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L’utile diventa indispensabile: ecco il “nuovo” content marketing

“Content is the king”, il contenuto è il re. La rete, le condivisioni, il passaparola si basano sulla presenza e la diffusione di contenuti. Detto così sembra molto semplice, ma in realtà non lo è. Quali sono i contenuti che effettivamente possono aggiudicarsi lo scettro nell’ampio reame della rete? Per scoprirlo ho deciso di partecipare a “C Come”, il primo convegno nazionale su copywriting, creatività e content marketing, organizzato da Pennamontata.

A “C Come” si è parlato molto ed in maniera approfondita di tutto ciò che serve a chi vuol fare della scrittura in rete il suo mestiere. I relatori, tutti interessanti e soprattutto appassionati, hanno approfondito le caratteristiche e gli schemi di ogni tipo di contenuto: dalla newsletter, alla app, dal sito web alle presentazioni multimediali, ma il “fil rouge” che ha accomunato tutte le presentazioni è stato uno ed uno solo: l’importanza di essere utili ai destinatari della nostra comunicazione.

Ogni contenuto, di qualsiasi forma, per essere apprezzato, condiviso, diffuso ed avere lunga vita in rete deve avere questa caratteristica: essere pensato realmente per il suo destinatario ed essere per lui utile.

Banale? Non credo. L’uovo di Colombo? Forse. Tutti noi viviamo immersi nei “contenuti”. Quanti articoli di giornale o blog leggiamo ogni giorno, quante newsletter riceviamo, quante app scarichiamo, a quante presentazioni assistiamo? Ma quanti di questi ci sono davvero utili? Se un contenuto ci aiuta, ci risolve un problema o semplicemente ci diverte, sicuramente lo salveremo per rileggerlo ancora in futuro e certamente lo condivideremo, pensando che sarà utile anche ai nostri amici. Il contenuto avrà così lunga vita in rete.

Proprio per questo a “CCome”, Paolo Zanzottera di Shinystat nella sua “ricetta” per creare una app di successo ci spiega che il primo elemento fondamentale è la “passione”. Si, perché anche per le app, come nella vita è la passione che conta!

Chi progetta applicazioni non deve pensare al suo prodotto, ma alla passione che il suo prodotto contribuisce a far crescere. Ad esempio, le persone amano sciare, non gli sci o le racchette! Per questo stesso motivo non domandiamoci perché qualcuno dovrebbe fare il download della nostra app, ma piuttosto perché dovrebbe tornare ad utilizzarla più volte dopo averla scaricata (engagement).

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Il magistrale intervento di Luisa Carrada pone le sue basi su di un ribaltamento di prospettiva: chi scrive deve farlo conoscendo bene non solo come si scrive, ma soprattutto come “si legge”. Quindi non solo “Content is the king”, ma “Reader is the king”.

Partendo da questo punto di vista le regole della scrittura non sono più solo quelle della grammatica o della sintassi, ma lo diventano tutti gli elementi che sono alla base delle nostre nuove e vecchie abitudini di lettura. Scopriamo che leggere è soprattutto guardare, e sulla base di questo la forma diventa sostanza, il testo viene concepito anch’esso in maniera visiva, il visual sorregge il copy e lo aiuta a dire di più e meglio; crollano tutti i muri di parole ed i testi senza respiro.

Anche alla base delle presentazioni multimediali c’è il concetto di utilità. Per Anna Covone la presentazione non deve essere autoreferenziale, ma gratificare chi ci sta seguendo. Si tratta di creare una vera e propria performance il cui obiettivo è generare una “user experience” soddisfacente. Alla base della creazione di ogni nostro ppt o prezi deve esserci una chiara risposta a queste domande: “Cosa cerca il pubblico che è venuto ad ascoltarmi?” e soprattutto “Come posso offrire loro una presentazione utile?”.

Dopo molti altri interventi,tutti davvero interessanti, chiude l’evento la “padrona di casa” Valentina Falcinelli, di Pennamontata, tirando le fila con una presentazione che racchiude il senso di tutto quello che “C Come” ha voluto comunicare.

Valentina sottolinea che i contenuti interessanti sono la principale ragione per cui le persone seguono le aziende sui social media e che quindi per nessuna ragione in rete possiamo perdere la nostra occasione per essere utili.

Molteplici sono gli esempi: possiamo farlo fornendo informazioni che non necessariamente riguardano il nostro prodotto, come fa l’account twitter Hilton Suggests , oppure offrendo in regalo ai lettori del nostro blog un tool utile per la loro professione, come fa la stessa Pennamontata. I lettori ed i clienti apprezzeranno chi si prende cura di loro e torneranno sempre più spesso sul nostro sito/blog/account, perché come dice Tom Fishburne “Il miglior marketing è proprio quello che non sa di marketing”.

About Paola Valeri

Ho un'esperienza a 360° nel Marketing e nella Comunicazione aziendale. Parlo di Marketing e Social Network nei corsi che tengo per aziende, enti ed associazioni. Scrivere mi appassiona e diverte e per questo sono diventata giornalista pubblicista. Da qualche tempo mi interesso di sostenibilità aziendale e di “green marketing”.

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