Archivio per la Categoria ‘Social Media nel Food e Beverage’ Category

PaneVinoeWeb_ilBlog

Nasce Pane, Vino e Web: il blog dedicato al digital e al social media marketing nel mondo del food e del vino

È da un po’ che ci stavamo pensando e alla fine ci siamo decise!
È online il nostro nuovo blog Pane, Vino e Web interamente dedicato al mondo del web 2.0 applicato al Food & Beverage, in particolare al vino.

L’idea di creare  Pane,Vino e Web è nata quasi per caso (come la tradizione delle migliori idee vuole 😉 ) durante uno dei nostri spostamenti in treno. Mentre ci confrontavamo sui nostri ultimi progetti lavorativi nel campo del vino e della ristorazione ci siamo chieste: visto che abbiamo raccolto così tanto materiale e diversa esperienza a riguardo perché non apriamo uno spazio sul web dedicato a queste tematiche? Perché non creiamo un luogo dove parlare nel modo più semplice e immediato possibile di social media marketing, digitale e web 2.0 nel Food & Beverage, per aiutare le aziende che operano in questi settori, ma anche gli appassionati, a capire come poter comunicare correttamente in quest’affascinante “nuovo” mondo?

Logo Pane Vino e Web

Chi segue Social Margarita da un po’ sa che lavoriamo già da tempo in questi settori, anche nella comunicazione tradizionale, e che il grande interesse per queste tematiche ci ha fatto portare avanti vari progetti e percorsi di formazione dedicati a questi ambiti, come Vino 2.0 DigitalRisto. La passione, poi, ci ha fatto anche aprire alcune Community sempre dedicate a questi temi: una su GPlus e una su Linkedin alle quali vi invitiamo ovviamente ad unirvi! 🙂

A parte la nostra “vocazione” e background professionale, il motivo per cui abbiamo creato Pane, Vino e Web è anche un altro e molto semplice: di digital e social media marketing applicato al mondo del Food & Beverage c’è davvero tanto da raccontare. Se in passato cibo e bevande sono stati i protagonisti di opere di grandi scrittori, poeti e artisti, oggi più che mai, nell’era del web 2.0, questi argomenti continuano ad attirare l’attenzione dei più e a far parlare di sé. Mangiare e bere per gli esseri umani non sono solo necessità fisiologiche ma costituiscono momenti carichi di significati culturali, sociali e simbolici che con l’avvento delle nuove tecnologie e le possibilità offerte dal web si sono moltiplicati perché possono essere vissuti e condivisi anche a distanza – basti pensare al fenomeno tanto attuale del foodporn in rete.

IlVinoNonSiBeveSoltanto

Per non parlare poi del vino che è l’oggetto sociale per eccellenza possedendo una natura esperienziale intrinseca che gli attribuisce la fama di essere la bevanda più social. L’esperienza di bere il vino, infatti, è un qualcosa che coinvolge a 360° ed è profondamente legata al momento di consumo e a tutta la sfera emozionale delle sensazioni che nascono durante la degustazione. E proprio di vino e digitale siamo state invitate a parlare in occasione del prossimo BlogFest, la Festa della Rete a Rimini, in un panel dal titolo: “Il Vino può essere Pop?” – ovviamente siete tutti invitati! 🙂

Non ci resta quindi augurarci che questa nostra nuova idea vi piaccia e che diventiate assidui frequentatori di Pane, Vino e Web! 🙂

bread photo credit: Diana Eftaiha via photopin cc

About Stefania Fregni

Appassionata di Comunicazione e Marketing nella vita e per lavoro, sono consulente da oltre 10 anni, specializzata nel settore Food & Beverage. Negli ultimi anni mi sono avvicinata al mondo del Social Media Marketing e del Marketing Digitale, specializzandomi e collaborando a diversi progetti. Sono amante del buon cibo e del buon bere, mi piace la fotografia e adoro viaggiare. Sono creativa, curiosa, organizzata e appassionata sempre in cerca di nuove avventure!

Digital Risto_ corso social media mondo ristorazione

Digital Risto: un corso per rendere appetitosa online un’attività nel mondo della ristorazione

Il cibo nell’universo dei social media è sicuramente uno dei temi più popolari: nel mondo del web 2.0 possiamo trovare condivise infinite “esperienze” culinarie su social come Facebook, Instagram, blog e tanto altro.

