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SocialMargaritas alla Festa della rete 2015

La Festa della Rete di Rimini è da sempre uno dei nostri appuntamenti preferiti tra i molti eventi  (tra l’altro in continua crescita) che parlano di web, digital e social media. Per noi è un momento importante per molte ragioni.

Da una parte lo viviamo come un’occasione perfetta per ritrovarsi tutte e tre di persona, rivedersi e raccontarsi dopo il periodo estivo, e soprattutto fare il punto su nuove idee, progetti ed impegni che ci attendono alla ripresa autunnale.

Dall’altra, l’ex BlogFest è l’evento ideale per incontrare e salutare colleghi di web, approfondire con loro spunti ed idee, fare nuove interessanti conoscenze, tastare il polso al popolo del web, una grande e variegata tribù, sempre in costante evoluzione.

Festa della Rete_cabinePassando con interesse da un panel ad un altro, stringendo mani ed ascoltando storie, sorseggiando spritz ed assaggiando ottime piadine, i tre giorni dell’edizione 2015 #FDR15 sono trascorsi in un lampo; e come ogni anno si torna a casa con un bagaglio di impressioni, suggestioni, e spunti su cui riflettere.

L’evoluzione ed il cambio generazionali sono fisiologici, facciamocene una ragione

Uno dei fenomeni più evidenti di questa edizione 2015 è stato quello che molti hanno definito il “cambio generazionale”.  Protagonista assoluto il mondo degli Youtuber, con le loro giovanissime superstar, come Sofia Viscardi, nata nel 1999 che può vantare quasi 400.000 iscritti al suo canale Youtube ed oltre 35 milioni di visualizzazioni dei suoi video. Nuovi media, ma soprattutto nuovi linguaggi e nuovi influencer, si stanno facendo strada, parallelamente all’affacciarsi sulla scena del mondo di una nuova generazione di 13-17enni che saranno i futuri abitatori della rete. L’evoluzione è la legge inesorabile che regola ogni forma di vita e di espressione ed il mondo del web non è certamente immune. Facciamocene una ragione.

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Saperi e mestieri di un tempo in chiave 2.0

Nell’ edizione 2015 alcuni panel ( ad esempio La rivoluzione del Filo, I Blog di fai da Te) sono stati dedicati alla versione 2.0 di lavori tradizionalmente femminili e manuali come il knitting, ovvero il lavoro a maglia, ma anche il cucito/riciclo creativo, ovvero l’arte di dare vita a nuovi oggetti tessili  partendo da altri che non usiamo più, come ad esempio creare tappeti da vecchie magliette. La prima considerazione che viene in mente è che la rete offre spunti per infinite evoluzioni anche per attività che i più considerano quanto di più tradizionale esista, permettendo un’ampia diffusione di antichi gesti e saperi che altrimenti sarebbero rimasti sconosciuti alle nuove generazioni (sempre loro!) ; d’altra parte l’utilizzo di blog, e-commerce ed ogni altro media on line offre la possibilità di trasformare un hobby in una vera e propria professione.

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La rete vince sull’individuo

In eventi come questi,  ci si convince sempre di più che la parola “Rete” sia densa di significato concreto. Da molti panel e dalle testimonianze di tantissimi dei presenti, è assolutamente evidente che il successo nel mondo digitale nasce dell’abilità di sfruttare al massimo la più grande opportunità che la rete offre: collegarsi, creare ponti, scambiare saperi, essere solidali. Sempre meno star “solitarie, sempre più reti di individui che creano progetti , condividono esperienze, fanno “network”. Un esempio su tutti quello di IFood raccontato dalla super-empatica Vatinee Suvimol, co-founder del progetto editoriale, nato da un gruppo di food-blogger che si sono conosciuti all’interno di un gruppo Facebook ed hanno “fatto rete” con successo.

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La Festa della Rete compie 10 anni. Momento di bilanci?

Quest’anno si trattava di un’edizione speciale: la Festa della Rete  ha compiuto 10 anni e come accade  in tutti i compleanni “tondi” ci si guarda indietro e si cerca di fare un bilancio, ma nello stesso tempo ci si guarda anche avanti chiedendosi come si affronteranno gli anni a venire. In tutti questi anni gli eventi che fanno focus sul mondo del web si sono moltiplicati e in passato questo evento costituiva quasi un “unicum” ora la sfida futura della Festa della Rete  sarà quella di mantenere nel tempo una sua identità ed unicità. Arrivederci ad #FDR2016! 🙂 

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About Paola Valeri

Ho un'esperienza a 360° nel Marketing e nella Comunicazione aziendale, in tutte le sue forme… soprattutto quelle social 🙂 Per diffondere e condividere questa passione parlo di Marketing e Social Network anche nei corsi che tengo per aziende, enti ed associazioni. Scrivere mi appassiona e diverte e per questo sono diventata giornalista pubblicista. Da qualche tempo mi interesso di sostenibilità aziendale e di “green marketing”.

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Il racconto della “nostra” Festa della Rete 2014

Anche quest’anno a Rimini si è tenuto uno degli appuntamenti del “post” vacanze estive davvero irrinunciabile per chi gravita nel mondo del web per lavoro o passione: la Festa della Rete, o (ex) Blogfest.

