanno potuto poi fare una libera offerta per il servizio ottenuto, sapendo che tale importo sarebbe stato poi totalmente devoluto ad un progetto di riforestazione, gestito da Life Gate, nella Riserva Sakalalina nel Madagascar meridionale. Un modo, sia per i saloni che per i clienti, di mettersi in gioco e sostenere che bellezza ed ecosostenibilità possono andare davvero a braccetto, grazie anche ad un’azienda che ha reso questi valori primari per il proprio business.

Kit Davines Bellezza Sostenibile

Dopo avere seguito il pre-evento in collaborazione con l’ufficio di Social Media Marketing di Davines con attività sul blog ufficiale, sulla pagina Facebook e di Pr con le beauty blogger, abbiamo raccontato la giornata “live” andando di persona a vivere questa esperienza presso un salone della nostra città. Io sono andata a Bologna presso il Comfort Zone Space e Paola ha visitato il salone Sensazioni di San Benedetto del Tronto (AP).
Vi raccontiamo allora con due photo-collage la nostra giornata 🙂

Ecco il mio:

Valeria Moschet Comfort Zone Space Bologna

Ed ecco qui quello di Paola:

Paola Valeri Salone Sensazioni Davines

Ma non è finita qui… questo evento si concluderà con un altro momento live molto importante in occasione della fiera Cosmoprof a Bologna dove saranno premiati i saloni “Best Decorators” (per l’occasione era stato richiesto di decorare il salone in stile eco-chic) e l’autore della foto più bella, tra quelle inviate dai clienti ed ispirate appunto a questo tema, del concorso Instagram “Bellezza Sostenibile“. Ovviamente saremo presenti anche in questa occasione e racconteremo con le nostre foto, tweet e post la giornata 😉

Seguire a 360° un appuntamento come questo è stato per noi davvero interessante: solo così siamo riuscite a cogliere le tante sfumature della promozione di un evento attraverso i social media vivendone anche la sua parte offline. Un grande onore è stato poi collaborare ancora una volta con un’azienda dell’importanza di Davines :).

About Valeria Moschet

Dopo una consolidata esperienza retail e commerciale nei settori abbigliamento e accessori, ho intrapreso una nuova sfida professionale e mi sono specializzata in Social Media Marketing. Da allora con grande passione ed entusiasmo lavoro come consulente per aziende di varie dimensioni e mercati, ma sono specializzata nei settori del Beauty, Moda e Lifestyle. Sono formatrice su temi dei social media e del Web 2.0.