Alzi la mano chi non ha condiviso almeno una volta la foto di qualche sfizioso piatto che stava per mangiare 😉

Food

I social media sono quindi prepotentemente diventati uno strumento fondamentale per mettere in pratica un’efficace strategia di food marketing online, un canale imprescindibile tutte le aziende che operano nel settore della ristorazione. Questi potenti strumenti possono essere davvero utili per:

  • Fare branding, ossia far conoscere la propria attività.
  • Fidelizzare i clienti.
  • Sfruttare il passaparola.
  • Fare listening di mercato: comprendere e magari anticipare le tendenze anche nel mondo enogastronomico. Capire le esigenze dei clienti.
  • Sfruttare questi strumenti per il costumer service: gestione critiche e feedback in modo veloce ed efficace.
  • Conoscere e monitorare meglio la concorrenza.

Tutte queste ragioni per cui utilizzare i social media per la promozione della propria attività nel mondo della ristorazione valgono sicuramente per le aziende di ogni dimensione, ma crediamo siano ancora più utili per le piccole attività (bar/ristoranti ecc.) che possono trarne in proporzione degli enormi vantaggi potendo, con una spesa tutto sommato contenuta, promuovere la propria attività con strumenti che potenzialmente possono raggiungere un pubblico vastissimo.

Abbiamo quindi progettato, in collaborazione con la preparatissima PR del mondo del food Mariachiara Montera di The Chef is on The Table  (alias @maricler) un corso pensato specificamente per comunicare questo settore nel web 2.0 nel migliore dei modi : è nato così “Digital Risto: come rendersi appetitosi online”.

DigitalRisto_corso social media marketing attività ristorazione

Il corso servirà a spiegare oggi quale sia il rapporto tra social media e mondo del food, con l’obiettivo di capire come le aziende e le attività del settore possano sviluppare al meglio la relazione con i clienti e raccontarsi ai propri clienti, o potenziali tali, in maniera coinvolgente ed efficace.

La prima edizione del corso (8h full immersion) si terrà a Bologna il 29 Settembre presso lo spazio di co-working Granata Hub (tutte le info e i costi qui). Contiamo di portare in giro per l’Italia questo format e di perfezionarlo sempre più grazie anche alle preziose esperienze di condivisione che saranno alla base delle nostre giornate di formazione. Nel corso, oltre a passare in rassegna strumenti e piattaforme utili a comunicare il food, verrà anche dedicata una parte all’approfondimento di casi di successo da oltreoceano dai quali cogliere preziosi suggerimenti da “esportare” :).

Storie di Successo digital ristorazione

La location del pranzo (che sarà molto particolare e divertente ed è compresa nella quota di partecipazione) sarà una sorpresa e ovviamente sarà tutta da fotografare e da condividere sui social! Le nozioni del corso le facciamo applicare “live subito”… non potrebbe essere stato altrimenti 😉

Vi aspettiamo 🙂

About Valeria Moschet

Dopo una consolidata esperienza retail e commerciale nei settori abbigliamento e accessori, ho intrapreso una nuova sfida professionale e mi sono specializzata in Social Media Marketing. Da allora con grande passione ed entusiasmo lavoro come consulente per aziende di varie dimensioni e mercati, ma sono specializzata nei settori del Beauty, Moda e Lifestyle. Sono formatrice su temi dei social media e del Web 2.0.

Vinitaly 2014 la nostra fotografia digitale

#Vinitaly2014: tra vino, hashtag e social media

Siamo di ritorno da 2 giorni di Vinitaly, appuntamento chiave per il settore del vino, e con grande piacere abbiamo potuto constatare che pian piano sempre più cantine si stanno avvicinando al mondo del social media marketing e marketing digitale. Se alcuni dei più grandi produttori di vino italiani, famosi in tutto il mondo, sono stati pionieri in questo ambito, la maggior parte delle cantine, soprattutto le più piccole, ha sempre faticato ad avvicinarsi ad un approccio “social” per la promozione del proprio vino. Ma probabilmente qualcosa sta cambiando.