Il 12-13-14 di settembre si è infatti svolta l’edizione 2014 dell’evento, alla quale quest’anno eravamo anche invitate come speaker del panel “Il vino può essere pop?” dedicato al mondo del vino e del digitale, e proprio io sono stata l’onorata portavoce di Social Margarita.

Festa della Rete 2014

Prima di parlarvi dell’interessante dibattito che si è creato durante il panel a cui ho partecipato in prima persona volevo riassumere in punti quelli che sono stati i concetti che più mi hanno colpito e che ho portato via dagli incontri che ho seguito:

1) Non basta dire la parola “storytelling” (tanto di moda ora  😉 )! Le storie diventano forti se sono autentiche e chi lavora nel digitale deve trovare la chiave perfetta per raccontarle al target di riferimento con la giusta voce. I consumatori, anche nel digital, sono poco interessati a storie poco emozionali e coinvolgenti, solo una narrazione “che sa di vero” può essere lo strumento adatto, i consumatori vogliono entrare in un “mondo” narrativo. (Dal Panel: “Storytelling digitale: come il racconto di moda si evolve in rete”)

2) Una chiave vincente per le aziende che cercano collaborazioni attraverso influencer/opinion leader o blogger  è quella di ingaggiare coloro che già condividono i valori e lo stile del brand. In questo modo le azioni saranno credibili ed esponenzialmente efficaci, a prescindere dal numero dei follower degli stessi. (Dal panel:“Rudy contro tutti: quanto gli influencer contano davvero” )

3) La moda in passato costruiva stereotipi. Oggi è costretta invece a costruire degli archetipi narrativi (Paolo Iabichino dal panel:“Storytelling digitale: come il racconto di moda si evolve in rete”)

4) I brand del lusso che hanno una chiara storia di marchio da raccontare (già consolidata attraverso altre attività di marketing) possono completare l’esperienza di marca attraverso i media digitali. (Dal panel: “Consumatori 2.0: digital e lusso esperenziale”).

5) L’Italia è un Paese che sta cercando di digitalizzarsi, anche in Parlamento. Ma i blocchi burocratici e culturali sono davvero enormi, anche per chi sta cercando di rivoluzionare determinati ambienti ( Dal panel: “La Carta dei diritti di Internet” e “Colazione con… Stefano Quintarelli e Domitilla Ferrari)

Collage Festa della Rete 2014

Il panel a cui ho parlato mi ha davvero stupito per gli spunti che sono stati offerti dagli interlocutori! Ammetto che non pensavo di trovarmi in perfetta sintonia con colleghi giornalisti (Dan Lerner), sommelier (Adua Villa), wine-blogger (Jacopo Cossater), esperti di comunicazione visual (Ilaria Barbotti) e anche con un rappresentante di una grande azienda vinicola (Francesco Zonin): spesso ho infatti vissuto l’ambiente del vino (in ambito soprattutto della comunicazione) come poco “social” e soprattutto poco lungimirante sul tipo di percorso comunicativo che doveva intraprendere questo settore, soprattutto in un’ottica di internazionalizzazione.

Panel  vino Festa della Rete

Quello che è emerso da questa stimolante discussione è stato invece una volontà condivisa di cambiare linguaggio, di farsi più semplici per arrivare davvero a tutti, non solo ai veri esperti del vino (target che rappresenta tra l’altro solo il 10% del mercato del vino). I media digitali ci danno molti strumenti e personalmente, come ho detto nel mio intervento, credo fondamentale unire allo storytelling anche l’edutaintment, ossia il fornire contenuti di valore aggiunto che insegnino e contemporaneamente divertano. Ho citato in merito anche due casi dall’estero davvero interessanti di “best practice” su due target diversi di mercato: Mirabeu Wines e Barefoot Wines. Vi invito a visitarli e coglierne gli interessanti spunti ;).

E’ stato davvero motivante vedere quanto imprenditori e comunicatori italiani siano allineati sul futuro che dovrebbe prendere la comunicazione del mondo del vino, anche dovendo confrontarsi con molte resistenze e blocchi che purtroppo sono presenti ad oggi. Il vino, soprattutto legato alla nostra splendida Italia, è così magico che non resta che raccontarla a tutto il mondo quella storia e sono sicura che ne rimarranno tutti molto affascinati. E la risposta è: Sì! Il vino può essere pop 🙂

Vi lasciamo con una selfie di rito di tutto il team al completo e con un arcobaleno che ha baciato alla sua partenza la Festa della Rete 🙂

Team Social Margarita

Arcobaleno

About Valeria Moschet

Dopo una consolidata esperienza retail e commerciale nei settori abbigliamento e accessori, ho intrapreso una nuova sfida professionale e mi sono specializzata in Social Media Marketing. Da allora con grande passione ed entusiasmo lavoro come consulente per aziende di varie dimensioni e mercati, ma sono specializzata nei settori del Beauty, Moda e Lifestyle. Sono formatrice su temi dei social media e del Web 2.0.