Festa della Rete collage

Il racconto della “nostra” Festa della Rete 2014

Anche quest’anno a Rimini si è tenuto uno degli appuntamenti del “post” vacanze estive davvero irrinunciabile per chi gravita nel mondo del web per lavoro o passione: la Festa della Rete, o (ex) Blogfest.

Il 12-13-14 di settembre si è infatti svolta l’edizione 2014 dell’evento, alla quale quest’anno eravamo anche invitate come speaker del panel “Il vino può essere pop?” dedicato al mondo del vino e del digitale, e proprio io sono stata l’onorata portavoce di Social Margarita.

Festa della Rete 2014

Prima di parlarvi dell’interessante dibattito che si è creato durante il panel a cui ho partecipato in prima persona volevo riassumere in punti quelli che sono stati i concetti che più mi hanno colpito e che ho portato via dagli incontri che ho seguito:

1) Non basta dire la parola “storytelling” (tanto di moda ora  😉 )! Le storie diventano forti se sono autentiche e chi lavora nel digitale deve trovare la chiave perfetta per raccontarle al target di riferimento con la giusta voce. I consumatori, anche nel digital, sono poco interessati a storie poco emozionali e coinvolgenti, solo una narrazione “che sa di vero” può essere lo strumento adatto, i consumatori vogliono entrare in un “mondo” narrativo. (Dal Panel: “Storytelling digitale: come il racconto di moda si evolve in rete”)

2) Una chiave vincente per le aziende che cercano collaborazioni attraverso influencer/opinion leader o blogger  è quella di ingaggiare coloro che già condividono i valori e lo stile del brand. In questo modo le azioni saranno credibili ed esponenzialmente efficaci, a prescindere dal numero dei follower degli stessi. (Dal panel:“Rudy contro tutti: quanto gli influencer contano davvero” )

3) La moda in passato costruiva stereotipi. Oggi è costretta invece a costruire degli archetipi narrativi (Paolo Iabichino dal panel:“Storytelling digitale: come il racconto di moda si evolve in rete”)

4) I brand del lusso che hanno una chiara storia di marchio da raccontare (già consolidata attraverso altre attività di marketing) possono completare l’esperienza di marca attraverso i media digitali. (Dal panel: “Consumatori 2.0: digital e lusso esperenziale”).

5) L’Italia è un Paese che sta cercando di digitalizzarsi, anche in Parlamento. Ma i blocchi burocratici e culturali sono davvero enormi, anche per chi sta cercando di rivoluzionare determinati ambienti ( Dal panel: “La Carta dei diritti di Internet” e “Colazione con… Stefano Quintarelli e Domitilla Ferrari)

Collage Festa della Rete 2014

Il panel a cui ho parlato mi ha davvero stupito per gli spunti che sono stati offerti dagli interlocutori! Ammetto che non pensavo di trovarmi in perfetta sintonia con colleghi giornalisti (Dan Lerner), sommelier (Adua Villa), wine-blogger (Jacopo Cossater), esperti di comunicazione visual (Ilaria Barbotti) e anche con un rappresentante di una grande azienda vinicola (Francesco Zonin): spesso ho infatti vissuto l’ambiente del vino (in ambito soprattutto della comunicazione) come poco “social” e soprattutto poco lungimirante sul tipo di percorso comunicativo che doveva intraprendere questo settore, soprattutto in un’ottica di internazionalizzazione.

Panel  vino Festa della Rete

Quello che è emerso da questa stimolante discussione è stato invece una volontà condivisa di cambiare linguaggio, di farsi più semplici per arrivare davvero a tutti, non solo ai veri esperti del vino (target che rappresenta tra l’altro solo il 10% del mercato del vino). I media digitali ci danno molti strumenti e personalmente, come ho detto nel mio intervento, credo fondamentale unire allo storytelling anche l’edutaintment, ossia il fornire contenuti di valore aggiunto che insegnino e contemporaneamente divertano. Ho citato in merito anche due casi dall’estero davvero interessanti di “best practice” su due target diversi di mercato: Mirabeu Wines e Barefoot Wines. Vi invito a visitarli e coglierne gli interessanti spunti ;).

E’ stato davvero motivante vedere quanto imprenditori e comunicatori italiani siano allineati sul futuro che dovrebbe prendere la comunicazione del mondo del vino, anche dovendo confrontarsi con molte resistenze e blocchi che purtroppo sono presenti ad oggi. Il vino, soprattutto legato alla nostra splendida Italia, è così magico che non resta che raccontarla a tutto il mondo quella storia e sono sicura che ne rimarranno tutti molto affascinati. E la risposta è: Sì! Il vino può essere pop 🙂

Vi lasciamo con una selfie di rito di tutto il team al completo e con un arcobaleno che ha baciato alla sua partenza la Festa della Rete 🙂

Team Social Margarita

Arcobaleno

About Valeria Moschet

Dopo una consolidata esperienza retail e commerciale nei settori abbigliamento e accessori, ho intrapreso una nuova sfida professionale e mi sono specializzata in Social Media Marketing. Da allora con grande passione ed entusiasmo lavoro come consulente per aziende di varie dimensioni e mercati, ma sono specializzata nei settori del Beauty, Moda e Lifestyle. Sono formatrice su temi dei social media e del Web 2.0.

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  1. Giuliano

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