È bastato guardarsi intorno tra gli stand per capire che qualcuno si sta muovendo. Chi meglio, chi peggio, chi con grande eco, chi con meno, molti sono stati gli espositori ad affiancare alla propria strategia tradizionale offline l’approccio online. Girando tra i padiglioni e navigando tra i diversi social network, abbiamo avuto l’impressione che le singole iniziative digitali siano state davvero tante e questo, come detto, ci rende felici.

Abbiamo raccolto alcuni scatti fotografici di quanto abbiamo notato e alcuni spunti ci sembrano davvero interessanti. Molto bella l’idea della cantina Siciliana Planeta Winery di dedicare un’intera parete ai bei traguardi raggiunti sui propri canali social.

 

Planeta Winery Vinitaly 2014

 

Divertente il mega-cartellone di #baccofelice di Albea Vini, che invitava gli utenti a farsi ritrarre nei panni di Bacco e a condividere le foto sui propri profili. Sempre molto attiva e seguitissima, poi, la cantina siciliana Donnafugata che ha lanciato già da un po’ l’hashtag #DonnafugataTime per valorizzare il “tempo” trascorso degustando i vini dell’azienda.

 

baccofelice_donnafugatatime

 Interessante anche la campagna di comunicazione coordinata di Monterossa Franciacorta dal titolo e hashtag corrispondente #ilfranciacortachespacca

Tanti sono effettivamente stati gli hashtag proposti dalle cantine, più o meno lanciati in concomitanza con la manifestazione, tra questi ne abbiamo intercettati alcuni e vogliamo riportarli: #winetogether di Masi Agricola, #chianticool del Consorzio del Chianti, #enjoytrentodoc di Trento Doc e #tastingfranciacorta del Consorzio Franciacorta. 

Sempre nello stesso ambito ricordiamo anche #vinopop, challenge che riguarda il vino, promosso su Instagram con il supporto degli Instagrammer Italia, che al momento ha lanciato il primo “tema” #bollicinequotidiane in collaborazione con Adua Villa e il Consorzio Tutela Prosecco Doc.

Infine, vogliamo parlarvi di un’altra iniziativa che ha coinvolto da vicino anche noi: quella del Consorzio della Strada dei Vini dei Sapori e dei Colli di Rimini che con il suo hashtag #riminiwinestyle vuole promuovere e raccontare un territorio e tutte le sue tipicità. Siamo state invitate come blogger ad una degustazione di vini di due giovani cantine loro consorziate: la Collina dei Poeti e la Tenuta Carbognano. Abbiamo ascoltato racconti emozionanti che ci hanno proprio fatto riflettere su cosa c’è dietro la promozione di una regione: persone appassionate che amano la loro terra e che vogliono raccontarla agli altri. Questa foto di gruppo postata dall’Assessore del Turismo della Provincia di Rimini, Fabio Galli, sul proprio profilo di Facebook, lo testimonia.

Pubblicazione di Fabio Galli.

È stata una bella opportunità che ci ha trasmesso la voglia di visitare queste terre e di farci promotrici di questa esperienza.

Siamo consapevoli che di iniziative digitali degne di nota come queste ce ne saranno state tante altre ancora, vi invitiamo quindi a segnalarcele! Ci farebbe piacere raccogliere nei commenti di questo post altri hashtag riguardanti il mondo del vino.

About Stefania Fregni

Appassionata di Comunicazione e Marketing nella vita e per lavoro, sono consulente da oltre 10 anni, specializzata nel settore Food & Beverage. Negli ultimi anni mi sono avvicinata al mondo del Social Media Marketing e del Marketing Digitale, specializzandomi e collaborando a diversi progetti. Sono amante del buon cibo e del buon bere, mi piace la fotografia e adoro viaggiare. Sono creativa, curiosa, organizzata e appassionata sempre in cerca di nuove avventure!

Dettagli Foodie Geek Dinner Roma

Le “Foodie Geek Dinner”: quando la passione per il food incontra il 2.0

Le Foodie Geek Dinner sono un evento che fa incontrare “live”, attraverso una cena a tema cha fa tappe in varie città, il mondo delle persone che animano il web 2.0 con la passione per il food e che lo comunicano attraverso i social network (Blog, Instagram, Twitter, Facebook ecc.). Stefania tempo fa vi ha parlato di una serata con loro a Modena, ora vi volevo dare anche la mia visione di questo evento a cui ho recentemente preso parte insieme a Stefania e che mi ha super appassionato! Vi racconterò cosa sono secondo me le serate delle Foodie Geek Dinner attraverso un pò di parole chiave che bene le rappresentano:

Geek&Chic:

Passione Food e Geek

Le organizzatrici (le mitiche Mariachiara Montera e Francesca Gonzales) hanno dato una chiave tutta loro al concetto di “Geek” affiancandolo in modo davvero elegante al mondo del cibo. Dobbiamo ricordare che le immagini nel web 2.0 sono efficaci quanto più evocano un loro stile e mondo ben chiaro, quanto più sanno raccontare una chiara “storia”… Le Foodie Geek Dinner, attraverso loro scelte di stile, ci fanno capire quanto sia possibile raccontare una ricetta, la bellezza del cibo, le materie prime, il momento del pasto con una modalità “chic” e con l’utilizzo di strumenti “geek”, che potenziano lo storytelling di una materia prima o di un piatto.

 

Passione:

Mariachiara Montera e Francesca Gonzales

Mariachiara e Francesca insieme alle persone del loro team (Fabrizio, Andrea e i fotografi Stefano e Benedetta) amano quello che fanno e lo si vede benissimo! L’amore per questo progetto e per il mondo del cibo raccontato sui social è coinvolgente ed è impossibile non farsi contagiare dal loro entusiasmo e dal loro modo di vedere! Adoro questa foto che ho scattato loro a Roma, credo racconti davvero un pochino il loro mondo 🙂

 

Attenzione ai dettagli e professionalità:

Dettagli Foodie Geek Dinner Roma

Le serate delle Foodie Geek sono perfette. Sinceramente rimango sempre molto stupita da tutte le attenzioni dedicate a tutti i dettagli nell’organizzazione di questo evento: inviti, attività di PR, grafiche, foto, decorazioni della serata, menù, scelta degli sponsor, attività di reporting e ufficio stampa post evento… Insomma un mix che soprattutto dimostra, oltre al buon gusto, come si lavora in modo professionale sia nel mondo del 2.0 ma anche nell’offline.

 

Divertimento e Amicizia:

Foodie Geek Dinner Roma

Queste serate sono un’ottima occasione per conoscere le persone che di solito si vedono/frequentano online per la passione del 2.0 e del food. Sono un’ottima occasione per fare network, per confrontarsi e magari trovare nuove idee e progetti da realizzare insieme. Personalmente credo che il vero valore del 2.0 sia quello di concretizzare i rapporti che si instaurano online, credo che questo sia il momento migliore dell’utilizzo dei social network anche per motivi professionali. In questa occasione ho avuto occasione di incontrare anche Ilaria Barbotti (presidentessa di IgersItalia) e Futura Pagano (@futurap), due colleghe che stimo molto e che spero di avere modo di conoscere ancora meglio in futuro 😉

 

Sicuramente in futuro le ragazze delle Foodie Geek Dinner saranno le prime persone che coinvolgerei su un progetto legato al mondo del cibo, credo che il Social Media Marketing abbia bisogno di persone come loro per fare dei progetti davvero “speciali” 🙂

Gadhet Foodie Geek Dinner Roma

Cliccate qui per leggere anche il mio Storify della serata 😉

 

About Valeria Moschet

Dopo una consolidata esperienza retail e commerciale nei settori abbigliamento e accessori, ho intrapreso una nuova sfida professionale e mi sono specializzata in Social Media Marketing. Da allora con grande passione ed entusiasmo lavoro come consulente per aziende di varie dimensioni e mercati, ma sono specializzata nei settori del Beauty, Moda e Lifestyle. Sono formatrice su temi dei social media e del Web 2.0.

Digital Marketing del Vino e Social Media Marketing del Vino by Social Margarita

Digital Marketing e Social Media: la chiave del successo per le cantine nella promozione del vino

 

Riprendo con questo post un tema già affrontato relativo al digital marketing del vino e al rapporto che questo prodotto ha con i social media. Negli ultimi mesi, ho avuto la possibilità di approfondire l’argomento e sono sempre più convinta che gli strumenti messi a disposizione dal mondo del web 2.0 siano perfetti per il vino.

Il vino è sì una “bevanda”, ma allo stesso tempo rappresenta un “oggetto sociale” che avvicina e lega le persone.  Il passaparola deve essere, quindi, considerato dalle cantine come uno degli strumenti principali a disposizione. I social media possono aiutare le cantine a coinvolgere direttamente i propri clienti o quelli potenziali: il web diventa allora il luogo dove interagire con loro. L’utente contribuisce alla creazione del racconto della cantina e del prodotto tramite le foto che scatta, i video che registra, i commenti che scrive: condividendoli sui social media, tutto questo rimane online anche col passare del tempo. Una cantina disponibile ad ascoltare e ad interagire online con i propri clienti è una cantina che è destinata ad aumentare la sua Brand Awareness.

Wine Facts by www.vinoduepuntozero.it | VinoTiAmoI social media hanno attratto probabilmente in modo disordinato ma inevitabile una grande quantità di persone negli ultimi anni e, oggi, praticamente tutti noi utilizziamo almeno una di queste piattaforme quotidianamente. Come rilevato nel Social Media Report 2012 di Nielsen già nel 2011, più dell’80% delle prime 500 aziende presenti su Forbes hanno utilizzato i social media per “connettersi” con i propri clienti. Le aziende che li utilizzano in modo efficiente, non li usano per farsi pubblicità, ma per creare relazioni con i consumatori, quindi per stabilire con loro un rapporto di “fiducia”. La mera pubblicità non è il modo migliore per creare legami con le persone, ma piuttosto un mezzo per fornire al consumatore un messaggio diretto senza riceverne un feedback. L’utilizzo dei social media è completamente diverso da quello della pubblicità tradizionale: i consumatori di oggi sono iper-informati ma hanno continuamente bisogno di conoscere di più del prodotto o servizio che hanno intenzione di comprare e vogliono ricevere un feedback da chi l’ha già acquistato. I social media hanno il potere di limitare l’incertezza dell’acquisto e di aumentare la trasparenza delle aziende perché i consumatori vengono in qualche modo coinvolti nel mondo aziendale.

 

Siamo sicuri allora che le cantine e tutti gli attori che operano nel settore del vino abbiano ben presente le potenzialità di questi strumenti?
L’utilizzo dei social media nell’industria del vino è molto più diffuso nei paesi del “nuovo mondo” (USA, Sud America, Australia ecc.). Il “vecchio mondo” del vino è molto più conservativo e probabilmente sta aspettando che le nuove generazioni di consumatori crescano e invertano il trend. Molto spesso, l’industria del vino ha la tendenza a rimanere legata alla comunicazione tradizionale dimostrando difficoltà ad affidarsi ai nuovi media. Vero è comunque che, sebbene i social media siano uno strumento di comunicazione potente e un importante canale diretto di servizio per il consumatore, intraprendere un programma di Social Media Marketing senza integrarlo a quanto si sta già facendo negli altri canali di comunicazione tradizionale e vendita, probabilmente non porterebbe ai risultati sperati. Ma pensate invece a cosa potrebbe succedere se comunicazione online e offline fossero “mixate” nel modo adeguato!

BareFoot Wine Caso Studio Digital Marketing del Vino by Social MargaritaE’ molto interessante studiare le best practice che provengono da questo “nuovo mondo”. Il caso di Barefoot Wines, ad esempio, è davvero significativo perché mostra come una cantina anche di piccole dimensioni possa competere sul mercato con grandi gruppi grazie ad adeguate strategie di comunicazione online e al corretto utilizzo dei social media. Oggi Barefoot Wines ha 4 volte più follower di Jacob’s Creek su Twitter (oltre 11.000) e quasi 395.000 mi piace su Facebook (contro i 373.000 di Jacob’s Creek).

 

Di questi e di altri casi mi sono interessata negli ultimi mesi nella preparazione di un corso di cui sarò relatrice dal titolo Digital Marketing del Vino in Italia e all’estero: Social, Blog e E-commerce che si terrà a Milano il 5 dicembre. Insieme a me, saranno presenti altri professionisti del mondo dei Social Media e del Marketing Digitale: Andrea AlbaneseRudy BandieraValeria Moschet e Gian Piero Staffa. E’ un corso di livello intermedio/avanzato e si rivolge agli imprenditori e manager delle aziende vinicole, direzione vendite, responsabili marketing e comunicazione e ai responsabili di progetti web/online e social media per il settore vinicolo.

Se siete appassionati, come me, di Vino e Digitale vi invito poi a visitare il nostro nuovo blog vinoduepuntozero, realizzato in collaborazione con NetPropaganda. Legati al Blog vi segnalo anche i diversi canali social di VinoTiAmo, dedicati a chi ama il vino e ne vuole parlare in termini di comunicazione digitale.

 
[Fonti: www.wineconversation.com | www.nielsen.com]

About Stefania Fregni

Appassionata di Comunicazione e Marketing nella vita e per lavoro, sono consulente da oltre 10 anni, specializzata nel settore Food & Beverage. Negli ultimi anni mi sono avvicinata al mondo del Social Media Marketing e del Marketing Digitale, specializzandomi e collaborando a diversi progetti. Sono amante del buon cibo e del buon bere, mi piace la fotografia e adoro viaggiare. Sono creativa, curiosa, organizzata e appassionata sempre in cerca di nuove avventure!

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Quando un furgone da street food dà lezioni di Social Media Marketing

Qualche giorno fa mi sono imbattuta nella storia di Kianta, John e del loro furgone da street food soprannominato Lazarus: sebbene la loro società The Cravings Truck nel frattempo si sia sciolta trovo che la loro esperienza costituisca un ottimo esempio.

I due fidanzati americani di Tallahassee hanno aperto la loro attività nel 2010 e, studiando le mosse della concorrenza, si sono resi conto che gli altri ristoratori mobili si erano già mossi da tempo sui vari social network, in particolare Twitter e Facebook, hanno capito quindi che per avere successo era necessario distinguersi non limitandosi ad essere presenti, ma diventando creatori di contenuti.

craving_truck

 

La loro prima mossa è stata quella di integrare ed incoraggiare l’uso di Foursquare: non solo i loro check in venivano visualizzati anche su Facebook e Twitter attirando quindi potenziali consumatori, ma i clienti stessi venivano incoraggiati a registrarsi con degli special appetibili come una bibita o un dolce gratuito, coinvolgendo quindi a loro volta amici e follower.

Kianta e John hanno anche stipulato vantaggiose partnership con altre piccole imprese locali: ad esempio, durante l’inaugurazione di un nuovo negozio di abbigliamento per giovani donne hanno ottenuto il permesso di piazzare il loro furgone in una delle vie più frequentate dalla città, invitando in cambio i propri clienti, sia tramite check-in sia con l’interazione diretta, a visitare la boutique.

Tramite Twitter e Facebook i gestori del Cravings Truck hanno anche cercato di aumentare il più possibile l’engagement dei loro fan, proponendo sondaggi per decidere il gusto del “Waffle della settimana”, promuovendo specifici hashtag e, talvolta, intitolando il piatto all’utente più attivo. La loro fan base veniva chiamata Cravers, aumentando così il senso di appartenenza del pubblico.

Un’altra mossa vincente è stata quella di utilizzare Twitter non solo per il customer service, rispondendo con particolare attenzione agli eventuali tweet negativi, ma anche per aumentare il buzz incoraggiando i propri clienti a twittare le proprie esperienze positive, come ad esempio complimentandosi con un membro dello staff particolarmente capace: ogni fine settimana il miglior impiegato riceveva un bonus, ed i tweet conferivano l’immagine di un posto dove non solo si mangiava bene, ma si poteva ricevere un ottimo servizio.

food_truck

Non poteva mancare infine lo storytelling: Kianta e John hanno saputo infatti coinvolgere e far affezionare i propri clienti utilizzando i social non solo per raccontare come mai avessero deciso di battezzare il proprio furgone Lazarus, ma anche postandone le piccole avventure e disavventure quotidiane: una gomma a terra, una terribile coda in autostrada, la batteria da cambiare e così via. Questo non solo ha portato molti follower ad affezionarsi a Lazarus quasi come se si trattasse del proprio mezzo di trasporto, ma ha trasmesso anche la determinazione e la forza dei due proprietari.

Quella del Cravings Truck è una storia che può essere d’ispirazione non solo per le attività itineranti, ma anche e soprattutto per le piccole imprese locali: voi cosa ne pensate? Nella vostra città ci sono esempi di una simile strategia? Fatecelo sapere! 😉

[photo credits: www.facebook.com/cravegoodness; fonte: www.thedailymuse.com ]

About Lara Babitcheff

A cavallo tra Generazione X e Millennials (giusto per ricordarmi quanto basta di com'era la vita pre-Google) sono sempre stata smanettona fin da ragazzina: ho creato il mio primo sito nel 1998 e la mia prima community l'anno successivo, e nel frattempo mi davo da fare su Usenet e forum... Ho lavorato per molti anni come Web Developer, ma non mi bastava: volevo ritrovare il bello della condivisione che avevo apprezzato fin dai miei primi approcci col web, e così mi sono tuffata nel mondo dei Social Media e dei blog. Non ho mai tradito la mia grande passione per la lettura e l'informazione, amo viaggiare, cucinare e scoprire sempre cose nuove.

Social Media e Vino: Vinografia | la Netnografia ci aiuta a capire la situazione del vino in Italia in rete oggi

Social Media e Vino: la Netnografia ci aiuta a capire cosa sta accadendo in Italia

Inizia con questo articolo una serie di approfondimenti legati al tema “Social Media e Vino“, argomento a noi molto caro, che merita sicuramente un interesse particolare. Come vi abbiamo raccontato, siamo state alla 47° edizione di  Vinitaly, la manifestazione italiana più importante del settore vino, ad indagare come vedono questo “binomio” non solo le aziende produttrici, ma soprattutto la rete. Interessante è stato partecipare al convegno organizzato dall’Associazione Nazionale Le Donne del Vino in cui è stata presentata la prima analisi netnografica sul vino in Italia commissionata a Viralbeat.com e realizzata dal Centro Studi Etnografia Digitale di cui abbiamo conosciuto Alex Giordano (su Twitter @mantralex), persona molto gentile e disponibile.

Due parole su cosa s’intende per Netnografia: è un metodo di ricerca qualitativa di matrice etnografica, che si pone alla base dello studio della cultura di consumo sul web, sia per fini sociologici che di marketing, e che consente di studiare le esperienze di consumo degli utenti con lo scopo di pianificare e ottimizzare le strategie di business. In questo caso, la ricerca che ha avuto per tema l’analisi netnografica del vino e dei winelovers, ha indagato “l’universo culturale degli amanti del vino, evidenziando i cluster tematici principali del discorso sul vino, le pratiche e i valori che ne caratterizzano il consumo, la brand reputation delle aziende vitivinicole online e il percepito delle loro azioni di comunicazione sul web“.

Detto ciò vediamo cosa è emerso da questa ricerca. La base dati dell’analisi è composta da 7.098 post, raccolti tra il 26/02/2013 e il 18/03/2013, le fonti sono: Facebook, Twitter, Instagram, Blog e Forum. Vi riportiamo di seguito il video riassuntivo, per poi sottolinearne le parti che ci hanno più colpito.

Le 5 considerazioni che emergono sul mondo dei social media e del vino

La prima considerazione fondamentale che emerge è: “per gli utenti della rete, il vino è un oggetto culturale di consumo quotidiano prima di essere Brand o Azienda“. I discorsi che gli utenti tengono sul vino sono di 2 tipi: generici, privilegiando gli aspetti di quotidianità e convivialità, ed esperti, attenti ai Brand ed ai tecnicismi.

Secondo dato da tener presente,  soprattutto dalle aziende vinicole che sono in rete o che vogliano entrarci:esiste un nucleo centrale di “winelovers”, costituito da influencer e dalla community vera e propria, che si ritrova principalmente su Twitter, Instagram e Blog (Facebook non è “terreno fertile” per i membri di questa community). I winelover costituiscono una web tribe e sono identificati come: “amanti del vino esperti o meno esperti che animano il discorso in rete” e ancora, “un aggregato sociale eterogeneo e disperso ma dotato di un proprio immaginario condiviso e di specifiche identità di riferimento“. Lo “zoccolo duro” di questa community è rappresentato da Blogger e aziende vitivinicole. Per i winelover il vino è: conviviale (legato ai momenti di socialità), da abbinare (legato al momento del consumo), territoriale (prodotto di una terra, una storia e una tradizione assolutamente italiana), e rilassante (il calice di vino è visto come un momento di piacere da conquistare e ricordare). I winelover possono essere suddivisi in 4 diverse identità:

  • Enjoyer, che vedono il vino come un mezzo per raggiungere la felicità e ritrovare se stessi;
  • Prophet, per i i quali il vino costituisce un fine, un vero e proprio oggetto di culto (di vino, vitigni ed etichette se ne intendono e amano parlarne ma sempre con rispetto);
  • Wine Victim, che pensano che il vino sia una sorta di “cura” per alleviare le proprie sofferenze;
  • Wannabe, quelli che vorrebbero essere esperti o quantomeno godersi il momento di consumo, ma per diversi motivi non ci riescono.

Terzo punto. Intorno ai concetti di “vino” e di “winelovers” orbitano, poi, alcuni ambiti tematici per ciascun social media. Su Twitter sono 3: quello del territorio, dei prodotti & aziende e del food. Su Instagram il vino è, invece, trattato in maniera più ampia dando vita a 5 ambiti d’interesse o “anime” legate ad esso: quella divertente, quella sofisticata, la golosa, la “bella e dannata” e la “green“. Sui Wine Blog, i luoghi d’incontro degli addetti ai lavori ed esperti, infine, le categorie tematiche coinvolte sono di più: l’enogastronomia è al primo posto (51%), seguita dal business (17%) e dalle news (15%), chiudono il turismo (3%), l’agricoltura (2%) e la sostenibilità (2%).

E ancora, emergono dei trend culturali importanti da conoscere: quello del vino bio e sostenibile, quello relativo all’importanza del packaging che incide sulla scelta del consumatore e quello che riguarda la dieta, di ambito prettamente femminile.

Ultima considerazione davvero interessante: almeno su Twitter e Facebook i Brand vitivinicoli sembrano non godere di reputazione negativa, il sentiment si divide tra positivo e neutro, come se gli utenti non percepiscano alcuna competizione tra produttori. “Tutti i brand di vini italiani di qualità contribuiscono ad alimentare un immaginario comune” del vino italiano stesso.

Social Media e Vino | Vinografia

Una ricerca questa ricca di spunti utili per chi sta già affrontando o vuole iniziare ad affrontare la tematica del vino in rete e sui social media in Italia. Noi siamo rimaste piacevolmente affascinate da quanto emerso e abbiamo lasciato il convegno con la consapevolezza che ci sia ancora tanto da fare in questo campo da parte di tutti, soprattutto di quelle cantine che non si collocano tra i top player ma che possono migliorare la propria presenza e visibilità online contribuendo, allo stesso tempo, a valorizzare l’immagine del vino italiano nel mondo e a diffondere l’hashtag #italianwine, mediante una strategia di comunicazione e social media marketing mirata e pianificata.

Abbiamo creato una lista sul nostro profilo Twitter contenente tutti i profili legati al mondo del vino in Italia emersi dall’analisi, che contiamo di continuare ad implementare durante il nostro viaggio attraverso il tema “Social Media e Vino” nei prossimi articoli.

Ci farebbe piacere conoscere la vostra opinione a tal proposito: come pensate sia interessante continuare ad approfondire questo argomento?

About Stefania Fregni

Appassionata di Comunicazione e Marketing nella vita e per lavoro, sono consulente da oltre 10 anni, specializzata nel settore Food & Beverage. Negli ultimi anni mi sono avvicinata al mondo del Social Media Marketing e del Marketing Digitale, specializzandomi e collaborando a diversi progetti. Sono amante del buon cibo e del buon bere, mi piace la fotografia e adoro viaggiare. Sono creativa, curiosa, organizzata e appassionata sempre in cerca di nuove avventure!